mercoledì 9 ottobre 2013

I ribelli dei 50 soli - Alfred E. Van Vogt



Edizione italiana Cosmo Oro 1976; traduzione di Riccardo Valla.



Il mega incrociatore spaziale Ammasso stellare dell'impero terrestre è al termine della sua missione di esplorazione decennale della Nube di Magellano, in preparazione della futura colonizzazione. Tutto questo tempo non ha portato alla scoperta di alcuna traccia di civiltà fino alla rilevazione casuale, in zona cesarini,  di una emissione energetica di chiara origine intelligente. Si tratta di un avamposto che testimonia in modo incontrovertibile l'esistenza di una civiltà spaziale. Nonostante la struttura venga immediatamente autodistrutta insieme all'unico suo occupante, per non lasciare alcuna informazione utile al possibile invasore, la superiore tecnologia dell'astronave ricostruisce l'installazione e riporta in vita il suo guardiano. Grazie a questo si disvela agli esploratori  la dimensione della civiltà galattica originata da una fuga di massa avvenuta dalla terra 15.000 anni prima per sottrarsi alle persecuzioni razziali. La civiltà galattica detta dei 50 soli è composta dai Delliani esseri umani mutati a causa degli effetti dei primi "rudimentali" teletrasporti che determinarono incrementi esponenziali di forza, bellezza corporea e facoltà mentali deduttive eliminando per contro qualsiasi capacità di pensiero creativo; tale mutazione fu alla base delle persecuzioni razziali che causarono la fuga verso la Nube di Magellano. Dagli esseri umani comuni che, per senso di giustizia, affiancarono i Delliani nella lotta contro le persecuzioni razziali e quindi nella fuga. Dagli uomini misti frutto dell'incrocio assistito da tecniche di fecondazione artificiale dei due tipi umani originari; questi ultimi sono dotati di un cervello con doppie facoltà intellettive: quelle dell'uomo delliano affiancate dalla capacità di pensiero creativo dell'essere umano comune cui si aggiungono poteri telepatici e di controllo mentale; per questo in passato hanno cercato di prendere il sopravvento,  sconfitti sono stati emarginati dagli altri 2 tipi umani e ora vivono in clandestinità.

Incomincia una appassionante partita a scacchi tra la possente astronave terrestre che con poco tempo a disposizione deve individuare ed assoggettare i pianeti abitati dagli umani ed i 50 sistemi stellari della civiltà galattica che dissimula la propria esistenza da millenni, ancora dolorosamente memore delle persecuzioni un tempo subite ad opera della terra. I protagonisti principali di questa partita sono la comandante dell'incrociatore Ammasso stellare, la Grande Capitana Lady Gloria Cecilia Laurr dei Nobili Laurr che deve tra l'altro misurarsi con il parere avverso del proprio equipaggio restio a protrarre la missione per un tempo indeterminato e Peter Malbty, ufficiale cartografo della flotta dei 50 soli fedele alla federazione ma capo ereditario degli Uomini Misti...

Come accade sovente con Van Vogt, la trama è avvincente, decisamente articolata, ricchissima di ribaltamenti di fronte e colpi di scena, ma qui l'ambientazione in un futuro talmente remoto da non avere connessione alcuna con il nostro presente per giunta in uno spazio sconfinato esalta massimamente le qualità riducendo al minimo i tipici e talvolta irritanti difetti della narrativa vanvogtiana, nonchè le incongruenze logiche e "scientifiche"; fors'anche grazie ad una maggior attenzione o più felice ispirazione, rispetto ad altre esperienze dello stesso autore, nell'adattare a romanzo nel 1952 una serie di racconti scritti e pubblicati tra il 1943 ed il 1945.

Dei romanzi di  Van Vogt che ho letto  è questa, a mio parere,  l'opera meglio riuscita per equilibrio generale. Solo Non-A le si affianca per vastità e maestosità degli scenari e per profusione di colpi di scena ed invenzioni.

Cara all'autore, ricorre la tematica del superuomo dotato di poteri mentali e telepatici (Slan e Non-A) oltre che fisici (Hedrock l'immortale), o sol'anche di rigorosa disciplina mentale (il connettivismo di  Crociera nell'infinito e la filosofia, disciplina di Non-A). Altra tematica ricorrente nella produzione vanvogtiana è  il positivismo tecnologico ausilio indispensabile e determinante, se ben utilizzato da menti altamente disciplinate, siano esse singole o coordinate in gruppo, nella soluzione di problemi e crisi apparentemente senza possibile via di uscita. Consigliato.

Marco Corda

1 commento:

  1. A me non è piaciuto, lontano anni luce dalle mirabolanti trovate e dai colpi di scena mozzafiato di Non A.

    RispondiElimina

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...