domenica 1 luglio 2012

Verso le stelle - Joe Haldeman

Titolo originale: Starbound
Anno di pubblicazione: 2010
Urania n. 1582 - maggio 2012


Generalmente i libri di fantascienza si suddividono in tre categorie, ci sono quelli che non hanno nessuna pretesa, spensierati, poi ci sono quelli sociologici e gli appartenenti alla categoria "hard sci-fi". Questo romanzo appartiene alla prima categoria.
Siamo dopo il 2060, su un'astronave diretta verso il sistema solare di Wolf 25. A bordo ci sono sette umani e due marziani, esseri con quattro gambe e due braccia e con una memoria fotografica da far paura. L'astronave ha uno scopo diplomatico, infatti ad attendere i sette passeggeri ci sono gli Altri, una lontana e misteriosa civiltà aliena che ha creato i marziani e che qualche anno prima ha tentato di sterminare la vita sulla Terra con un marziano-bomba.
Il libro è un seguito, preceduto dal romanzo "Dula di Marte", ma si legge allegramente anche da solo, sono infatti moltissimi i riferimenti al primo volume messi dentro allo scopo di colmare tutte le possibili lacune.
Joe Haldeman scrive in modo semplice e chiaro. Non ha un senso dell'umorismo eccezionale però è riuscito a strapparmi qualche sorriso. Non so se sia una cosa voluta, però dalle dita dell'autore è uscito fuori un romanzo che non si prende troppo sul serio nonostante tocchi dei momenti obiettivamente drammatici, e ciò secondo me è un pregio. Per certi versi sarebbe da intitolare "Cazzeggio tra le stelle", perché buona parte del libro è dedicata al modo in cui l'equipaggio dell'astronave occupa il tempo di viaggio, che ammonta a diversi anni terrestri. Tra cyclette, storie d'amore, adulteri, mangiate, discussioni di ogni tipo, momenti trascorsi a giocherellare in realtà virtuale e altri passatempi assistiamo ai possibili dettagli di un viaggio interstellare. Sì,  l'autore ha sfornato un libro senza troppe pretese ma dà molto peso a quello che scrive, soprattutto riguardo ai dettagli scientifici.  A proposito di realtà virtuale, questo è per me il primo scrittore di fantascienza che avvisa prima che i personaggi entrino in RV. In altri romanzi ho invece avuto sempre lo stesso problema: non si capisce bene quando i personaggi sono in RV o nella realtà propriamente detta.
Il romanzo è scritto in buona parte sotto forma di diario dei protagonisti, che si alternano nel descrivere i fatti avvenuti a bordo in prima persona. A tal proposito sono di particolare rilievo le descrizioni in prima persona dei due marziani, attraverso i quali lo scrittore focalizza la nostra attenzione sulla psicologia dei rapporti umani visti con gli occhi di una specie estranea. 
Insomma, all'inizio le descrizioni di ciò che si svolge a bordo possono sembrare senza importanza ma alla fine, secondo me, ne viene fuori un romanzo gradevole, anche perché i personaggi sono ben caratterizzati.  E' uno di quei pochi casi in cui i dettagli arricchiscono il libro anziché diluirlo. A me è piaciuto ma non mi sento di consigliarlo perché a mio avviso si tratta di un libro del tutto particolare e il cui giudizio è estremamente soggettivo.

Flavio Alunni

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