mercoledì 14 marzo 2012

L'invasione degli ultracorpi (Gli invasati) - Jack Finney

Titolo originale: The body snatchers
Anno di pubblicazione: 1955

 In una tranquilla cittadina americana scoppia 
quella che viene inizialmente liquidata dagli esperti come una psicosi collettiva. Sono sempre maggiori i casi di persone convinte che uno o più familiari siano in realtà degli estranei, nonostante risultino fisicamente identici a quelli originali e malgrado si comportino esattamente come quelli veri. Insomma, sin dalle prime pagine la tragedia sembrerebbe annunciata eppure l'interesse, strano ma vero, non fa che aumentare con la lettura. L'invasione degli ultracorpi, inizialmente noto in Italia come Gli invasati, è un romanzo breve spassoso e psicologico, e allo stesso tempo terrificante. Evoca le sensazioni più disparate, e alcuni lo considerano un libro horror. Voi che vi apprestate a leggerlo, sappiate che non vi lascerà indifferenti. E voi, invece, sì, proprio voi che lo avete letto, non è forse vero che non siete riusciti a dimenticarlo? Che ancora oggi, all'inizio del ventunesimo secolo, resta un oggetto di culto letterario? Che vi è entrato nelle viscere, e che ogni tanto lo ricordate con un impercettibile sorriso di compiacimento? Malgrado alcuni difetti legati più che altro all'età, come per esempio l'eccessiva semplicità della trama e lo scarso approfondimento di certi passaggi, il romanzo di Jack Finney diverte. Non che faccia ridere, s'intende. Solo che, nonostante vi siano descritti scenari poco rassicuranti, la lettura scorre con una leggerezza tipica delle grandi opere, e la noia viene mandata a farsi benedire. Inoltre, tra le righe si percepisce un certo livello di ironia, e si può immaginare quanto l' autore si sia divertito a scriverla.
Peccato che il libro e l'autore non siano molto conosciuti al di fuori dello sparuto gruppo dei lettori e lettrici nostrani. O almeno, il libro e l'autore sono ben poco noti rispetto alla popolarità dell'omonimo film del 1956 diretto da Don Siegel. Non di rado avviene che, a sentir pronunciare L'invasione degli ultracorpi, il nostro interlecutore rammenti con gioia i famosi "baccelloni", grosse strutture organiche simili ai baccelli dei fagioli ma dal contenuto ben più sinistro. Niente di male, sembrerebbe, se non fosse che nove volte su dieci il nostro interlocutore ignori l'esistenza del libro di Jack Finney, che pure ha preceduto il film omonimo, senza considerare che senza il libro nessun regista avrebbe avuto l'ardire di inventarsi una storia tanto originale (all'epoca) ed assurda.
Pubblicato nel 1955, The body snatchers è un libro modello che riassume in sé due tra i principali dibattiti della fantascienza: l'attualità o meno dei libri scritti decenni fa, e la maggior popolarità dei film rispetto ai romanzi da cui sono tratti. Si potrebbe obiettare che il libro di Finney sia troppo semplice per i giorni nostri, perché il lettore e la lettrice moderni sono più esigenti di una volta, e la cosa non sarebbe del tutto sbagliata. Si potrebbe ritenere esiguo lo sviluppo dei personaggi e scarsamente originale la trama, cadendo probabilmente in un errore di giudizio. Oltre ad essere d'obbligo la pluricitata contestualizzazione (su cui bisognerebbe scrivere un intero post) di una storia scritta mezzo secolo fa, l'opera qui presente è anzi un esempio di come talvolta la tanto decantata caratterizzazione del personaggio possa essere trascurata in favore di una trama suggestiva. Lo sviluppo dei personaggi può venir messo parte, anche, qualora la trama non si perda in chiacchiere durando non una riga in più del necessario, e a tal proposito L'invasione degli ultracorpi testimonia come si possa scrivere un'ottimo romanzo di successo in meno di duecento pagine. Ma l'opera di Finney è qualcosa di più di un ottimo romanzo: è un pezzo di storia della narrativa fantastica. Da leggere una o più volte a piacimento.

                                             Flavio Alunni

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