martedì 8 luglio 2014

I romanzi post-apocalittici nella fantascienza

Come fan della fantascienza apprezzo molto il genere post-apocalittco catastrofico. Situazioni in cui una manciata di uomini cercano di sopravvivere dopo un olocausto, guerre nucleari, pandemie o comunque dopo un cataclisma che ha spazzato via quasi tutta l'umanità.
Non voglio eviscerare il tema ma semplicemente fare un elenco dei romanzi più significativi, che ho letto, che mi sono piaciuti e che rivestono un particolare rilievo nella fantascienza.
Di questo genere mi piacciono molto i romanzi di J. G. Ballard; sono i primi romanzi che ha scritto e fanno parte di una serie di romanzi legati a disastri naturali associati agli elementi naturali:

Aria, Vento dal nulla
Acqua, Deserto d’acqua
Fuoco, Terra Bruciata
Terra, Foresta di cristallo


Vento dal nulla (The Wind From Nowhere – 1961). La Terra è spazzata da un vento che viaggia a molti chilometri orari in modo persistente, immaginate come dei sopravvissuti possono resistere a una tempesta di dimensioni globale. I sopravvissuti cercano di costruire un edificio piramidale che possa resistere alla tormenta. Romanzo breve ma intenso, l’autore descrive più che bene lo scenario e gli effetti devastanti del vento.





Deserto d'acqua (The dronwned world – 1963). La fantascienza da sempre narra dei problemi dell’uomo, in questo caso si parla del riscaldamento globale ma nel 1963 (anno di pubblicazione del romanzo) non era tema conosciuto. L’Europa è sommersa da metri d’acqua, i protagonisti si aggirano in un clima tropicale con insetti enormi e rettili, una laguna piena di riflessi e paesaggi onirici.




Terra Bruciata (The burning world – 1964). Il disastro in questo caso è una siccità globale e devastante, vista dagli occhi del protagonista, che segue passo passo il proseguire della siccità. Un romanzo “on the road” visto che il protagonista e una manciata di sopravvissuti si recano verso il mare in un ambiente arido fino al successivo ritorno alla città di origine.




Foresta di cristallo (The crystal world – 1966). Il romanzo narra del viaggio del protagonista, Edward Sanders, per risalire il fiume Matarre in Camerun, per ricongiungersi con i suoi amici a Mount Royal, assieme al proprietario della barca, un prete e una giovane giornalista francese. Durante il viaggio scoprono una mutazione della flora e fauna dove le parti infettate sono ricoperte di concrezioni cristalline. Gli uomini ricoperti di cristalli sembrano immersi in stasi temporale. A metà del viaggio incontrano uno scienziato che studia il fenomeno, il quale è comparso anche in altre parti del mondo. Alcuni viaggiatori, tra cui il protagonista, raggiungono infine Mount Royal e gli amici di Sanders, medici del lebbrosario di Mount Royal che sono infetti del male che stanno curando, alcuni di loro si lasciano infettare dai cristalli di buon grado.
Qualcuno pensa che sia il migliore dei quattro romanzi, ma io devo ancora leggerlo, al momento non saprei fare una classifica, per ora prediligo Deserto d’acqua.

Ci sono due romanzi catastrofici che sono l'antitesi uno dell'altro.
Morte dell'erba (The death of grass - 1956) di John Christopher; un virus, il “chung-li”, distrugge completamente le vegetazione, l’erba e le graminacee, per sopravvivere il protagonista deve fuggire dalla città cercando di raggiungere una valle proteggendo la famiglia da predoni e saccheggiatori.
La risposta a questo romanzo la dà l’autore Ward Moore con Più verde del previsto (Greener than you think – 1981) dove il protagonista, un venditore porta a porta, fa provare un fertilizzante a un suo cliente, il fertilizzante funziona anche troppo, invadendo in pochi giorni i giardini vicini, paesi e città. L’invasione del verde continua, vista con gli occhi del protagonista, persona molto cinica che vede nel disastro possibilità di profitto. Il protagonista si rifugia in Inghilterra, ultimo baluardo contro il verde.


