domenica 12 gennaio 2014

"Coraline" di Neil Gaiman, tra incubo, meraviglia, morale e semplicità narrativa

In Coraline, Neil Gaiman si avvale del vecchio trucco della porta magica, che in alcuni racconti fantastici può essere una botola, una buca, un cancello, un armadio (vedasi Narnia), ma poco importa quando si deve creare un passaggio segreto tra il mondo reale e quello irreale.  L'importante è che esista quel benedetto passaggio. Questo perché è importante quello che c'è al di là del passaggio, non il passaggio stesso.

al centro della storia c'è Coraline, una ragazzina che si lamenta della scarsa attenzione datale dai genitori, sempre molto impegnati per via del lavoro. Entrata in una porta speciale presente nell'abitazione dove la famiglia si è appena trasferita, la fanciulla scopre un passaggio oltre il quale pulsa un mondo quasi uguale a quello che si è lasciata alle spalle, dove i genitori sono gentilissimi e le danno un mucchio di attenzione, solo che a prima vista possiedono dei bottoni cuciti al posto degli occhi e ad uno sguardo più attento appariranno loschi e pericolosi, ma a quel punto sarà troppo tardi per tornare a casa perché nel frattempo i veri genitori sono stati intrappolati in uno specchio e l'unica soluzione dev'essere quella di sconfiggere la matrigna che domina il mondo oltre la porta magica, creatura avida cattiva e vuota che si nutre succhiando la vita degli sventurati bambini che finiscono nelle sue grinfie.
Metafora di vita, Coraline illustra le tragiche conseguenze delle scelte facili, della via più breve per la soluzione dei problemi che spesso finisce per nascondere tranelli micidiali, del baratro senza fondo in cui si rischia di sprofondare da adulti dopo un'educazione da bambini viziati, e si fa testimone della morale sull'obbedienza ai genitori o meglio sul loro rispetto. Come una favola classica, assume il ruolo di insegnante di valori per i piccoli lettori che intraprendono il viaggio immaginativo, e non può mancare la lotta tra il bene il male nella quale è giusto fin da bambini sapere da che parte schierarsi. I sottotesti appena elencati generano nei bambini sensazioni difficili da provare nella fase adulta, tra le quali dovrebbe spiccare una paura profonda nei riguardi della solitudine e della morte. Un bambino prova angoscia e meraviglia durante la lettura di questo romanzetto. Coraline è una favola ma anche un incubo, se ci pensiamo bene. Al contrario un adulto farà più caso alle idee presenti nel romanzo, in quanto meno capace di suggestionarsi per via della lunga familiarità con certi sentimenti elementari della vita.
Coraline aggrega elementi fantastici moderati ma non per questo meno interessanti, inseriti in una struttura semplicissima. C'è una casa isolata con un terreno intorno dove si nasconde un vecchio pozzo pericoloso, e la casa ha tre piani, e al primo piano ci sono due anziane attrici, mentre al secondo piano abita un signore che dice di voler addestrare dei topi per farne gli artisti di un circo. Poi c'è la porta magica e un gatto parlante. Fine. La forza di Coraline è, neanche a dirlo, la sua semplicità.

4 commenti:

  1. Per me la cosa migliore scritta da Gaiman dopo Sandman.

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    1. In effetti l'ho trovato migliore di "Nessun Dove", che pure è tra le sue opere più famose.

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  2. A me Nessun Dove mi ha lasciato perplesso in senso negativo... ma forse l'ho letto dal verso sbagliato ;)
    Di questo qui c'ho il film a casa da qualche parte. L'hai visto?

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    1. Beh diciamo che non è un caso se Nessun Dove non l'ho recensito, gli manca qualcosa ma non so dire cosa, ed è questo che lascia perplessi. Il film di Coraline è bellissimo e insieme al film omonimo di Fight Club è uno dei pochi esempi di ottima trasposizione da libro a film.

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