sabato 3 maggio 2014

Il Tempo della Gioia: quarant'anni e non sentirli

Quella Vecchia Locanda è un gruppo particolare se si pensa che ha prodotto solo due album e solamente nel biennio 1972-1974. Nel '72 uscì l'omonimo Quella Vecchia Locanda, mentre Il Tempo della Gioia risale al 1974. I vinili delle loro uniche due opere sono rari e assai difficili da reperire, nonché piuttosto costosi, ma la moderna versione in CD è in commercio e facilmente acquistabile. 
Gruppo romano, Quella Vecchia Locanda si forma nel 1970 come quintetto esordendo con una canzone nella compilation Progressive voyage. Il disco qui presentato è frutto del lavoro di Claudio Filice (violino), Giorgio Giorgi (canto, flauto, ottavino), Massimo Giorgi (basso elettrico, contrabbasso, canto), Massimo Roselli (canto, tastiere), Patrick Traina (canto, batteria), Raimondo Cocco (canto, clarino, chitarre), con un "ringraziamento particolare a Rodolfo Bianchi per aver suonato il sax soprano" nella traccia Un giorno, un amico.
Quarant'anni fa nasceva un capolavoro sempreverde della musica italiana. Da non perdere. Da riscoprire. Ed eventualmente da riascoltare fino alla nausea. Il Tempo della Gioia è un disco che induce nostalgia nei confronti di un'epoca musicale lontana, anche tra i giovani di inizio millennio, cioè coloro che non l'hanno vissuta. E allo stesso tempo si proietta verso il futuro mantenendo quella indistruttibile freschezza tipica delle opere da maestro. 

Flavio Alunni



Immagine © grandeduc - Fotolia

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