lunedì 14 aprile 2014

Ambrose Bierce: I racconti dell'oltretomba

Gli spaventosi racconti di Ambrose Bierce sono storie di fantasmi narrate per un pubblico ottocentesco. All’epoca c’era molta più religiosità di adesso e, in generale, si era molto più creduloni. Ma c’era anche più capacità di suggestionarsi di fronte a un certo tipo di racconti. Ciò detto, le storie della raccolta qui presentata hanno resistito all'azione corrosiva del tempo e ancora oggi riescono a trasmettere qualche brivido.

E' chiaro che si può cadere facilmente nel pregiudizio, bollando i racconti di Bierce come stereotipate storie di fantasmi. Niente di più falso. Nonostante i racconti possano sembrare uguali a un lettore distratto, con un po’ di attenzione si possono apprezzare tutte quelle sfumature che rendono ogni storia nettamente diversa dall’altra. Insomma, per un amante del brivido la suggestione è assicurata. Inoltre Bierce arricchisce talvolta le trame con un senso dell'umorismo sottile, al punto che al termine di qualche storia non si sa se ridere, rabbrividire o fare tutte e due le cose. 

L'epilogo della vita di Bierce è degno dei suoi racconti. Nato nel 1842 in Ohio, nel 1913 sparisce misteriosamente in Messico dove si era recato come reporter. Di lui non si ebbe più traccia. Autore di opere satiriche oltre che dell'orrore, Bierce è noto soprattutto per l'irriverente e cinico Dizionario del Diavolo, in cui si prende gioco della società statunitense della fine del XIX secolo.

Attualmente l'antologia I racconti dell'oltretomba è reperibile solo in e-book per pochi centesimi, ma anche se è quasi sparita dalla circolazione rientra senza dubbio tra le opere letterarie da riscoprire.

Flavio Alunni
 

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