martedì 10 aprile 2012

2001: odissea nello spazio - Arthur C. Clarke

Titolo originale: 2001: A Space Odyssey
Anno di pubblicazione: 1968


Un viaggio nel tempo e nello spazio profondo. Un'avventura che mette al centro l'uomo, a partire da quando girovagava per il mondo impervio armato di clava fino a una plausibile evoluzione artificiale causata da una forma di vita extraterrestre puramente energetica, rappresentata dal famigerato monolito, ai più noto grazie al rinomato film di Stanley Kubrick.  La storia inizia in un'epoca antecedente all'età della pietra, con la prima apparizione del monolito di fronte a una tribù di uomini-scimmia, il quale forgerà le loro menti dando inizio a quella che sarà l'evoluzione antropologica e che porterà l'umanità a sviluppare una tecnologia aerospaziale tale da permettergli, nell'anno 2001, di viaggiare nel sistema solare (non oltre, e Clarke è stato parecchio realista in proposito). Il monolito viene scoperto anche sulla luna e, a distanza di qualche anno, un gruppo di astronauti viene spedito verso Saturno a bordo della nave Discovery. I due astronauti che guidano l'astronave, aiutati dall'arcinoto calcolatore HAL 9000 (sempre grazie al film di Kubrick), sono gli unici a non essere ibernati, a differenza di un altro gruppo di uomini che dovranno essere svegliati al momento del raggiungimento di Saturno. Questi due protagonisti (tre, se contiamo anche HAL), sono inconsapevolmente ignari del vero significato della missione, al pari del lettore, il quale si trova ad assistere a una storia raccontata egregiamente in cui Clarke riesce ad evocare immagini con una tale chiarezza che sembra di trovarsi veramente all'interno dell'astronave diretta verso Saturno, per non parlare di come viene descritto nel dettaglio l'ambiente lunare, Saturno stesso e persino un comunissimo asteroide. La storia è di una logica solidissima, l'autore ha sempre tenuto molto nello scrivere racconti che fossero quanto più verosimili possibile. L'amore per il dettaglio, il modo semplice di descrivere situazioni complesse, l'ottimismo  scientifico (seppur coi piedi per terra), l'incontro con forme di vita extraterrestri superevolute, sono caratteristiche che si ritrovano spesso nei libri di Clarke. Un pallino che ACC ha sempre avuto nella testa è quel discorso secondo cui una tappa evolutiva imprescindibile sarebbe il passaggio da una forma di vita fatta di materia a un'esistenza puramente energetica. Questo lo scrittore lo ribadisce in un'intervista del 2007 riportata sul sito del Corriere della Sera. Dunque dicevo che i suoi libri sono sempre caratterizzati da un certo rigore logico e anche in questo romanzo si assiste a una trama con delle basi scientifiche piuttosto solide, solo che ammetto di aver avuto qualche difficoltà nel finale, che risulta invece leggermente incompleto. Ho sempre diffidato dai finali a libera interpretazione, perché penso che siano un modo artificioso per nascondere la mancanza di idee nel concludere l'opera. Retroattivamente, il finale fa anche rivalutare un po' tutta la storia, perché essa è incentrata proprio sul far scoprire, piano piano, il significato di quel monolito ricorrente. Da questo punto di vista è un romanzo che sarà stato sicuramente al centro di numerosi dibattiti nelle convention fantascientifiche di tutto il mondo. Quel che mi piace di questo autore, giustamente ritenuto il miglior scrittore di genere di tutti i tempi insieme ad Asimov, è la sua capacità di scrivere romanzi "didattici", nel senso che le sue descrizioni astronomiche fanno anche da insegnamento al lettore, che così apprende, in maniera giocosa ma da non sottovalutare, alcune leggi della fisica, dell'astronomia e della scienza in generale. Leggo da più parti che i tre libri successivi a questo sono alquanto scarsi, che sono più che altro una mera operazione commerciale e che l'ultimo di essi sia il peggiore fra tutti. L'operazione commerciale ci può anche stare, non biasimo certo Sir Clarke per aver scritto i tre seguiti, anch'io di fronte a una possibilità di guadagno mi sarei impegnato con la casa editrice in tal senso. Però, abboccare a una siffatta operazione commerciale dopo decenni di testimonianze negative sarebbe imprudente. Non so, fate un po' voi. Nonostante io sia piuttosto cattivo quando mi accingo a leggere libri apprezzati dal grande pubblico, devo ammettere che quest'opera è veramente il capolavoro che molti acclamano da più di quarant'anni, e il fatto che nel 2012 resti ancora un romanzo eccezionale fa immaginare quanta eccitazione abbia suscitato la sua pubblicazione nel 1968, prima ancora dello sbarco sulla luna. Inutile dire che consiglio a tutti di leggerlo, anche ai non appassionati della fantascienza, perché si tratta di una storia che lascia senza respiro a causa del senso di meraviglia che genera nel lettore e perché questa è prima di tutto un'opera letteraria. Buona lettura!

Flavio Alunni

Nessun commento:

Posta un commento

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...