giovedì 20 dicembre 2012

Profilo d'autore: Bob Shaw

di Michele Sannazzaro


Bob Shaw (1931-1996)
Bob Shaw è stato uno dei migliori esponenti della  SF anglosassone. Nacque a Belfast, in Irlanda del Nord, nel 1931. Si laureò in ingegneria meccanica e, tra i vari lavori svolti, operò nel campo della progettazione aeronautica, nelle pubbliche relazioni e nel giornalismo. Molto attivo nel mondo del fandom,  pubblicò il suo primo racconto, Aspect nel 1954 su Nebula Science Fiction. Ad esso ne seguirono diversi altri, ma, al primo rifiuto da parte della rivista, seguì un lungo periodo di inattività, in quanto lo stesso Shaw, insoddisfatto, aveva l’impressione di rimescolare cose già trite e ritrite. Si occupò quindi d’altro e infine, ritornato il sacro fuoco della SF, pubblicò il suo primo romanzo, Il cieco del non spazio nel 1967. In seguito ha pubblicato diversi romanzi e racconti, nei quali si avverte costantemente una solida preparazione tecnica, non disgiunta da una fantasia talora sfrenata. Questo mix ha creato delle opere estremamente interessanti, sempre godibili, tra le quali ritengo opportuno ricordare soprattutto Quando i Neutri emergono dalla Terra, Cronomoto, Luna maledetta Luna, Altri giorni altri occhi, il ciclo di Mondo e Oltremondo (trilogia) ed il ciclo di Orbitsville (trilogia).
Caratteristica saliente di Shaw è quella di inserire frequentemente nei suoi lavori dei dispositivi, dei congegni, che rappresentano delle “trovate” spesso interessantissime, per quanto mai fini a se stesse. L’esempio classico è rappresentato dalla “Retardite” o “vetro lento”, particolare vetro capace di trattenere i raggi luminosi e di restituirli  giorni, mesi o anni dopo. Qualche altro esempio (ma ce ne sono ancora tanti): gli occhiali in Magnilux di Quando i neutri emergono dalla terra che permettono di vedere gli antineutrini  e che rappresenteranno lo starter della storia, ed il detonatore Hutchman di Uomo al piano zero, capace di attivare tutte le testate nucleari del globo.
Shaw è scrittore vero e la sua prosa è spesso elegante e con frequenti momenti di lirismo. Lo stesso Vittorio Curtoni, una delle “colonne” della SF in Italia, e che lo ha spesso tradotto, ne ha elogiato la capacità di scrittura. Shaw inoltre è bravo a esplorare i rapporti che si creano tra l’uomo e la tecnologia, per quanto sia sempre l’uomo al centro del suo discorso letterario.  Infatti i personaggi che egli crea non sono mai sfumati o appena accennati, anzi.Essi hanno profili e caratteri ben definiti e si finisce sempre per partecipare con simpatia alle loro vicende. Un’altra abilità grandissima  di Shaw è nel rendere assolutamente credibili e verosimili le storie che scrive, anche le più fantasiose e inoltre, e non è cosa da poco, il Nostro non si dilunga in noiosissime descrizioni di situazioni irrilevanti, come spesso ci è dato di vedere specialmente da quando molti Autori si dilettano a scrivere romanzi-fiume imbottendo le storie di inutili sottotrame/linee collaterali/fiumicelli narrativi nei quali letteralmente ci si perde (e con grande noia!). A parte i romanzi, notevoli sono inoltre molti dei suoi racconti, tra i quali ricordo solo, per motivi di sinteticità,  Luce di giorni passati un vero capolavoro, incentrato sul vetro lento, Jumbo racconto inquietante e disturbante che parla di manipolazioni chirurgiche e Locus Alfa Locus Zeta, di evidente ispirazione lovecraftiana. La prosa di Shaw lascia frequentemente un retrogusto di sottile malinconia. Ma non mancano opere di taglio umoristico, come il divertente romanzo Legione Spaziale.
Ovviamente non tutta la produzione di Shaw  è eccellente. Vi sono infatti opere che non mi hanno mai particolarmente convinto, come I figli di Medusa o Autocombustione Umana. Va detto però che nessuno dei suoi  lavori  è scadente, e anche quelli meno riusciti meritano di essere letti. Una nota scherzosa: mi è capitato (ma molto di rado) di lasciare a riposo qualche giorno di troppo un romanzo di Shaw, ma non li ho mai interrotti. Altri romanzi di ben più riveriti autori hanno seguito destino diverso: inizio della lettura, stop tra sbadigli, riposo prolungato del volume sul comodino, spostamento sul comò, trasloco sulla scrivania dello studio e ritorno definitivo in libreria... lasciati a metà.
Shaw, morto nel 1996, sfortunatamente è autore sottovalutato, che non ha avuto i riconoscimenti che pur avrebbe ampiamente meritato. E del resto non gode di  particolare notorietà, almeno in Italia ma temo non solo.  E neppure il rutilante mondo dei premi Hugo e Nebula lo ha adeguatamente ricompensato. Ciononostante non ho alcun dubbio nel ritenerlo uno dei Grandi Autori di SF e pertanto ne consiglio caldamente la lettura.

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