Lo scrittore John Cristopher scrive anche un altro romanzo post apocalittico: Una ruga sulla terra (A wrinkle in the skin - 1965), dove il disastro in questo caso è di natura sismica, la storia inizia dopo un terremoto di proporzione biblica, mari prosciugati, nuove montagne innalzate, nuovi continenti e ovviamente tecnologia azzerata, i pochi sopravvissuti devono procacciarsi cibo, riparo e soprattutto difendersi dagli altri.




Apparso su Cosmo Oro, La terra sull’abisso (Earth abides – 1949) romanzo di riferimento per il genere post-apocalittico, visto che è stato scritto nel 1949. Un classico dove il protagonista vaga per la terra desolata in cerca di sopravvissuti e di cibo. A spazzare via la quasi totalità dell’umanità è un virus, i scarsi superstiti che si trovano soli, a differenza di molte altre storie, devono solo procacciarsi il cibo e riparo dalle intemperie. Il motivo trainante del romanzo è dovuto non tanto all'immediata sopravvivenza della specie o dei pochissimi sopravvissuti rimasti ma nel non far cadere questi in una barbarie che potrebbe durare millenni, infatti il protagonista, che trova altri disperati come lui e formano una comunità, cerca in tutti i modi di prevenire questa eventualità, insegnando ai figli e nipoti come usare arco e frecce, armi, creare strumenti, pozzi e cosi via.



Un romanzo che si svolge molto dopo la catastrofe, in questo caso una guerra planetaria tremenda, dove i superstiti si raccolgono in villaggi o fortezze per difendersi da predoni, è Il simbolo della rinascita (The postman – 1985 – Premio Locus). Il protagonista trova una divisa da postino con tanto di borsa portalettere e pensa di ottenere riparo e cibo con la scusa di consegnare la posta, effettivamente ci riesce ma il suo escamotage però lo porta a consegnare nuove lettere di villaggio in villaggio e col tempo diventa un simbolo di unione, riaffermando il Servizio Postale grazie anche a dei giovani che vogliono seguire la sua strada. Il postino dovrà scontrarsi con chi non gradisce questo simbolo di unione tra i villaggi.
Questo tema non è nuovo nella fantascienza, vi ci sono cimentati anche scrittori famosi come Mary Shelley con L'ultimo uomo (1826), M. P. Shiel con La nube purpurea (1901) e Jack London con Il morbo scarlatto (1912), oltre a tanti altri.

Ovviamente la fantascienza apocalittica è un genere che si trova in abbondanza, questi che ho menzionato sono quelli che più mi hanno colpito ma ce ne sono tantissimi altri, non mi sono dimenticato di romanzi come Io sono leggenda di Richard Matheson o Cronache del dopobomba di P. K. Dick, oppure del recente Metro 2033 di  Dmitry Gluchowsky da cui è scaturito l’universo Metro 2033 dove si è cimentato anche il bravissimo Tullio Avoledo con Le radici del cielo e La crociata dei bambini. Penso di fare un secondo post approfondendo il tema aggiungendo anche questi romanzi.

9 commenti:

  1. Post interessante. Grazie per le segnalazioni. Non conoscevo Più verde del previsto e intendo leggerlo al più presto.

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  2. post interessante che necessita di almeno una precisazione: ward moore è morto nel 1978, va bene essere autori di fantascienza, ma pubblicare tre anni dopo la morte... (più verde del previsto, 1947)...
    si potrebbero aggiungere milioni di altri romanzi,
    per vero affetto cito:
    il giorno dei trifidi
    tutti a zanzibar
    un cantico per leibowiz

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  3. Grazie per le segnalazioni e mi scuso per gli errori, di cui mi assumo tutta la colpa.
    Ma soprattutto grazie per i suggerimenti.
    Anzi se ne avete altri, mi fa piacere.

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  4. Foresta di cristallo - non so se possa essere definito il più bello, ma il più 'inaspettato' si. Ti aspetti un ordinario quarto elemento e invece ti ritrovi a meditare sulla vita, lo spazio e il tempo. Si, forse in fondo è il più bello ...

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    1. Se ha suscitato in te quelle sensazioni, non c'è altro da aggiungere.

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  5. Quando ho letto Morte dell'erba avevo circa 13 anni e lo ricordo ancora come fosse ieri A quel tempo dissero che questo libro,in America avesse fatto aumentare la vendita delle armi!

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    1. Come disse qualcuno, è la vita che imita l'arte!

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