mercoledì 17 aprile 2013

Clifford D. Simak: Anni senza fine (City)

Titolo originale: City
Traduzione di Ugo Malaguti 
Biblioteca Cosmo n.3
1952 by Clifford D. Simak



Anni senza fine è una pietra miliare della fantascienza. La storia è strutturata in maniera curiosa. Siamo in un futuro in cui la Terra è abitata da una civiltà di cani intelligenti e parlanti venutisi a creare in seguito all'applicazione di tecniche di ingegneria genetica utilizzate in un passato dove si narra che sia esistita la specie umana. Che fine abbia fatto l'umanità lo si scoprirà ascoltando le leggende che i cani tramandano di generazione in generazione e poi, più avanti, si ripercorreranno le tappe della civiltà planetaria attraverso il racconto di entità non specificate sotto forma di ricostruzione storica. Il lasso di tempo preso in considerazione si estende per migliaia di anni e la narrazione giungerà ad un epilogo maestoso.

Ciò che contraddistingue lo stile di Clifford D. Simak è la ripetizione, per alcuni stucchevole, del concetto principale su cui si fonda il romanzo. L'autore si prende inoltre la briga di effettuare periodicamente dei brevi riassunti delle "puntate precedenti" affinché non si perda mai il filo del discorso che, almeno nel caso di Anni senza fine, è molto ambizioso visto che Simak prova a ripercorrere le tappe future dell'evoluzione umana fino a un lontanissimo futuro, migliaia e migliaia di anni avanti a noi. Questo libro pensa in grande ma soprattutto fa pensare in grande.

La nuova ristampa uscita
con Urania Collezione 

(febbraio 2015)
Indipendentemente dalle conclusioni a cui giunge il romanzo, la storia si interroga sul senso più ampio di civiltà e di progresso, sulla caducità di ogni cosa presente, passata e futura; sulla vita, la morte e tutto ciò che riguarda l'esistenza.

Mantenendo una semplicità descrittiva invidiabile, Simak si dimostra autore avveduto e saggio. La qualità e la quantità dei contenuti indicano che nell’opera in esame (e non solo) avesse veramente tanto da dire. Il suo Anni senza fine non è solo un buon romanzo con una buona trama, è qualcosa di più, è un fantastico esercizio di stile, è qualcosa che suscita sensazioni indescrivibili, quasi primordiali.

Ci sono romanzi ambiziosi che si concludono malamente o che lo scrittore non riesce sviluppare bene perdendosi per strada o magari lasciando a metà il discorso iniziato, insomma quei racconti che partono come opere dalle premesse grandiose ma che si disfano nel proseguimento della lettura, quasi a significare che l'autore sia stato sconfitto dal suo stesso libro, in quanto non all'altezza della storia che voleva narrare. Simak si è invece dimostrato all’altezza della storia che, dritta da un’altra dimensione, gli è entrata nelle viscere prendendo poi forma attraverso le sue mani e la sua macchina da scrivere.

Flavio Alunni

2 commenti:

  1. Non li ho letti tutti, ma per ora secondo me il miglior libro di Simak, e un grandissimo libro di fantascienza.
    Il Moro

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  2. Ben detto. Per me oltre ad essere il miglior libro di Simak rientra nei primi dieci libri di fantascienza in assoluto.

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