giovedì 18 luglio 2013

Daniel Keyes: Fiori per Algernon

Nato come racconto lungo (1959) e pubblicato in Italia nella storica antologia Le meraviglie del possibile, poi riadattato a romanzo (1966), Fiori per Algernon narra le toccanti vicende di un ragazzo afflitto da demenza e come tale deriso, sottomesso, umiliato da quei simili con i quali la natura è stata più fortunata.   

Quando si sottopone a un innovativo esperimento per aumentare l'intelligenza, la sua vita subisce un'esplosivo miglioramento. Vivendo a stretto contatto con il laboratorio dove è stato operato, a scopo sperimentale viene dato al ragazzo il compito di scrivere su un diario i suoi pensieri giornalieri. Quel diario è il libro che stiamo leggendo. Inizialmente scritto male, sia grammaticamente che come contenuti, con l'aumentare dell'intelligenza il testo assume sembianze via via più qualitative. I pensieri acquisiscono brillantezza e complessità, la scrittura si fa progressivamente articolata e impeccabile. Insieme agli eventi del giovane si svolgono quelli di Algernon, topolino di laboratorio sottoposto allo stesso trattamento chirurgico.  

Fiori per Algernon è ciò che si può definire una vera opera d'arte. Quella che ti coinvolge fin dentro l'anima. Provate a non piangere. La resistenza è inutile.


Flavio Alunni

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