giovedì 22 dicembre 2011

Aldous Huxley: Il mondo nuovo




Insieme a 1984 e Fahrenheit 451, Il mondo nuovo costituisce un trio perfetto, per quanto riguarda i romanzi distopici. In particolar modo questo libro si complementa con 1984. Nel romanzo di Orwell è descritta una società in cui gli individui sono forzatamente privati della libertà, mentre in questa storia l'umanità risulta ugualmente schiavizzata ma le persone ne sono piuttosto felici. L'individuo non si lamenta della propria schiavitù perché risulta condizionato prima geneticamente, poi allo stato embrionale e infine durante l'infanzia per svolgere un ruolo predefinito nella società. Per evitare qualsiasi malcontento, il sistema vigente prevede di rendere libera una particolare droga, chiamata soma, da consumare ogni volta che ci si sente insoddisfatti e infelici. Non a caso questa droga viene fornita in quantità colossali alla classe inferiore, quella più povera e sottomessa. Con lo stesso scopo, cioè quello di attenuare il malessere e quindi di mantenere la stabilità nel mondo, si è insediata una cultura del sesso libero, dove tutti si concedono a tutti e nessuno è insoddisfatto. La gelosia non esiste perché nessuno appartiene a nessuno, e forse questo è l'unico lato positivo del libro, anche se Huxley lo ritiene un fatto negativo aggiunto perché, secondo lui, se tutti vanno a letto con tutti si sopprimono sacri sentimenti e atteggiamenti come la repressione sessuale, le turbe amorose, il cuore spezzato, il corteggiamento o le frustrazioni di vario genere. Insomma tutte le complicazioni legate all'amore, quindi anche e soprattutto le esperienze spiacevoli, sono per Huxley qualcosa di sacrosanto, e sopprimerle sarebbe molto pericoloso. Annullarle significa essere troppo appagati e quindi più docili, senza malesseri ma anche meno liberi e meno propensi alla ribellione. Bisogna poi vedere se una società di questo tipo, dove ognuno va a letto con chiunque, sia veramente possibile.
La società proposta da Huxley è dunque stabile, appagata, ma ha barattato questa stabilità con la programmazione sfrenata. Tutto è predeterminato, artificiale, controllato, fin dalla nascita. Una nascita che avviene interamente in provetta: partorire è sporco e primitivo. La natura umana viene messa da parte in favore del progresso. Nessuno è libero di fare quello che vuole della propria vita, è tutto già deciso.
La trama è un po' lenta. Non si tratta di un romanzo avvincente, ma piuttosto di una finestra su questo ipotetico mondo del futuro, un mondo visto con gli occhi del protagonista, persona insoddisfatta e con tanti dubbi per la testa, perciò bizzarra, schivata dagli altri. Uno degli aspetti più interessanti è il fatto che nel Mondo Nuovo è praticamente vietata la pratica di giochi che non contribuiscano all'economia. Gli unici giochi ammessi sono quelli che richiedono una spesa in denaro, insomma giochi di consumo.
A turbare chi scrive è stato uno dei personaggi, il cosiddetto "selvaggio", a cui Huxley dà molto risalto nella parte finale e a cui assegna l'arduo compito di chiudere l'opera. Si tratta di un personaggio che è esattamente l'estremo opposto degli altri: è un primitivo a tutti gli effetti. Viene deriso e trasformato in una specie di fenomeno da baraccone dagli altri individui ma la nostra società, quella reale, dei nostri giorni, reagirebbe alla stessa maniera. Avrebbe avuto più senso mettere un personaggio "normale", come noi, in contrasto col Mondo Nuovo del futuro. Mi chiedo quindi che senso possa avere questo "selvaggio" nella storia e quale messaggio volesse dare l'autore attraverso di esso. Magari Huxley ha semplicemente toppato. Oppure voleva mostrare le due facce della stessa medaglia, dando un semplice consiglio: va bene il progresso ma, per favore, non rinnegate la vostra natura umana.
Il mondo nuovo è un libro di notevole importanza sociale che si presta a molti dibattiti e speculazioni personali e che ha sicuramente meritato il suo grande successo, sebbene oggi sia anche sottoponibile a molte critiche. Le attualità vengono subito all'occhio. Per esempio la disponibilità gratuita della droga della felicità, il soma, ben si potrebbe affiancare all'eterno dilemma sulla liberalizzazione delle droghe leggere o all'uso massivo degli psicofarmaci. L'appagamento sessuale ogni volta che lo si vuole senza mai far crescere il desiderio ben si potrebbe accostare alla pornografia on line. E la possibilità di giocare esclusivamente con giochi che richiedono una spesa in denaro si accoda alle molteplici e sacrosante critiche verso il consumismo dilagante. Ma dove nasce la distopia di cui si sta parlando? Mentre in Fahrenheit 451 e in 1984 la distopia è frutto di un piano oppressivo generalizzato, gli orrori de Il mondo nuovo hanno come fattore scatenante un concetto sbagliato di progresso. Per chi volesse saperne di più a proposito dei pensieri di Aldous Huxley, l'autore fornisce un approfondimento allo stesso romanzo con il libro Ritorno al mondo nuovo in cui lo scrittore affronta lo stesso tema del romanzo in maniera diretta, non romanzata, a diversi anni di distanza.

Flavio Alunni



Immagine © Pixelbliss - Fotolia

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