giovedì 20 settembre 2012

Geoffrey A. Landis: Le città nelle nuvole


Se siete appassionati di astronomia e vi interessa tutto ciò che concerne il progresso aerospaziale, se avete sempre seguito con occhio lesto le disavventure del rover Spirit e vi siete emozionati nel veder atterrare Curiosity o magari siete dei fan incalliti di Sputnik, la prima sonda spaziale, insomma se siete tutto questo e desiderate andare oltre con l'immaginazione fino alla possibile colonizzazione del pianeta Venere, Le città nelle nuvole di Geoffrey A. Landis fa al caso vostro. 

È opinione di molti che le risorse umane e teorico-scientifiche per creare tecnologie astronomiche ambiziose ci siano, mancano però le risorse energetiche e le volontà politiche per metterle in atto. Ma purtroppo è anche risaputo che la fine della Guerra Fredda ha causato un crollo vertiginoso delle spese nella ricerca aerospaziale. Ciò non può impedire, tuttavia, a scienziati della NASA come Geoffrey A. Landis di riportare su carta qualche teoria ben congegnata, seppur impraticabile almeno fino al secolo prossimo. 

La colonizzazione di un pianeta richiederebbe risorse energetiche ed economiche inimmaginabili. Forse la soluzione sarebbe la messa in pratica della fusione nucleare, vale a dire la riproduzione dell'energia solare sulla Terra, e pare che per questo secolo ancora non se ne parli, almeno stando al progetto più accreditato che vede la costruzione del reattore ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), costruzione che sarà completata chissà quando. 

Le descrizioni di Geoffrey A. Landis sono talmente precise da arrivare a spiegare le differenti temperature esistenti alle varie altezze rispetto al rovente suolo venusiano, insieme al modo in cui l'atmosfera del pianeta viene sfruttata dalle numerose città galleggianti, delle vere megalopoli utopiche, con immense cupole dove le persone vivono felici tra fontane, giardini e cascate a non finire. 

Oltre a evocare immagini formidabili di queste città galleggianti, il libro di Geoffrey A. Landis lancia anche un allarme per il futuro: i primi che conquisteranno lo spazio potrebbero essere  degli ultra-miliardari che, grazie al loro monopolio sui viaggi interstellari, potrebbero instaurare una specie di aristocrazia galattica. Nella fantomatica storia qui presentata, infatti, la galassia abitata è nelle mani di un pugno di famiglie diventate, grazie al monopolio dei traffici commerciali interplanetari, più potenti degli Stati e padrone assolute di centinaia di pianeti. 


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