giovedì 29 dicembre 2011

Le guide del tramonto - Arthur C. Clarke


LA TRAMA - Gigantesche astronavi aliene piovono dal cielo e si posizionano sopra le principali città del mondo. I tentativi di distruggerle risulteranno inutili, sarà quindi evidente a tutti che l'umanità si trova di fronte a una civiltà incredibilmente più evoluta. Sotto il controllo degli alieni, chiamati Superni, l'uomo raggiunge un livello di benessere fino a poco tempo prima ritenuto utopico, anche se all'aumentare del benessere corrisponde   un disinteresse crescente verso i campi dell'arte e della scienza. Fino alla fine del libro la domanda che affliggerà gli abitanti del pianeta sarà: perché i Superni ci trattano così bene?

L'inizio del romanzo è semplicemente eccezionale, compreso l'incipit. Insomma Clarke fa entrare il lettore nella storia su un tappeto rosso. Come capita spesso in romanzi che iniziano in modo veemente, poi la storia rallenta e perde di intensità, non perché lo scrittore non sia bravo ma perché è veramente difficile, forse impossibile, mantenere quello stesso livello di intensità per tutto il libro. Insomma, in genere i romanzi iniziano piano e poi crescono gradualmente di intensità fino a raggiungere un picco nel finale, in questo caso è il contrario, anche se nel finale Clarke accelera un po' ma sempre a un livello inferiore rispetto all'inizio del libro. Questo aspetto del libro mi ha un po' deluso, come mi ha deluso, o meglio mi ha lasciato indifferente, qualche scelta irrazionale dell'autore. Sicuramente è un buon libro da leggere, e l'aspetto non antropocentrico è quello che ho apprezzato di più. Spesso leggiamo romanzi in un cui l'uomo è la specie più importante e intelligente dell'universo o comunque se la batte alla pari con le altre specie, qui invece l'essere umano non è che un sassolino nella scarpa dei Superni, completamente impotente. E' giusto che la fantascienza diffonda inquietudine nei lettori proponendo questa terrificante possibilità, l'unico altro scrittore anti-antropocentrico che mi viene in mente è H. P. Lovecraft. A differenza di altri romanzi di Clarke, il libro non è molto descrittivo e non ci sono molti termini tecnico-scientifici in mezzo, quindi è molto scorrevole. Lo consiglio perché si tratta di un testo importante per i suoi contenuti  e perché si legge con piacere, però non lo consiglierei a colpo sicuro. Nonostante la trama ambiziosa, non mi è sembrato un capolavoro. E' un libro che risente degli anni trascorsi? Può darsi. Troppe aspettative? Anche. Mi è piaciuto di più Incontro con Rama, che recensirò quanto prima. Ah, dimenticavo, complimenti a Karel Thole per la copertina, semplice ma efficace.


Flavio Alunni


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