giovedì 13 giugno 2013

Sognavamo macchine volanti

Antologia di Fantascienza a cura di Claudio Asciuti 
Edizione ottobre 2012
Cordero Editore    

Racconti ed Autori:
Un riparo per noi/Danilo Arona
Il primo viaggio sulla Luna/Carlo Bordoni
Il peso del mondo è amore/ Denise Bresci e Ugo Polli
Come venne la rivoluzione/Walter Catalano
La vacanza/Vittorio Catani
Come le stelle marine/Oscar Felix Drago
Ritagli/Renato Prestriniero
Compagno di viaggio/Franco Ricciardiello
Mommy/Stefano Roffo
La legge/Giampiero Stocco

Due sono le tesi che hanno motivato questa antologia, pubblicazione d'esordio di una nuova iniziativa editoriale cui non posso che formulare i migliori auguri: 
1) La fantascienza ha raggiunto la sua maturità e, per molti, il suo apice più o meno a cavallo degli anni '60 dell'ormai scorso secolo e perfino millennio;  per caso oppure no, in coincidenza con la corsa alla conquista dello spazio. La fase matura avrebbe assunto peculiarità di analisi introspettiva che, secondo autorevoli esponenti e critici, l’avrebbe trasformata in qualcosa di più e di diverso, meritandole l'appellativo di "speculative fiction" a voler, forse presuntuosamente, rimarcare la differenza con la SF precedente, sociologica, di anticipazione o di intrattenimento che fosse. Mi domando se non sarebbe bastato definirla SF di introspezione senza rinnegarne le già nobilissime origini?  In ogni caso, raggiunta questa vetta, la SF non sarebbe più stata in grado, salve eccezioni, di proporre alcunchè di autentico, valido ed innovativo, finendo nel genere spurio (non necessariamente da intendersi in senso negativo) del Cyberpunk o riproponendosi manieristicamente.                                                                              
2) Il panorama autoriale italiano, nonostante idee e vitalità, non riuscì, all'epoca, a strutturarsi adeguatamente finendo per dissolversi a causa di diffusi e profondi pregiudizi della nostra cultura ufficiale a riguardo di quello che veniva considerato un sottogenere da relegare al puro divertimento adolescenziale  e, forse più importante, a causa di insensati ed ottusi ostracismi da imputare prevalentemente, a detta della maggioranza di chi c'era, ai famigerati Fruttero e Lucentini, intoccabili curatori di Urania. Le devastanti conseguenze, anche in questo caso salvo eccezioni, sarebbero state tali da influenzare il corso degli eventi fino ai nostri giorni.


Da questi presupposti la volontà di proporre una ripartenza sul genere "dove eravamo rimasti?".
11 autori italiani, specializzati, di lungo o giovane curriculum, in SF, sono chiamati a confrontarsi con gli anni '60 quale fulcro delle loro interpretazioni narrative.                                  
Ne scaturiscono 10 notevoli proposte: racconti che talvolta sposano completamente spirito ed atmosfere di quel periodo, altre volte solamente vi si ambientano, e qualche altra adattano lavori validissimi ma già pronti nel cassetto, il cui legame con l'epoca può ridursi ad un filo sottile e fragile.    
Il criterio fantascientifico è quasi sempre rispettato e solido, fatti salvi 2 racconti:
1) "Il peso del mondo è amore" in cui ci si immerge letteralmente nelle atmosfere e nelle intensità dei migliori film sul vietnam, con capacità narrative non comuni, che si risolvono tuttavia nel misticismo.
2) "Come venne la rivoluzione" in cui quella che Gaber definì "la Sua Generazione", in occidente, fece e vinse la rivoluzione, contando sull'entusiasmo e la fratellanza Hippy.  
Per quanto attiene i racconti che rispettano il criterio fantascientifico, segnalo, a mio personalissimo gusto e conscio che sia tra le proposte una di quelle più escapiste, "Compagno di Viaggio", ambientato tra stereotipo, parodia e realtà nell'URSS della corsa allo spazio e degli avvistamenti UFO, con agenti supersegreti dormienti di un uno specialissimo gruppo del KGB; con finale spiazzante.

Tutte le opere proposte sono comunque  valide, godibili e dotate di personalità. Non c'è alcun tentativo di operazione nostalgia, il tempo ormai trascorso da quegli anni ha, per me che nacqui nel '68, il pregio di aver stemperato il livore ideologico che ho invece notato in racconti SF italiani scritti proprio in quel periodo,  non necessariamente validi stilisticamente tuttavia allora potenti  ma proprio per questo, limitati.
Rimarco che i racconti proposti non hanno nulla da invidiare per qualità generale alle giustamente blasonate opere anglosassoni di cui talvolta si avverte, a onor del vero, l’eco più o meno forte. Considerando la presenza di altri autori nel panorama nazionale di genere, nelle sue differenti declinazioni, mi domando se i tempi non stiano maturando finalmente anche da noi?

Termino con le 16 pagine di introduzione del Curatore, Claudio Asciuti, annotando un obbligatoriamente sintetico e competente excursus storico sulla SF e numerose considerazioni che possono essere condivise o meno.  
In questo progetto ci crede e si vede; lui che e' stato lambito dagli anni '60 ma che gli anni '60 li ha consapevomente vissuti nel decennio successivo, ha proteso la mano, li ha afferrati ed ha cercato di trattenerli, di non lasciarli cadere nel precipizio. Ora vede nuove opportunità da cogliere collegandosi, con un ponte ideale la dove, malauguratamente, a suo dire, tutto si era interrotto.

Marco Corda


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