domenica 12 maggio 2013

Arthur C. Clarke: Incontro con Rama

Dopo un catastrofico impatto con una meteora avvenuto nel 2077 e che ebbe i suoi peggiori effetti in Italia Settentrionale (quale onore) «distruggendo in pochi istanti l'operato di secoli» e «le glorie di Venezia», l'umanità sviluppa un avanzatissimo sistema astronomico per monitorare gli oggetti celesti potenzialmente pericolosi, anche a notevole distanza dal pianeta. E' ormai il 2130 quando viene scoperto un immenso cilindro lungo cinquanta chilometri e largo poco più di dieci, già entrato nel sistema solare e diretto nelle vicinanze della Terra. Immediatamente i terrestri si incuriosiscono e spediscono un'astronave sul gigantesco oggetto. Fin dal momento del loro atterraggio sul marchingegno alieno i membri dell'equipaggio capiranno di avere a che fare con un'opera dalla complessità spaventosa e che neppure lontanamente si sogna di prendere contatto con quei primati che cercano in tutti i modi di farle le pulci.

Urania 634 del 23/12/1973.
Copertina di karel Thole
Recentemente ristampato con il numero 112 di Urania Collezione, Incontro con Rama è un evergreen letterario che non perde un colpo da decenni e con ogni probabilità sarà destinato a far parlare di sé per almeno un'altra generazione. Con questo romanzo del 1972, infatti, si può dire che Sir Arthur C.Clarke abbia veramente superato se stesso. Come suo solito, l'autore è in grado di suscitare nel lettore un grande senso di meraviglia mantenendo allo stesso tempo uno stile rigoroso e in alcuni tratti impegnativo. Scienza e fantasia si abbracciano dando vita a un romanzo memorabile che dopo quarant'anni dalla pubblicazione si mantiene in tutto il suo splendore. Le descrizioni potranno sembrare eccessive a un occhio inesperto e non abituato a uno stile di scrittura prettamente didascalico eppure, considerando che al centro della storia non stanno gli esseri umani ma l'immensa e complicatissima struttura extraterrestre, le descrizioni del mastodontico interno del cilindro lasciano a bocca aperta per ingegnosità, sense of wonder e una buona dose di mistero. Chi non vorrebbe mettersi nei panni dei fortunati astronauti dell'Endeavour, designati a perlustrare le meraviglie di Rama, sebbene con l'elevato di rischio di non tornare più indietro? Basti pensare che i nostri eroi scopriranno all'interno della megastruttura cose pazzesche come un mare circolare sorretto dalla forza centrifuga, scalinate lunghissime che si estendono a perdita d'occhio, soli artificiali e un sacco di altre meraviglie. Insomma tutta l'incomprensibile seppur affascinante complessità del cilindro alieno fanno sentire chi legge piccolo e insignificante quale in realtà è, rispetto all'immensità del cosmo. In tal senso Incontro con Rama trasmette un certo livello di inquietudine, soprattutto a coloro che hanno una visione eccessivamente antropocentrica dell'universo in cui viviamo. Certo, da questo punto di vista Clarke ha saputo fare di meglio in altre sue opere come nel famoso libro Leguide del tramonto, roba tosta anche quella e per niente lusinghiera verso la specie umana. Chissà cosa potrebbe accadere se l'uomo si accorgesse di non essere solo nell'universo, e di non essere neanche tanto speciale come crede? Per ora la fantascienza prova a darcene un'idea con pezzi di letteratura come questa.

E quindi? Direbbe qualcuno. Tutto qui? Un tubo alieno gigante? A costoro bisogna ricordare che il libro di Clarke, ma così fanno anche altri capolavori del genere, riesce nell'intento di stimolare fino a livelli inattesi i nostri centri di immaginazione. Dietro quel costrutto che è Rama, dietro quel tubo extraterrestre c'è un intero universo, talmente ampio e complesso e con civiltà talmente diverse ed evolute rispetto a noi che sarebbe impossibile descrivere e ancor più arduo immaginare. Da questo punto di vista quel cilindro racchiude in sé tutte le nostre paure e allo stesso tempo tutte le nostre speranze nei riguardi di possibili e sempre più probabili forme di vita aliene intelligenti. Del resto il messaggio di Sir Clarke è solo superficialmente anti-umano. Analizzato più a fondo, Incontro con Rama è un avviso ai naviganti, affinché l'umanità resti il più possibile in guardia verso eventuali pericoli extrasolari del lontano futuro ma, soprattutto, affinché gli esseri umani stiano all'erta contro la loro stessa vanità (dovuta a migliaia di anni di supremazia planetaria) che ancor di più rischierebbe di condurli alla propria rovina.
 

5 commenti:

  1. Per chi fosse interessato, ho raccolto diverse citazioni da “Incontro con Rama".
    Ciao :-)

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  2. Ottima recensione; libro letto anche da me qualce settimana fa, decisamente buono :)

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    1. Non è meraviglioso che dopo quarant'anni si mantenga in tutto il suo splendore? :-)

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