martedì 24 giugno 2014

Ascensore spaziale o Elevatore Artsutanov

Sono incappato in questo termine leggendo due romanzi di Arthur C. Clarke; Le fontane del paradiso, che tra l'altro ha vinto il premio Hugo (1980) e il premio Nebula (1979) e nel romanzo L'ultimo teorema, completato da Frederick Pohl. Questo termine e la storia dei romanzi ha stuzzicato la mia fantasia e ho fatto delle ricerche in rete sull’argomento. Wikipedia lo chiama ascensore spaziale.
In pratica l'elevatore è formato da uno o più cavi che partono da un punto sulla terra fino a un'orbita geostazionaria, possibilmente agganciato a un contrappeso, un asteroide piccolo o materiale lunare. Lo schema spiega meglio come deve essere.

Ma quanto deve essere lungo il cavo? C'è chi parla di 36.000 km o addirittura di 60.000 km. Poi per salire si usa un climber, una piccola navicella agganciata al cavo. Ovviamente i posti dove posizionare questi cavi devono essere punti precisi, possibilmente lungo l'equatore. Nel romanzo, Clarke lo posiziona nello Sri Lanka in cima a una montagna. 
Questo elevatore consentirebbe di spostare in orbita e nello spazio materiali con poca spesa, rispetto al metodo dei razzi vettori, a parte l'impatto iniziale dell'installazione dell'ascensore. Oggi non è fattibile, è ancora fantascienza, ma è un argomento interessante che stimola molte persone, scienziati e non, che si studia, anche se solo speculativamente. 
Una delle parti difficili sta nel cavo: essendo così lungo, diventerebbe  troppo pesante e non reggerebbe il suo stesso peso. La scelta migliore, oggi ancora ipoteticamente, risulta nei nano tubi di carbonio. 
Un’altra parte riguarda l’energia con cui far salire il climber. Si potrebbe dotarlo di razzi, ma il carburante lo renderebbe troppo pesante. Oppure lo si potrebbe far muovere con l'energia trasmessa dal cavo stesso. Per ora sono solo ipotesi affascinanti, ma pur sempre ipotesi.
Sul web è pieno di riferimenti all'elevatore Artsutanov e ci sono anche immagini e disegni molto belli, che artisti da ogni parte del mondo si sono divertiti a realizzare. Si trovano anche dei video in giro per la rete, con scene di climber che arrancano sul cavo, con sotto lo spettacolo della terra che si allontana lentamente.
Oltre ai romanzi di Clarke, l'Elevatore Spaziale viene menzionato in molti altri romanzi di fantascienza; La Trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson, Ascensore per la luna di David Gerrold, The web between the worlds di Charles Sheffield, Limit di Frank Schätzing, Morire per vivere di John Scalzi (anche se viene solo menzionato). L’ascensore è presente in qualche videogioco come Halo e Mass effect.
Chi sviluppa oggi seriamente la possibilità di ottenere una tecnologia del genere? La Nasa e qualche azienda privata, ma siamo ancora molto lontani. Sul web si parla di quando possa essere costruito e le stime dicono 100-150 anni: peccato, mi piaceva l'idea di prendere questo ascensore per lo spazio.

Antonello Perego



Immagine © Seamartini Graphics - Fotolia

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