venerdì 2 maggio 2014

Io, Qiang e la fantascienza


Qiang ha 26 anni come me, anche se in Cina (così mi ha detto) lui ha 27 anni perché il conteggio dell'età inizia dal momento della formazione dello zigote, cioè dalla fecondazione, quindi è come se alla nascita lui avesse già nove mesi di età. Insomma lui vivrà un anno più di me e la cosa mi riempie di invidia. Una volta ha chiesto a un bambino italiano quanti anni avesse, quello gli ha risposto "sette", allora Qiang lo ha deriso dicendo: "Alla tua età ne avevo otto".
Ma non è di questo che voglio parlare. 

E' il Primo Maggio, è festa, così me ne vado in centro per bancarelle e trovo un libro di Tullio Avoledo, L'anno dei dodici inverni, un libro che parla di un viaggio nel tempo. 
Tengo il libro fieramente in mano quando incrocio Qiang che mi chiede: "Che leggi?". "E' un libro di fantascienza" dico io. Lui aggrotta le sopracciglia e ripete: "Fantascienza?". 
A questo punto fargli capire di cosa sto parlando diventa una missione. Qiang conosce poco l'italiano e non sa l'inglese, quindi l'impresa è davvero difficile. Cerco parole semplici per farmi capire. "Hai presente gli alieni?" dico. Lo sguardo di Qiang si fa pensieroso. Io insisto: "Astronavi? Marziani? Viaggi nel tempo?". Qiang ripete le parole assaporandole come una pietanza dal gusto sconosciuto. "Le stelle, Qiang! Le stelle!". Lui guarda il cielo e sorride. Sa cosa vuol dire stelle.
Ci siamo quasi. "Qiang" dico, "cerca la parola astronave su Google". 
Presto fatto. Il mio coetaneo cinese fa la ricerca, clicca su immagini e compaiono le astronavi. 
Mentre Qiang si spulcia le varie foto, io continuo a parlare. Ormai sono un fiume in piena e non mi ferma più nessuno. Passo da Star Trek a Star Wars, continuo a parlare di stelle e di tutto quello che mi viene in mente, gesticolo con le mani e faccio strane facce per dare l'idea della meraviglia con il linguaggio non verbale, indispensabile in casi di difficoltà comunicativa. 
Alla fine dico: "Hai capito cos'è la fantascienza?". Lui mi guarda e dice: "Ah... magia!". 
Missione compiuta.
"Qiang" dico, "ti voglio bene. Prima o poi dobbiamo farci una birra".

F. A.

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