venerdì 30 novembre 2012

I senza-tempo - Alessandro Forlani


Il romanzo non è da buttar via, poi è scorrevole. Insomma la storia, come si dice, fila. Certo, lo si può criticare su vari punti. Ad esempio si può contestare il fatto che non sia un romanzo di fantascienza ma un horror, perché i negromanti senza-tempo della storia, oltre che negromanti (cioè predicono il futuro e fanno altre cosette gesticolando con le interiora dei cadaveri), sono anche capaci di manipolare il tempo, per non parlare del fatto che riemergono dalle loro fosse dopo quattrocento anni di tumulazione. Qualcun altro potrebbe obiettare che c'è troppa violenza esplicita e che questa violenza riguarda soprattutto i bambini, allo scopo di rendere più cruenta l'attività dei negromanti senza-tempo i quali si nutrono appunto di fanciulli indifesi. Altri ancora potrebbero storcere il naso riguardo al fatto che uno dei protagonisti si costruisce di punto in bianco un carro armato col quale andrà indisturbatamente a caccia di stregoni. Ciò detto, il romanzo si fa leggere, in uno o due giorni è finito, ed è scritto con esperienza. Si percepisce un certo umorismo di fondo, nonostante la drammaticità di molte scene. Lungi da me gridare al capolavoro, ma la lettura non è stata male. E va bene, i personaggi non sono approfonditi psicologicamente eppure fanno la loro modesta figura. Del resto è un horror leggero, direi piuttosto un horror di azione, molto cinematografico (come ammette lo stesso Forlani nell'intervista finale), niente a che vedere con il raffinato stile lovecraftiano. Certo, immaginare che ci siano esseri votati al male, negromanti infantofagi che controllano il mondo con la finanza causando tutto ciò che di malsano avviene in esso è qualcosa che procurerà un orgasmo ai peggiori complottisti del pianeta. Altra critica che si può fare riguarda il fatto che il libro durerebbe solo cento pagine se non fosse per le sessanta pagine di racconti horror inseriti alla fine del testo e camuffati come appendice e quindi come ampliamento del romanzo, una scelta probabilmente dell'editore. Insomma è un libro che ha suscitato qualche polemica, soprattutto se si vanno a leggere le recensioni della pagina aNobii dedicata al romanzo. De gustibus.
In questo numero di Urania tutto italiano c'è un po' di tutto. E' in parte romanzo e in parte antologia dell'autore, poi c'è un'intervista e due articoli del curatore di collana, più due racconti, uno sotto pseudonimo Marco Migliori (sarà una scrittrice?) e uno di Dario Tonani. Non male i due racconti. Parere mio.
LA TRAMA - Se qualcuno fosse interessato, si può leggere la trama che segue a queste parole. Nel 2012 si verifica una strage in una scuola elementare italiana da parte di un negromante risvegliatosi dopo circa quattrocento anni dalla sepoltura. Il tizio si mangia praticamente tutti i bambini, ne restano vivi tre perché era sazio, e glielo dice pure, "siete fortunati perché sono sazio". Questi tre bambini sono Rommel (che è uno pseudonimo), Nauzika (che vive spogliandosi e facendo cose sconce in webcam), e un altro povero ragazzo che morirà nel secondo incontro col negromante, vent'anni dopo. Infatti la storia di cui sto parlando si svolge una ventina di anni dopo la strage del 2012. In seguito si viene a scoprire che i negromanti sono in realtà moltissimi e sono sparsi in tutto il pianeta e che oltretutto sono pieni di soldi. A contribuire a questa scoperta ci si mette una fotoreporter specializzata in disastri. Le vite di queste tre persone si incroceranno nel tentativo di sgominare la banda di infantofagi, composta da quattro negromanti, che vive nel paese della scuola elementare attaccata nel 2012. Il finale fa molto Bruce Willis.

Flavio Alunni

3 commenti:

  1. Grazie per la recensione :-) l'ho letta su aNobii e scopro che hai un blog: l'ho aggiungo a quelli che seguo e spero, in futuro, vorrai darmi altre opportunità come autore da leggere :-D

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  2. "l'ho aggiunto"... pardon: la stanchezza della giornata di fronte al pc... :-(

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