lunedì 7 ottobre 2013

Ender's Game: il libro

Non c'è nessun insegnante salvo il nemico. Nessuno, salvo il nemico, ti lascerà mai capire ciò che il nemico sta per fare. Nessuno, salvo il nemico, t'insegnerà come distruggere e conquistare. Soltanto il nemico ti mostrerà i tuoi punti deboli. E le sole regole del gioco sono i colpi che gli puoi dare e quelli che puoi impedirgli di darti. Da ora in poi io sono il tuo nemico. Da ora in poi io sono il tuo maestro.


Il libro inizia quando sono passati ottanta anni dall'ultima catastrofica guerra con gli Scorpioni, alieni su cui viene detto ben poco, e non c'è una data che indichi in quale futuro si svolga la storia. Protagonista indiscusso è il piccolo Ender, soprannome di Andrew Wiggin, che a soli sei anni viene prelevato dalla famiglia per essere trasferito alla rigidissima Scuola di Guerra allo scopo di farlo comandante della flotta terrestre per difendere l'umanità dall'imminente Terza Invasione.
E' a questo punto che iniziano vari parallelismi con Harry Potter, se non altro perché Ender è un bambino diverso per la sua genialità che viene preso in cura da adulti professori che lo getteranno in una scuola durissima, isolata dal mondo, per addestrarlo e trasformarlo nella loro arma segreta contro i cattivissimi alieni insettoidi, l'equivalente di Voldemort per la saga del maghetto. Immancabile il bulletto di turno che ricalca il Malfoy di J. K. Rowling, anche se i bulli del libro in esame sono ben più cattivi e pericolosi. Questo per non dimenticare che, come Harry Potter, Il gioco di Ender è sostanzialmente una favola, e di pari magnificenza rispetto alla saga della scrittrice britannica.
Il romanzo di Orson Scott Card ha vinto con merito i premi Hugo e Nebula nel 1986 ed è stato pubblicato tempestivamente in Italia nel 1987 dalla casa editrice Nord nella collana dei Cosmo Oro. Dopo una breve ristampa avvenuta pochi anni fa nella collana Biblioteca Cosmo il libro è andato fuori commercio per tornare attualmente acquistabile, sempre dalla Nord anche se solo come ebook, in occasione dell'uscita del film prevista il 30 ottobre 2013. E' peculiare che in occasione del film non sia stato rimesso in commercio il formato cartaceo né tanto meno pubblicizzato il libro di origine com'è invece accaduto per quasi tutte le pellicole tratte dai romanzi omonimi, citando ad esempio i recenti John Carter e Cloud Atlas. Del film se ne parla da quasi trent'anni e l'imminente uscita nelle sale di uno dei libri di fantascienza più venduti nella storia è un evento commovente. L'attesa è ricca di aspettative e la delusione, qualora si trattasse di un flop, sarebbe molto scoraggiante. Considerando che il libro si può leggere anche da solo nonostante prosegua in una saga di ben cinque romanzi, possiamo ben sperare in un film tutto d'un pezzo che cioè non si interromperà di punto in bianco lasciando gli spettatori a bocca asciutta, costretti ad anni di attesa per vedere la conclusione della storia. Questo fatto che il libro si possa considerare auto-conclusivo malgrado l'effettivo proseguimento della saga viene qui specificato anche per invogliare alla lettura coloro che si spaventano all'idea di una saga interminabile alla George R. R. Martin.
Il romanzo parte a razzo sin dalla prima pagina, che è in sostanza una sintesi di quanto avverrà nelle trecento pagine successive: si parla senza mezzi termini di un bambino che dovrà essere addestrato per salvare il mondo. Da quel momento le pagine vengono divorate avidamente fino ad arrivare a un punto nodale in cui i dettagli dell'addestramento nella Scuola di Guerra si infittiscono, e la lettura tenderebbe a farsi più impegnativa se non fosse che nella parte finale questi elementi apparentemente superflui si dimostreranno ben inseriti e addirittura necessari. Il gioco di Ender è originale, scorrevole, mai banale né scontato, talvolta duro e crudo ma sempre dotato di grande sensibilità, proprio come il dolce-amaro protagonista che fa da cardine a tutta la storia. La lettura si direbbe obbligata per un lettore e una lettrice di fantascienza, a proposito di un libro che appare quasi impeccabile per tecnica, stile, trama e originalità.


Flavio Alunni

4 commenti:

  1. L'ho adorato e credo che continuerò la lettura della saga e, nel bene e nel male, andrò anche a vedere il film.
    Sai che ancora oggi mi chiedo come Card, con le sue assurde (a dir poco) convinzioni omofobo-religiose, sia riuscito a scrivere un romanzo così spettacolare e soprattutto emotivamente coinvolgente?

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  2. Ora che me lo dici, me lo chiedo anch'io. Il film è forse l'evento cinematografico più atteso di sempre da chi legge fantascienza, siamo tutti col fiato sospeso. A quanto mi dicono la saga va continuata perché è uno dei pochi casi, insieme alla saga dei Vor e al ciclo della fondazione, in cui la qualità si mantiene ad alti livelli. Inoltre "Il gioco di Ender" si basa su un personaggio tanto straordinario quanto complesso e pare che i libri successivi siano fondamentali per conoscerlo ancora più a fondo e per avere delle risposte alle questioni esistenziali aperte nel primo capitolo.

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  3. Da tempo saldamente nella mia personale top ten trattabile (perché non è che siano proprio dieci...) dei libri preferiti. Anche il secondo della saga mi è piaciuto moltissimo, gli altri due molto meno. Wikipedia mi dice che ci sono altri tre libri del ciclo inediti in Italia. Mi manca ancora "L'ombra di Ender", che se non sbaglio dovrebbe avere per protagonista un "nemico" di Ender nel primo libro (anche lui ha una saga di 6 libri, mai tradotti).
    Il Moro

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  4. E' terribile quello che mi dici. La chiusura della casa editrice Nord dev'essere stato un colpo micidiale. "Il gioco di Ender" merita molto anche secondo me, è uno di quei libri su cui ci si medita tutta la vita.

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