lunedì 26 dicembre 2011

Futuro in trance (Solo il mimo canta al limitare del bosco) - Walter S. Tevis

Pubblicato precedentemente dalla casa editrice Nord col titolo Solo il mimo canta al limitare del bosco, Futuro in trance (Urania Collezione 81) è consigliabile a coloro a cui piacciono le distopie o che semplicemente amano il genere fantascientifico ma anche a chi non apprezza particolarmente la fantascienza. Il libro di Walter S. Tevis è infatti un'opera narrativa di grande valore narrativo ed è certo che possa essere apprezzato anche al di fuori dell'ambiente sf. Una caratteristica ammirabile di Tevis, insieme alla capacità di ricavare un buon livello di profondità nella semplicità, è il suo talento nell'evocare immagini, che non manca certo in questo libro. Ma veniamo alla trama. In un futuro neanche troppo lontano, l'umanità è sull'orlo dell'estinzione. Meteorite? Invasione aliena? Pandemia? Macché, si è scavata la fossa da sola, autodistruggendosi culturalmente in nome della stabilità mentale e comportamentale, costituendo una vera e propria farmacocrazia. Eh sì, perché è cultura comune quella di imbottirsi di droghe, soprattutto calmanti, dalla mattina alla sera. Tutto è represso col Valium e simili, le persone hanno gli occhi spenti e un'espressione da ebete dipinta sul volto. Nessuno sa leggere, tutti obbediscono ai robot che ormai controllano qualsiasi cosa. Non ci sono bambini.
Tevis fu uno scrittore dalla invidiabile semplicità di scrittura, non si perdeva in chiacchiere e forse proprio per questo non è stato un autore prolifico, almeno nell'ambiente sf. A tal proposito i personaggi sono solo tre: un uomo, una donna, un robot. L'uomo è l'unico essere umano che sa leggere, grazie a una spiccata curiosità che lo ha portato a scoprire vecchi ruderi chiamati "libri", oggetti che l'umanità ha dimenticato da tempo. La donna non sa leggere ma è fuggita spontaneamente da un "dormitorio per lavoratori", quei luoghi che hanno sostituito le vecchie scuole e che hanno soltanto il ruolo di far crescere i ragazzi con la maggiore ignoranza possibile per poi destinarli a lavori alienanti. Il robot è un clone con cervello elettronico programmato per non dimenticare nulla, una caratteristica che lo spinge periodicamente a tentare il suicidio buttandosi dal tetto di un grattacielo col problema, però, che è stato anche programmato per non potersi suicidare. L'uomo insegnerà alla donna a leggere e la donna insegnerà all'uomo a vivere senza droghe, e da questo scambio di favori nascerà una relazione tra i due che farà da impalcatura per l'intero romanzo. I due protagonisti saranno quindi gli unici ad avere la mente lucida in un mondo di gente perennemente fatta e abitato ormai da poche decine di milioni di individui, visto che nei calmanti di cui le persone fanno abbondante uso è presente un forte agente sterilizzante utilizzato (sempre in un periodo ormai dimenticato) per controllare la crescita demografica. Insomma sembrerebbe che nel futuro immaginato dall'autore l'umanità le abbia sbagliate davvero tutte. Arrivati a un momento psicanaliticamente cruciale della loro esistenza, gli esseri umani hanno inconsciamente deciso di autodistruggersi. Cosa accadde precisamente in quel fatidico passato, però, non è dato sapersi, l'autore ce ne dà pochi squarci, come è realistico che sia in un mondo precipitato nell'oblio culturale e dell'anima. Al centro di tutto sta dunque l'amore tra le uniche due persone lucide del pianeta, piccola fiammella di vitalità e passione in mezzo al nulla esistenziale.
Futuro in trance è un romanzo che colpisce al cuore, caricato di una forte tensione emotiva che si libera dentro di noi appena apriamo il libro e leggiamo le prime righe. La storia infatti inizia subito in maniera drastica, catapultandoci senza girarci intorno in un ambiente di desolazione: Spofforth cammina fischiettando lungo una Quinta Avenue deserta, coperta da una vegetazione strisciante, l'asfalto sfondato dal tempo, in un silenzio interrotto solo «da un coro metallico a più voci di insetti» e da «un frullare di ali», segni inequivocabili di una natura che si affretta a prendere la propria rivincita su una civiltà umana che non le ha mai fatto sconti ma che è ormai pietosamente decaduta, innocua e vulnerabile. Lungi però dall'essere una storia deprimente, Futuro in trance appassiona come poche altre opere narrative, sebbene possa far storcere il naso e chi desidera un ventaglio completo di spiegazioni logiche e quindi un'opera più centrata. Del resto cosa volesse effettivamente mostrare, e dimostrare, Walter Tevis con questa sua opera è qualcosa da rilasciare alla singola coscienza dei lettori. Va da sé che un romanzo non è altro se non la rappresentazione di una delle infinite realtà possibili. 

Flavio Alunni

2 commenti:

  1. Grandissimo autore, sfortunatamente poco prolifico, ma ha sfornato dei capolavori bellissimi come questo e, secondo me aggiungo "L'uomo che cadde sulla Terra" e non meno importante "La regina degli scacchi" storia NON fantascientifica, ma sempre sullo stesso stile... ed è grazie a quest'ultimo libro che ho finalmente imparato a giocare a scacchi! Perdo quasi sempre ma almeno posso dire di essere un appassionato. Questo per dire che Tevis è uno che "acchiappa" :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Decisamente. Un autore che ha pubblicato poca roba ma di altissima qualità. Da leggere anche la sua antologia "Lontano da casa" uscita con Urania.

      Elimina

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...