mercoledì 27 marzo 2013

Esche nello spazio - Gordon R. Dickson

Titolo originale: The alien way 
1971 by Gordon R. Dickson
Cosmo Nord n. 9 
Traduzione di Paulette Pironi

LA TRAMA - All'inizio dell'era dei viaggi interstellari iperluce una fondazione scientifica indipendente disloca nello spazio relitti di astronavi esca per il primo contatto con eventuali civiltà extraterrestri dotate di tecnologia spaziale. Un piccolo verme morto posto all'interno di ciascun relitto, se toccato da mani nude, inoculerà un dipositivo nanotecnologico che, impiantandosi nel corpo alieno, stabilirà un ponte mentale univoco e privo di sfasamenti temporali tra un terrestre osservatore e l'ignaro ospite.
Kator Secondocugino della civiltà Rumi si imbatte per primo in una delle esche; Jason Barchar, ricercatore ed esperto naturalista, è l'osservatore cui è stato impiantato il ricevitore sintonizzato su quell'esca.
Purtroppo la civiltà Rumi è evolutivamente imperialista, ha già esteso il proprio dominio su 4 pianeti ed ora è venuta a conoscenza di un altro mondo da conquistare.
John Barchar, in simbiosi con la mente dell'alieno, sostiene, solo contro tutti e contro tutti i preconcetti umani, che la chiave per scongiurare l'invasione non sia prepararsi militarmente ad una guerra totale bensì comprendere i più profondi meccanismi socio psicologici alla base dell'evoluzione della civiltà Rumi. Non si potranno commettere errori: sarà fondamentale stabilire il primo contatto in totale sintonia con la psicologia Rumi o l'invasione sarà inevitabile. Jonh dovrà ricorrere a tutte le sue capacità ed esperienza professionale, oltre che al suo intuito per trovare la giusta chiave di lettura.

Il battutissimo sentiero del primo contatto cerca una via originale attraverso l'analisi, condotta con argomentazioni fin troppo sottili, delle ipotetiche peculiarità socio evolutive e degli ipotetici meccanismi psicologici di una razza aliena. Grazie allo stratagemma narrativo del ponte mentale lo studio avviene senza mediazioni sensoriali così che psicologia, sociologia ed etologia possono giocare con le categorie Kantiane e "filosofeggiare" dando un tocco sapido ed intellettuale al romanzo.
La validità dell'idea è supportata da una narrazione solida ed equilibrata, con sbavature trascurabili, anche se risente un poco degli anni trascorsi sopratutto nella caratterizzazione dei personaggi; caratterizzazione individuale comunque volontariamente semplificata per porre in risalto l'approfondimento del personaggio principale: la razza aliena.
Il romanzo è tutto sommato convincente e rappresenta, pur non essendo una pietra miliare, una piacevole lettura.
Raccomandato rallentare e soffermarsi in alcuni punti salienti delle argomentazioni scientifiche di John Barchar o si perde un poco di gusto "intellettuale".

Marco Corda

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