venerdì 4 ottobre 2013

#Cinema - Omaggio doveroso ad "Essi vivono"

Qualche parola gliela dobbiamo ad Essi vivono di John Carpenter, regista che ci ha regalato (tra gli altri) un altro cult fantascientifico come La cosa. Il film si presenta incredibilmente acuto, un ottimo esempio di come il cinema di genere fantastico possa assumere il ruolo di critica sociale forse ancora più efficace di qualsiasi opera realistica. Possiamo definire questo film come un attacco etico alla società dei consumi, ma sarebbe riduttivo. Una critica al sistema capitalistico? Ci siamo quasi, ma è troppo poco. Essi vivono mostra la vera faccia del Dio Denaro: metaforicamente mostruosa, aliena e quindi disumana. E comunque la pensiate, Carpenter ha dato prova di grande coraggio e di notevole intelletto nel presentare questo film al vasto pubblico americano, film che si è poi esteso a macchia d'olio in buona parte del globo.
In questa pellicola ci sono due scene, in particolare, che hanno fatto la storia del cinema. La scena in cui i due protagonisti si azzuffano per una durata interminabile, forse l'azzuffata più lunga mai girata. E la scena in cui il personaggio principale si infila degli occhiali tecnologici che mostrano la vera realtà lungo le strade. Con questi occhiali egli vedrà la natura aliena di certi individui, esseri dalla faccia semi-scheletrica e brutta assai, ma vedrà anche il vero messaggio dietro ai cartelloni pubblicitari, e qui c'è poco da scherzare perché si entra nel concetto di messaggio subliminale e altre stregonerie. Obbedite, dice un cartellone, comprate dice un altro, distruggete la fantasia... 
Non bisogna farsi ingannare dallo stile un po' rude del film, dall'impostazione più simile a un Die hard che a qualcosa di poetico. Mentre infatti un Die hard nasconde una certa vuotezza di contenuti (opinione mia) dietro un mare di esplosioni, sul significato di Essi vivono si sono aperti, si possono aprire e si apriranno lunghi dibattiti. E se proprio non si vuole aprire un dibattito, il bello di questo film è che risulta comunque uno spasso. Come tutte le opere d'arte che si rispettano, anche se non si riesce a decodificare il codice narrativo facendo collegamenti con la realtà contemporanea, la morale di base viene comunque assimilata nel profondo al punto da risultare comprensibile ed influente persino ad un ragazzino. Sarebbe a dire un piccolo adulto.

Flavio Alunni

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