lunedì 21 aprile 2014

The Grand Budapest Hotel: una risata che vi arricchirà


State alla larga da The Gran Budapest Hotel perché correte il rischio di andarlo a vedere anche due o tre volte, Dio mio. Restate a casa, al sicuro nelle vostre mura di cemento, al riparo dalle risate che questo film diabolicamente spassoso può scatenare dentro di voi. Il film di Wes Anderson riesce a far sorridere in qualsiasi momento, perfino quando un killer psicopatico ammazza tutta una serie di persone. Ripensandoci, fa ridere pure il killer in sé. Anzi, soprattutto lui. Ma c'è ben poco da ridere. 
State lontani da questo film. E' un consiglio da amico. Potrebbe entrarvi nelle ossa. Potrebbe diventare uno dei vostri film preferiti. Potrete venerarne la geometria delle scene e adorarne la precisione con cui vengono incastrati musica, battute e movimenti. Non sembra nemmeno un film, piuttosto sembra un concerto di musica classica. No, meglio: uno spettacolo teatrale. No, meglio ancora: un'opera lirica. 
Non andate a vedere The Gran Budapest Hotel o potrete prendere ad esempio Zero, il giovane garzoncello dell'albergo, e lo stesso Gustave, due persone che si possono definire dei veri esseri umani, vissute all'inizio del Novecento, quando un mondo stava per finire e ne iniziava un altro segnato dalle tragiche guerre mondiali. Due uomini che, come dirà il narratore delle vicende, sebbene il loro mondo fosse finito da tempo, ne mantennero l'illusione con sublime noncuranza. 
The Gran Budapest Hotel è in fin dei conti una commedia drammatica in quanto tende a mostrare sia la miseria umana che la sua controparte nobile fatta di bontà e di passione, ma sempre sorridendo, sempre con un tono umoristico. I mali dell'uomo sono qui rappresentati sotto la bandiera dell'avidità, motore di tutti i guai che i due protagonisti si troveranno ad affrontare dopo che la vecchia Madame D, morta per omicidio, avrà lasciato nel testamento un inestimabile quadro rinascimentale al signor Gustave. A quel punto gli eredi della defunta, cioè i suoi stessi assassini, eseguiranno una serie di efferati omicidi e compieranno atti disumani in nome del denaro. Eppure Wes Anderson si prende gioco di essi,  li mette in ridicolo, suscitando nel pubblico delle risate che suonano come un grido di battaglia. 
The Gran Budapest Hotel sarà una risata che vi arricchirà.

Flavio Alunni


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