giovedì 12 settembre 2013

Barrington J. Bayley: Rotta di collisione

[Edizione originale 1973; edizione NORD Cosmo 1978]

Una razza pura (incidentalmente ariana) domina il futuro remoto del pianeta terra, a capo un'organizzazione militare detta i titani. Il credo dei titani è la dea Madre, la Terra, di cui essi si ritengono gli unici figli legittimi. Come conseguenza di questo credo essi hanno portato avanti il sistematico sterminio delle razze devianti (i dev, cioè praticamente tutte le altre etnie umane) nella errata convinzione che esse siano frutto di abominevoli manipolazioni genetiche da parte di una razza aliena che vuole impadronirsi della Madre. Quel che rimane dei dev è relegato in riserve in attesa della soluzione finale.
La scoperta di un veicolo alieno capace di viaggiare nel tempo rafforza la convinzione dell'esistenza del piano di invasione rendendo i titani ancor più determinati a combattere una guerra senza quartiere nel tempo e nello spazio contro l'invasore. 

A scoprire come stanno realmente le cose sarà però Leard Ascar, uno scienziato civile, scevro da ideologie, cooptato dai Titani per studiare la macchina del tempo e replicarla. L'uomo non è affatto minacciato da una razza aliena, si trova in rotta di collisione temporale con un'altra specie figlia della stessa Madre ma con una direzione esattamente opposta: il nostro futuro è il loro passato e viceversa. Il momento di congiunzione delle due linee temporali sarà l'Armageddon...

Il tema del viaggio nel tempo è alla base di Rotta di collisione: Bayley in una nota finale dichiara di aver preso ispirazione dalle teorie di J.W. Dunne alla cui illustrazione dedica un intero capitolo. Lo spunto fantascientifico è davvero interessante.
Marginalmente sono presenti spunti per riflessioni "amare" sulla condizione umana ma resta alla sensibilità di ciascuno valutarne il peso.
Stilisticamente l'opera ha qualche ingenuità da origini della fs o da opera giovanile che non ti aspetteresti quindi da un maturo scrittore inglese degli anni settanta. Ma nel complesso un'idea più che valida e godibilissima, ben strutturata e con ritmi e cambi di scena sempre all'altezza.
Consigliato.
                                                     Marco Corda

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