lunedì 22 luglio 2013

Solaris - Stanislaw Lem


"Fu allora che, per la prima volta nella storia delle ricerche solaristiche, si levarono voci a chiedere che si ricorresse alle esplosioni termonucleari. Sarebbe stato peggio di una vendetta: volevamo distruggere ciò che non capivamo."

Shock. Inquietudine. Disorientamento. Sono le sensazioni più rilevanti suscitate dalle parole dello scrittore polacco, autore di una storia dalla difficile contemplazione. Sventurati lettori lamentano di sentirsi spaesati, di non avere capito, segno che Stanislaw Lem ha fatto centro. Il cuore dell'opera è infatti l'incomprensibile. Essa narra di una stazione spaziale orbitante attorno a un pianeta senziente, che non ospita la vita perché è vitale egli stesso. La superficie, e forse l'intero volume del globo, è ricoperta d'un liquido dall'arcana composizione, da cui escono protuberanze dalle forme disparate. Il pianeta prenderà contatti con l'equipaggio della stazione in un modo insolito: materializzerà i loro pensieri inconsci. Sarà così che nella stanza di Kelvin, il protagonista, comparirà la sua fidanzata, morta suicida pochi anni prima. Inutile attendersi risposte, il pianeta fugge alla comprensione umana. Di qui le spiacevoli sensazioni di shock, inquietudine e disorientamento che possono indurre a rifiutare quanto letto, a disprezzarlo categoricamente rifugiandosi nelle proprie traballanti certezze.
In mezzo alla narrazione spuntano resoconti talvolta complessi di scienziati che non si  capacitano di fronte all'invalicabile limite intellettivo umano. Tomi e tomi di filosofia trattano l'argomento in maniera ben più approfondita. La scienza trema ma non si rassegna di fronte a una simile eventualità. L'autore, scienziato egli stesso, studioso come pochi, mente eccelsa, ha scritto la qui presente opera perché aveva un rospo da tirar fuori, qualcosa che proprio non poteva tenersi dentro. Lo si capisce dal peso delle sue parole e dal modo in cui riesce a sintetizzare le elaborazioni personali sull'argomento di cui si parla nei tomi di filosofia citati poche righe fa. Ed è proprio questo il bello di Solaris: il suo non essere di qualità commerciale, insieme alla sua genuinità e alla sua tremenda serietà, col dramma universale umano che trapela dalle sue pagine. L'argomento di questo libro è eterno, difficile pensare che il tempo possa scalfirne facilmente i contenuti come è successo invece per numerose alre opere di autori prima osannati e poi dimenticati.
Stanislaw Lem, polacco, è considerato uno dei massimi scrittori di narrativa fantastica dell'ultimo secolo. E alcuni esperti lo ritengono addirittura il migliore autore di fantascienza in assoluto. E' conosciuto soprattutto per il libro Solaris, appunto. Romanzo per la cui scrittura, ha dichiarato lo stesso Lem, egli si è lasciato guidare dal suo inconscio senza pensare troppo a dare delle spiegazioni adeguate alla trama. Dal libro s'è ispirato il regista russo Tarkovskij per girare l'omonimo film capolavoro. Scadente il remake del 2002 con George Clooney protagonista. Molti libri di Lem sono stati pubblicati in Italia lungo i decenni passati grazie alle varie collane che si sono succedute, ma attualmente sono pochi i romanzi in commercio dello scrittore polacco. Tra questi, oltre a Solaris, lungamente edito dalla Mondadori e oggi pubblicato dalla Sellerio, si segnalano La voce del padrone Il castello altoediti da Bollati Boringhieri, insieme a Fiabe per robot Cyberiade editi da Marcos y Marcos, che fino a pochissimo tempo fa sfornava anche lo psichedelico Il congresso di futurologia Memorie di un viaggiatore spaziale.
La vita di Stanislaw Lem è un romanzo essa stessa. Nato nel 1921 a Leopoli, intraprende inizialmente gli studi filosofici. Successivamente si iscrive a medicina ma è costretto a interrompere gli studi a causa dell'occupazione nazista (era di religione ebraica); ripresa l'università e laureatosi come medico, abbandona la medicina per dedicarsi alle scienze biologiche e cibernetiche, fondando in seguito l'Accademia di Cibernetica e Astronautica. Di recente, ma non troppo, Google ha dedicato l'home page al celebre scrittore, scomparso nel 2006 all'età di ottantaquattro anni.

Flavio Alunni

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