martedì 30 aprile 2013

Il giorno dei trifidi (L'orrenda invasione) - John Wyndham

Titolo originale: The Day of Triffids

1951 by John Wyndham
Traduzione di Maria Bulgheroni

In un tempo non precisato, nell'industria agricola iniziano a circolare dei semi tanto misteriosi quanto innovativi dalle cui piante, dicono gli altrettanto misteriosi produttori, si può ricavare un olio pregiatissimo. Malauguratamente, un aereo carico di questi semi subisce dei danni durante un inseguimento e i semi finiscono col disperdersi un po' su tutto il pianeta. Da essi nasceranno piante mai viste prima, con un lungo stelo a tromba e tre appendici sporgenti alla base. L'invasione dei trifidi (così saranno chiamati questi organismi) è appena cominciata e la trama prenderà una piega tanto brutale quanto affascinante. 
Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì, vi sembra fin dall'inizio domenica, potete stare certi che qualcosa non va.  Il libro inizia con questa frase, e dopo averla letta diventa impossibile abbandonare la lettura. La storia inizia quindi in modo brusco, catapultando il lettore nell'ospedale dove si trova Bill Masen, di professione biologo, che si risveglia in una Londra quasi deserta e abitata da una massa di persone rimaste cieche, tranne qualche eccezione. L'autore è molto bravo nello svelare a poco a poco la causa della bizzarra invasione, mentre riesce caparbiamente nell'intento di descrivere un'atmosfera a dir poco suggestiva. Verso i tre quarti del romanzo la trama rallenta, ma ciò non dispiace. La storia appassiona come poche altre e nonostante l’assurdità degli eventi e la macabra seppur malcelata ironia mantiene un buon grado di drammaticità. Nell'Inghilterra di questo futuro apocalittico, come nel resto del mondo, la spietata lotta per la sopravvivenza è all'ordine del giorno e si gioca su due fronti: gli sventurati abitanti del pianeta dovranno guardarsi sia dagli orrendi trifidi che dagli individui della loro stessa specie perché ovunque regna la barbarie.
I mostri creati da John Wyndham sono creature terribili e buffe allo stesso tempo, anche se la loro è una buffosità superficiale che analizzata più a fondo accentua il loro lato orripilante. Sarà proprio quella loro apparente innocenza, quella loro fisionomia pacioccona (i trifidi sembrano delle simpatiche trombe ambulanti goffe e dondolanti) che li renderà degli antagonisti surreali simili a IT Il Pagliaccio e che indurrà l’umanità a sottovalutarli finché non sarà troppo tardi. Mostri a parte, ma restando in tema di affinità cinematografiche, l'ambientazione ricorda vagamente quella del film 28 giorni dopo, anche se il contenuto è totalmente diverso nonché indubbiamente più ricco, interessante e poetico. Il giorno dei trifidi è entrato con merito tra i classici imperdibili della fantascienza, genere che proprio negli anni ’50 ha raggiunto uno dei suoi massimi splendori, e malgrado l’età mantiene ancora oggi una forza non indifferente. Lungi dall’essere un romanzo di azione fine a se stessa, l’opera di Wyndham mette in evidenza i possibili rischi di un progresso e uno sviluppo tecnologico senza etica, come del resto fa buona parte della letteratura fantascientifica distopica e post-apocalittica.


Flavio Alunni

Il post è stato pubblicato anche su TrueFantasy a questo link http://truesciencefantasy.blogspot.it/2013/04/i-classici-della-fantascienza-il-giorno.html



2 commenti:

  1. Ecco un alro dei miei libri preferiti... pian piano li stai recensendo tutti!
    Il Moro

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