sabato 10 agosto 2013

Ristorante al termine dell'Universo - Douglas Adams

L'Universo, com'è già stato notato in altre sedi, è un posto maledettamente grande, cosa che, per amore di un'esistenza quieta, la maggior parte della gente finge di non sapere.


Secondo capitolo di una delle saghe più divertenti di sempre, Ristorante al termine dell'Universo può indurre risate incontrollate nei luoghi meno idonei. Evitate di leggerlo laddove sia richiesto il massimo silenzio e tenetevi a debita distanza dai luoghi abitati o, se lo leggete a casa, chiudete bene le finestre, perché le vostre risate si udiranno a un chilometro di distanza. Uno scatenato Marvin, il robot depresso, la star della saga, in questo episodio darà il meglio di sé. Gli altri personaggi lo seguiranno a ruota. I dialoghi sono di una comicità da manuale. 
Il senso del romanzo gira attorno a un inverosimile ristorante, attrazione turistica, se non altro perché ogni sera proietta i clienti in un futuro alla fine del tempo, nell'esatto momento in cui il mondo cessa di esistere. Finita la cena e tornati al presente, i clienti riprendono le loro vite come se niente fosse, pur avendo appurato che ogni cosa cadrà nell'oblio, che ogni loro azione è vana, perché l'Universo finirà e il nulla regnerà sovrano. Da qui nasce la presa in giro, l'irriverenza, verso le invenzioni umane a cui diamo molta importanza. E indirettamente nei confronti delle religioni, viste come semplicistiche nei confronti di un universo che, a voler dare ascolto alla scienza, si presenta inimmaginabilmente grande e complesso, ma soprattutto destinato a finire. 
A scopo esemplificativo viene da citare la spassosa presa in giro della moneta, quando un gruppo di naufraghi spaziali fuggiti dal loro pianeta si ritrova in un altro globo ospitante la vita; la prima cosa che faranno sarà di introdurre una moneta per gli scambi commerciali e, data l'indisponibilità della carta, daranno valore monetario alle foglie degli alberi, cosa che comporterà non solo un'inflazione colossale ma produrrà un deforestamento catastrofico.
L'autore si dimostra gran maestro e filosofo di vita. L'Universo appare sempre più grande e complesso? Ogni nuova scoperta nel campo dell'astrofisica non fa che aumentare le domande? Pensare alla vanità della vita e delle nostre azioni ci è intollerabile e rischiamo di finire in una camera imbottita? Impariamo a vivere la nostra esistenza con ironia, unico vero antidoto per affrontare questo pazzo mondo senza troppi effetti collaterali. Parola di Douglas Adams. 

Flavio Alunni


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