martedì 11 marzo 2014

Pandemona - Noir 2077

Si dimostra un tipetto tosto, Marc Welder, con la sua opera prima autoprodotta dal titolo Pandemona – Noir 2077, in un romanzo segnato da una forte morale politica. La storia inizia due anni dopo lo scoppio della Guerra per la Rinascita, una rivoluzione anarchica dove gli insurrezionalisti sono infine usciti vincitori nel paese dove risiede la futuristica città di Pandemona. Un paese di facile intuizione. Mentre è più difficile scoprire a quale città corrisponda Pandemona.
L'autore si scatena senza freni, tra orrende scene di cadaveri fatti a pezzi, sacre personalità mondiali che si impiccano dal balcone della basilica di San Pietro, uomini telepatici, virus nanotecnologici, elementi horror sparsi qua e là in un crescendo di terrore ed esoterismo. C'è davvero di che stare allegri. Si può essere d'accordo o meno su certe esagerazioni, alcune delle quali fanno sorridere per la loro assurdità, ma è un fatto che a Marc Welder non manchi la spregiudicatezza e, quindi, il coraggio narrativo.
In alcune parti Pandemona ricorda certi classici di Dario Argento, e l'autore potrà essere più o meno d'accordo in proposito, ma sull'influenza dei film di John Carpenter non ci sono dubbi. S'intuisce un vago rimando alla letteratura di Lovecraft, di cui nel libro viene citato un passo tratto dal racconto Il richiamo di Cthulhu.
Trattasi di un'opera prima e, come tale, è disseminata da alcune ingenuità. Ciò non toglie che Pandemona sia scritto con accortezza e semplicità. La lettura scorre, a indicare una particolare cura nelle descrizioni e nello svolgimento della trama. I contenuti sono molti e non sempre facili, ma le dovute spiegazioni non tardano ad arrivare, venendo spesso incontro al lettore, cosicché l'opera fluisce liberamente.
In un'epoca, la nostra, in cui le democrazie rappresentative versano in una crisi epocale di identità e di fiducia, il libro di un giovane scrittore che parla di anarchismo non è affatto qualcosa di inaspettato, si direbbe anzi prevedibile. In questi primi anni del XXI secolo tornano a girare, soprattutto tra i giovani, i vecchi libri di Bakunin e di Malatesta, insieme a quelli contemporanei di autori come Noam Chomsky, che dell'anarchismo ha parlato più volte, associandolo alle forme più o meno applicabili di democrazia diretta o "dal basso". Pandemona è dunque espressione di una parte realmente esistente, e viva, della società occidentale contemporanea.
Pandemona ha il tono schietto del caro amico che ti racconta una storia davanti a un bicchiere di birra, quell'amico che sembra dirti "Ehi, la sai la storia dlla città di Pandemona e dei suoi demoniaci avvenimenti? Apri bene le orecchie, son mica cose che si ascoltano tutti i giorni".
Il termine cybermetal, genere a cui fa riferimento l'opera in esame, è stato inventato dallo stesso Marc Welder a suo rischio e pericolo visto che alcuni potenziali lettori potrebbero allontanarsi dal libro mossi da pregiudizi musicali. Non si offenderà l'autore, e si tranquillizzeranno alcuni lettori, se si afferma che la componente metal passa in secondo piano rispetto ai fatti della storia, perché gli elementi metal sono pochi o perchè chi legge non li percepisce a causa della sua stessa ignoranza in proposito. Come possa, poi, un genere musicale traslarsi in un genere letterario è abbastanza curioso, e a questa domanda si rimanda la risposta nel sito cybermetal.it.
Pandemona può piacere o non piacere, si può criticare o apprezzare, ma di sicuro non lascia indifferenti. E' evidente che, al di là dei giudizi personali e delle piccole ingenuità dettate dall'inesperienza, l'autore avesse veramente qualcosa da dire. E il libro è scritto bene, cosa non da poco. Si percepisce inoltre il divertimento nascosto dietro l'uso delle parole, da parte di uno scrittore emergente che è prima di tutto un grande appassionato di horror e fantascienza.

Flavio Alunni


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