lunedì 10 marzo 2014

Robot 70

Ti arriva a casa il numero 70 di Robot e vieni subito colpito dalla copertina pittorica dai risvolti orrorifici, allora ti si accende una lampadina nel cervello, poi vedi il nome, quello di Karel Thole, nell'angolino in basso a sinistra, a spiegarti la sensazione provata un attimo prima. All'omaggio che compare nella copertina seguono un paio di omaggi scritti, due articoli che ripercorrono il genio, la vita e la persona del grande illustratore di fantascienza che fu, insieme ad alcuni altri illustratori passati più o meno in secondo piano nella storia delle collane fantascientifiche italiane, soprattutto di Urania.
Robot è una rivista assai ricca di contenuto, che varia molto nella tipologia dei racconti e articoli proposti, sicché riesce a soddisfare i gusti più disparati nelle sue circa 200 pagine. Come al solito, ampio spazio viene dedicato ai racconti italiani di autori emergenti e non solo, affiancati da racconti anglosassoni di tutt'altro spessore di pubblico (tra i quali non di rado troviamo racconti vincitori dei premi Hugo e Nebula). Il numero 70 dell'autunno 2013 spazia molto, dunque, fino alla consueta rubrica sui videogiochi. Assenti, questa volta, gli articoli sul cinema. Spazio anche a qualche onesta polemica sulle classifiche di Locus. Immancabili i sapienti saggi degli esperti nazionali. 
Entrare nel dettaglio dei contenuti potrebbe essere fuorviante. Come s'è detto sopra, l'offerta spazia molto ed è assai diversificata. A qualcuno potrà piacere di più un articolo rispetto ad un altro, un racconto piuttosto che un altro. E di racconti validi ce ne sono, sempre. Anche tra quelli italiani, contro ogni pregiudizio esistente.  

F. A.


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