mercoledì 29 febbraio 2012

Gli strani suicidi di Bartlesville - Fredric Brown

Titolo originale: The mind thing
Anno di pubblicazione: 1961



In una piccola cittadina americana si susseguono una serie di suicidi apparentemente inspiegabili. La polizia tende a metterci subito una pietra sopra ma il caso ha voluto che un cane si suicidasse proprio finendo sotto la macchina di uno scienziato capitato lì per passare le vacanze. Lo spirito di ricerca di quest'uomo lo porterà a indagare sulla misteriosa serie di suicidi. Ormai è il quarto romanzo breve di Brown che ho letto e posso definirlo come uno dei maestri della fantascienza. I suoi romanzi sono sempre semplici da leggere, brevi, e senza un risvolto sociologico alle spalle, tuttavia dietro a questa semplicità di lettura c'è una delle menti più brillanti del secolo passato. Senza dubbio la scrittura di F. B. è caratterizzata da una perfezione e da una pulizia che ha pochi eguali, i dettagli inutili sono pressoché inesistenti. Le sue storie si leggono tutte d'un fiato e sono velate da un senso dell'umorismo sottile, non esplosivo come quello che si ritrova nei romanzi di Douglas Adams. In un altro capolavoro dell'autore, Assurdo Universo, il lettore viene più facilmente catturato dalla trama perché caratterizzata da un intenso mistero di fondo che colui che legge muore dalla voglia di scoprire. Nel presente libro invece viene svelata sin dalle prime pagine la causa di tutti quei suicidi, eppure non si riesce lo stesso a staccare gli occhi dal libro. L'autore ha rinunciato alla sua arma più facile da usare, quella del mistero da svelare, dimostrando tutta la sua bravura. In quasi tutti i suoi romanzi di genere fantascientifico (Brown è anche un ottimo scrittore di gialli), l'autore inserisce un personaggio appassionato di fantascienza. In Assurdo universo e Marziani, andate a casa! abbiamo uno scrittore di fantascienza come protagonista, nel presente libro invece troviamo un'appassionata lettrice di fantascienza fra i personaggi principali. Cosa vuole dire Brown inserendo questi fantascienziati nella storia? E sempre con ruoli di protagonista o comunque importanti? Probabilmente intende dire che nessuno, meglio di un lettore o di uno scrittore di fantascienza, abituati a leggere  e scrivere cose che voi umani non potreste neanche immaginare, può affrontare e risolvere situazioni paradossali che porterebbero un uomo saldamente attaccato alla realtà verso il panico o la pazzia. Inutile dirvi che consiglio caldamente la lettura di questo libro e degli altri due sopra citati. Non è stata eccellente la lettura di Il vagabondo dello spazio, forse il libro meno riuscito di Brown, ma si tratta comunque di una discreta lettura. Il Maestro non delude mai.

Flavio Alunni

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