sabato 7 settembre 2013

Ted Chiang - Il ciclo di vita degli oggetti software

Ogni qualità che rende una persona più preziosa di un database è il prodotto dell'esperienza.

Perché un cervello si avvicini al suo potenziale, occorre un'educazione da parte di altri intelletti.

La Blue Gamma è una società che produce i digienti, intelligenze artificiali capaci di apprendere e vendute come animali domestici ai fruitori del social network virtuale Data Earth. Gli avatar di queste creature hanno generalmente la forma di animali coccolosi, come ad esempio un panda, come quello azzeccatamente piazzato in copertina. Per non confondere le idee, il robot con la faccia da panda presente nella copertina è in realtà la versione reale dei digienti. In altre parole, le I. A. possono passare dal mondo virtuale di Data Earth a quello reale tramite un'interfaccia robotica. Ed è questo aspetto della novella di Ted Chiang che, forse, rappresenta l'elemento più affascinante della storia, insieme a tutto quell'insieme di elementi sociali e antropologici che danno una forte connotazione speculativa a questa piccola opera la quale, nonostante le sue centoquaranta pagine, raggiunge una ricchezza di concetti niente male. Concetti come il Genoma Neuroblast, quell'equivalente informatico del DNA, che come lo stesso acido deossiribonucleico definisce da un lato le caratteristiche delle intelligenze artificiali e, dall'altro, mantiene un certo grado di casualità, anche in questo caso ispirandosi alle mutazioni casuali del genoma biologico. Ma i termini biologici per rappresentare elementi informatici senzienti sono all'ordine del giorno. Così, ad esempio, l'insieme delle intelligenze artificiali e del mondo virtuale  in cui esse scorrazzano viene chiamato bioma. 
Come accade spesso nelle opere di questo tipo, la componente che conferisce imprevedibilità alla trama rendendola più appetibile è il fattore emotivo. I creatori dei digienti si affezioneranno ad essi, con le relative conseguenze: lotteranno per difenderli da chi vuole trattarli come semplici programmi privi di vita, faranno di tutto per rendere la loro esistenza più accettabile, si arrabbieranno con loro, si divertiranno con loro, li ameranno come dei figli. E dovranno avere a che fare con tutte quelle minacce disinteressate che metteranno in pericolo la vita, se così possiamo definirla, e la dignità, dei digienti.
La credibilità della storia appare di buon livello. L'evoluzione dei social network in mondi virtuali assai complessi con elementi senzienti sparsi qua e là assume le sembianze di un futuro possibile. Molti termini vengono usati, come già accade, come se fossero inseriti nel linguaggio comune: parole come account, post, forum, ripristino della configurazione, open source, bug, sono inseriti senza alcuna spiegazione come se stessimo dicendo palla o albero. Il fatto che il senso di queste parole venga pienamente compreso dai lettori e le lettrici di oggi rende pur troppo chiaramente l'idea di quanto ormai i social network, e internet e l'informatica in generale, facciano parte alla cento per cento delle nostre vite. Storicamente parlando, siamo da tempo arrivati a un punto in cui non è possibile tornare indietro, e a tal proposito il futuro immaginato da Ted Chiang sembra una delle prossime inevitabili tappe dell'umanità.

Flavio Alunni

1 commento:

  1. Primo e unico libro di Ted Chiang. Sono un informatico e non so se mi è piaciuto tantissimo perché sono riuscito a percepire meglio di lettori profani dal punto di vista informatico la storia di questo racconto. I proprietari dei "digienti" si affezionano accanitamente ai loro "animaletti da compagnia virtuale" da difenderli fino allo strenuo nonostante non ci fosse più supporto per loro,
    Mi ricorda alcuni utenti che rimanevano su MySpace nonostante fosse ormai agli sgoccioli dopo l'avvento di FaceBook. Inoltre DataEarth a me faceva pensare molto a SecondLife. Bella storia, premio Hugo giustificatissimo.

    RispondiElimina

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...