giovedì 12 dicembre 2013

"Falsi dèi" di Francesco Troccoli (recensione)

Prima edizione settembre 2013
Armando Curcio Editore.

Sarà tanto tempo fa  in un pianeta lontano lontano, Maraar III, che i rivoluzionari dello stato libero di Haddaiko del pianeta Harris IV conosciuti nel primo romanzo della saga: “Ferro Sette”, cercheranno i primi alleati nella guerra  contro la spietata  oligarchia dei longevi  che, in nome della  massimizzazione della produttività e del profitto, da millenni ha sottomesso e sfrutta il resto dell’umanità  derubata della capacità di dormire e perfino del ricordo dell’esistenza del sonno.
Travolti da un incipit mozzafiato, accompagnati ed emotivamente coinvolti dalla narrazione in prima persona del meno spavaldo ma sempre inquieto protagonista Tobruk Ramarren, percorriamo  un avventuroso cammino colmo di colpi di scena, battaglie, tecnologia futura, genetica, poteri sovrumani, viaggi nel tempo e relativi paradossi, mistero e misticismo, introspezione, esistenzialismo e denuncia sociale.

Se in “Ferro Sette” Troccoli aveva puntato sull’assimilazione e rielaborazione di alcune fra le più famose e suggestive immagini della fantascienza d’autore da integrare nella propria idea originale, in “Falsi Dei”, ancora presenti questi riferimenti ma non più così essenziali, viene invece in buona parte utilizzato e ammodernato il potenziale concettuale che il Nostro Genere Letterario ha espresso nel corso della propria evoluzione. Si tratta evidentemente di una sfida ambiziosa  che  Francesco  vince, cosa non scontata nella FS italiana, grazie ad una rigorosa pianificazione della struttura narrativa e alla disciplina e precisione con cui essa viene attuata e portata a conclusione.

Il risultato è una trama solida,  una storia avvincente dal ritmo incalzante, che deve però talvolta scendere a compromessi con la narrazione in prima persona segnando un po’  il passo in alcune scene di dialogo e azione mentale.

Gli scenari sono di ampio respiro, i personaggi ben caratterizzati,  più “a loro agio” che in “Ferro Sette”; perfezionato il meccanismo narrativo potendosi giovare della già positiva esperienza del primo episodio.

Insomma un romanzo godibile che, a mio parere, benché compiuto e leggibile singolarmente, viene valorizzato da una lettura cronologica essendo, in fin dei conti, parte di un progetto e non un seguito concepito sull’onda del successo.

L’unica segnalazione che mi sento di fare non riguarda questo libro ma è, in prospettiva e avendo presente il primo capitolo, il  rischio che nel prossimo episodio il protagonista narrante non benefici dei contrappunti dei deuteragonisti e degli alleggerimenti  di altri personaggi minori finendo per monopolizzare la scena. Salvo, naturalmente, colpi di scena…

Marco Corda


3 commenti:

  1. Grazie. Ho letto il primo e mi è piaciuto parecchio.
    In questo momento ho scelto il secondo regalo di Natale ;)

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