martedì 5 novembre 2013

Rock progressivo italiano - Banco del Mutuo Soccorso: Darwin! (1972)

Rieccomi con il delirio settimanale sul rock progressivo italiano. Siamo di nuovo nel fatidico 1972 ed è finalmente arrivata l'ora di parlare del Banco del Mutuo Soccorso, tra le poche band di questo genere musicale ad essere durate fino ai giorni nostri e ad aver avuto un vastissimo successo di pubblico più che meritato. Darwin! è considerato non solo il loro migliore album ma addirittura uno tra i primi nella storia del prog rock. Al centro delle sette canzoni che lo compongono viene messo il tema dell'evoluzione darwiniana vista nella sua concezione strettamente scientifica, con vari riferimenti (nella prima canzone) agli scontri concettuali tra scienza e religione che la teoria si è portata con sé. Questa produzione è una difficilissima opera di bravura che riesce a trovare l'armonia tra due discipline solo apparentemente antitechiche, l'arte e la scienza. Sembra un'impresa assai ardua quella d'inventare un pezzo musicale dovendo rispettare delle ferree regole di partenza. Se nella prima traccia si parla dell'evoluzione, l'unico compito dell'artista è quello di trovare il lato poetico del fatto storico, e ciò richiede una adeguata conoscenza dei concetti che ne sono le fondamenta insieme a una notevole sensibilità, il tutto associato a un'intuizione da non sottovalutare. Darwin! è un disco nato da un grosso lavoro intellettuale ma che si rende fruibile a tutti grazie ad una impeccabile semplicità espositiva.
Nell'album del 1972 si va dalla prima parte dedicata a eventi di portata storica come l'evoluzione stessa, all'interno della quale troviamo un approfondimento sulla "conquista della posizione eretta", che poi è il titolo della seconda traccia. Si continua con un suggestivo stacco interamente musicale quale doveroso omaggio agli enormi e compianti dinosauri (La danza dei grandi rettili), proseguendo con un altro momento chiave nell'evoluzione dell'uomo e cioè la formazione della specie sociale (Cento mani, cento occhi), rappresentata dalle tribù e dalla caccia di gruppo. Si giunge alla traccia 750000 anni fa... l'amore? in cui viene narrato l'innamoramento di uno "scimmione" nei confronti (così sembra) di una donna umana. Un amore impossibile che fa sorgere spontanee le lascrime agli occhi. L'album si conclude con due canzoni incentrate su argomenti generici ma non per questo meno degni di nota, due grida al "tempo" e alla "storia", fino a un finale aperto col quale il Banco del Mutuo Soccorso si proietta nell'ignoto futuro da cui sorge spontaneo un parallelismo tra la morte individuale, a cui il tempo condanna ogni singolo essere umano, e la morte della specie in un ipotetico momento lontano. 
Le parole sono accompagnate da una musica formidabile, spesso lungamente alternata al testo in delle parentesi strumentali di profonda vibrazione, e i ritornelli centrano sempre il bersaglio. Ritornelli che non sorreggono l'intera struttura delle tracce perché il Banco non ne fa un uso spropositato allo scopo di occupare furbescamente buona parte del giro d'orologio delle canzoni, evitando così di renderle ripetitive come quelle dei Beatles. Le canzoni sono anzi caratterizzate da continue variazioni, talmente complesse da sembrare impossibili da memorizzare per un musicista  e che ricordano vagamente il free jazz di Ornette Coleman e compagni. E' questa da sempre una delle prerogative che fanno del rock progressivo la sua punta di diamante.

Flavio Alunni


01 - L'evoluzione
02 - la conquista della posizione eretta
03 - La danza dei grandi rettili
04 - Cento mani, cento occhi
05 - 750000 anni fa... l'amore?
06 - Miserere alla storia
07 - Ed ora io domando tempo al tempo (ed egli mi risponde: non ne ho!)



Immagine © grandeduc - Fotolia

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