martedì 10 settembre 2013

Italo Calvino - Le cosmicomiche

Il libro di Italo Calvino sembra una specie di scienza per bambini, in cui si narra la creazione dell'universo e delle forme di vita sulla Terra utilizzando personaggi vivi e pensanti. Protagonista e narratore è Qfwfq, forma di vita senziente che esiste da prima che si formasse l'Universo. Qfwfq è un tipo sempre attivo, sono talmente tanti i cambiamenti che avvengono nell'Universo e quest'ultimo è talmente pieno di meraviglie che egli passa tutto il tempo a giocare e/o ad ammirare i fenomeni intorno a lui. Inoltre, ogni volta che può, si innamora di qualche fanciulla, perché lui è un sentimentalone. Come può, nel concreto, occupare il tempo un simile individuo? Per esempio scommettendo con l'amico K(y)k sugli eventi futuri. "Scommettiamo che oggi la va ad atomi?" oppure "secondo te, gli Assiri la invaderanno la Mesopotamia?". Qfwfq, nonostante la sua semplicità d'animo, è un essere superiore, un essere per il quale i milioni di anni trascorrono come se fossero minuti. Cosa ancora più eccezionale, egli cambia insieme all'Universo, ogni volta ha una forma diversa.
Per certi versi questo è il Calvino migliore, cioè quello concreto, che racconta una storia. Per altri versi invece è il Calvino peggiore, quello che si diletta in astrazioni poco interessanti. Ciò nonostante, in questa disamina ci si vuole soffermare sulla parte migliore di Calvino che appare nel libro, vale a dire quella che racconta storie concrete, storie che arrivano dritte al cuore della persona, con personaggi d'una nobiltà d'animo ammirevole, proprio come il qui presente Qfwfq, o come Pin, il protagonista de Il sentiero dei nidi di ragno, o il Marcovaldo dell'omonimo libro o Cosimo de Il barone rampante
Questo è un libro che insegna quanto sia eccezionale ogni cosa nell'Universo così come ogni forma di vita sulla Terra, alle quali Calvino si sente di dare un'anima di nome Qfwfq. La chiusura è scarsa, diversamente da altri libri dell'autore, e certi capitoli sono pallosi, ma Le cosmicomiche è nel complesso una lettura piacevole e in esso Calvino ha dato un'altra buona prova di stile.
Particolare risalto andrebbe dato ai vari innamoramenti del protagonista, che  sono il fulcro dell'opera, quasi a significare sdolcinatamente che l'amore costituisca il motore dell'Universo sin dall'alba dei tempi. Per tale motivo si ritiene adeguato concludere la recensione con qualche riga tratta dal testo, in cui Qfwfq descrive, dalla transitoria forma di mollusco in cui si trova, il suo innamoramento nei confronti di una "mollusca" che gli invia i suoi feromoni.

Ora i costumi sono cambiati, e a voi già pare inconcepibile che ci si potesse innamorare così di una qualsiasi, senza averla frequentata. Eppure attraverso quel tanto di suo inconfondibile che restava in soluzione nell'acqua marina e che le onde mi mettevano a disposizione, ricevevo una quantità d'informazioni su di lei che non potete immaginare: non le informazioni superficiali e generiche che si hanno adesso a vedere e a odorare e a toccare e a sentire la voce, ma informazioni dell'essenziale, sulle quali potevo poi lavorare lungamente d'immaginazione. La potevo pensare con una precisione minuziosa, e non tanto pensare lei come era fatta, che sarebbe stato un modo banale e grossolano di pensarla, ma pensare lei come da senza forma qual era si sarebbe trasformata se avesse preso una delle infinite forme possibili, restando però sempre lei. Ossia, non che mi immaginassi le forme che lei avrebbe potuto prendere, però mi immaginavo la particolare qualità che lei, prendendole, avrebbe dato a quelle forme.

Flavio Alunni

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