domenica 30 marzo 2014

#Cinema - Il curioso caso di Benjamin Button

Come accade spesso di fronte alle opere d'arte di ambientazione fantastica si finisce con lo scoprire che in fondo tali opere non sono tanto una rappresentazione allegorica della realtà quanto un'interpretazione del mondo reale da un punto di vista nuovo e inaspettato. Secondo questo modo di vedere Il curioso caso di Benjamin Button è uno degli esempi migliori che si possano fare.
L'idea del film in esame è spaventosamente semplice e viene da chiedersi come mai la pellicola riesca a far emozionare gli impreparati soggetti che a causa di una strana concatenazione degli eventi finiscono per vedere il film. Il lungometraggio di David Fincher è un esempio di come si possa riuscire a costruire un'opera d'arte efficiente partendo da un'unica idea di partenza. Va reso merito al regista e a tutta la squadra per la capacità di approfondire ogni passaggio con grande sensibilità avendo massima cura nel rifinire i dettagli scenografici e psicologici.
Benjamin Button nasce vecchio nella notte in cui viene ufficializzata la fine della Prima Guerra Mondiale, la madre muore di parto e il padre lo abbandona davanti a un ospizio. Il bambino viene accolto nell'ospizio e da quel giorno, anziché morire di vecchiaia, ringiovanirà sempre più aprendo lo scenario a una serie di curiosi interrogativi. Che razza di vita condurrà un simile individuo? E, se sarà destinato a morire come chiunque altro, come avverrà la sua fine? Tutte le curiosità saranno soddisfatte nelle quasi tre ore di durata del film, al costo di qualche lacrima o perlomeno di un affaticamento emotivo non indifferente.
Attraverso un tale personaggio vengono amplificati i fatti e i dilemmi della vita umana normale. Benjamin Button fa da contrasto alle nostre vite, mettendo nero su bianco ciò di cui siamo già consapevoli a nostre spese. Mentre solo apparentemente l'attenzione è focalizzata su Benjamin, tramite la sua bizzarra figura viene evidenziato tutto ciò che egli tocca e che gli gira intorno.
E' la morte a costituire l'elemento centrale della storia perché lo strano individuo, nato adulto tra gli adulti, vedrà morire tutte le persone a lui più care in pochi anni, dato che le ha conosciute da neonato-adulto quando erano già in età avanzata o addirittura molto vecchie. Ne Il curioso caso di Benjamin Button muore un sacco di gente. Non più di quante persone muoiano quotidianamente nella vita reale, certo, ma grazie a questo singolare personaggio messo lì a fare da contrasto le morti che si succedono assumono un valore centrale. Essendo nato con quelle peculiari caratteristiche Benjamin vedrà morire molti più amici di quanti ne potremmo veder morire noi, amplificando e sbattendoci in faccia quel sentimento di perdita delle persone a cui vogliamo bene al quale nessuno di noi può sfuggire.
Nonostante la morte sia messa al centro di questo film strampalato, quest'ultimo trabocca di una gioia di vivere che ha pochi eguali, ed essa viene contrapposta ad ogni elemento più o meno drammatico presente nel film. La morte stessa delle persone che amiamo viene definita indispensabile, perché ci rende consapevoli di quanto quelle persone siano importanti per noi.
In altre parole, nella storia di Benjamin Button viene posta una lente di ingrandimento su fenomeni esistenziali che riguardano tutti noi. Grazie a questo assurdo personaggio il messaggio arriva dritto al bersaglio, dimostrando ancora una volta che la vita è bella perché finisce, che la morte arriva per tutti lasciando a ognuno l'ardua scelta tra vivere pienamente la propria vita o non viverla affatto. E Benjamin, la sua vita, la vivrà pienamente, incontrando lungo la strada persone straordinarie, e farà grandi esperienze trovando infine l'amore.
La storia d'amore tra Benjamin e la sua donna prediletta ha dell'incredibile, seppur destinato a durare dannatamente poco perché «nella vita niente dura». Un amore talmente intenso che Benjamin e la sua dolce metà decideranno di viverlo nonostante le mille difficoltà in quanto, seppur breve, il loro amore è ciò che dà veramente senso alla loro vita rendendola meritevole di essere vissuta. Lui ringiovanisce, lei invecchia, e i due amati saranno coetanei solo per un istante della loro esistenza, quando le reciproche età fisiche s'incontreranno, e allora dovranno godersi quell'amore impossibile nei pochi momenti che avranno a disposizione, per poi lasciare il posto ai ricordi. 
E il ricordo di questo film è difficile da cancellare. Il curioso caso di Benjamin Button prende vita autonoma nella testa di chi lo ha guardato, e non ne vuol sapere di andarsene via. Siete pronti a ospitarlo per sempre dentro di voi? 

Flavio Alunni

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