giovedì 17 luglio 2014

In viaggio con Doctor Who - (1x01) Rose: L'inizio del viaggio

Nel 2005 torna sullo schermo Doctor Who, una tra le più longeve serie tv di tutti i tempi, ormai un cult tra gli amanti della fantascienza. Ne è stata fatta di strada dal 1963, ma il Dottore e le sue avventure non smettono di rinnovarsi, di incantare, di trasmettere emozioni.

E forse è questa la più grande impresa del Dottore.

Questo nuovo viaggio si apre, ovviamente, sulla Londra contemporanea. Sono le sette e trenta del mattino, una sveglia suona, una ragazza bionda si alza e si prepara ad affrontare la giornata. È Rose Tyler, diciannove anni, commessa in un negozio di vestiti, una madre egocentrica e un fidanzato. Una vita normale, una ragazza normale.

E poi tutto cambia. Scende la sera su Londra, e Rose, sola nei magazzini del negozio, vede la propria vita cambiarle davanti agli occhi. I manichini cominciano a muoversi, e ha inizio la corsa.

Chiusa in un angolo e apparentemente senza speranze, Rose sente qualcuno afferrarle la mano. È un uomo con la giacca di pelle. Ha gli occhi azzurri, e tutto ciò che le dice è “Corri”. Facciamo così la conoscenza di Nine, la nona rigenerazione del Dottore. Piomba nelle nostre vite di colpo, senza chiedere il permesso, senza scusarsi. In quel momento, gli spettatori e Rose sono identici: sanno che è lui, è lui l'uomo che stavano aspettando, ma non hanno la minima idea di chi sia lui. Lo scambio di battute che segue contribuisce a renderlo più alieno: “Wilson è morto”. Ci troviamo davanti ad un Dottore freddo e noncurante, a cui non importa delle persone. I fan di vecchia data stentano a riconoscerlo, e i neofiti percepiscono un profondo senso di straniamento a cui non riescono a dare una spiegazione. Anche Rose, stordita, sconvolta e irritata dal comportamento del Dottore, segue il suo consiglio e fugge, lasciandolo solo ad affrontare i manichini.

Torna a casa, ma niente è come prima: come potrebbe esserlo, d'altronde? E se c'è una cosa di cui si può essere sicuri, è della tenacia di Rose Tyler. Per questo, quando la mattina seguente il Dottore si presenta alla sua porta, Rose lo trascina all'interno per pretendere spiegazioni; ma il Dottore non la ascolta minimamente, non è interessato a lei, è sfuggente e a volte anche scortese.

Segue un lungo piano sequenza, in cui l'attenzione dello spettatore è concentrata sul dialogo tra Rose e il Dottore. Oltrepassando il velo delle parole, che pure è importante, si nota ancora una volta l'atteggiamento di Nine: sorride molto, in modo quasi infantile, ma risponde in modo evasivo. Dalle sue parole traspare un lieve disprezzo per gli umani, ma ad un esame più attento si intravede la sua profonda solitudine, e la malcelata soddisfazione nel vedere che Rose lo ascolta.

Ma tu... chi sei veramente?”
“Cercherò di spiegartelo. Tu sai che la Terra gira. Quando sei piccolo, e ti dicono che la terra gira, stenti a crederci. Io riesco a sentirla. Sento il movimento. Il terreno che abbiamo sotto i nostri piedi gira a migliaia di miglia l'ora, l'intero pianeta ruota intorno al Sole alla velocità di 67.000 miglia l'ora, ed io riesco a sentirlo. Stiamo cadendo attraverso lo spazio, noi due! Attaccati alla superficie di questo minuscolo pianeta, e se lasciamo la presa... Hai capito chi sono? E ora scordati di me, Rose Tyler.”

Ma Rose non può dimenticare, Rose non si arrende mai. Basta una ricerca su Internet per scoprire che il Dottore è ovunque, in luoghi diversi, in tempi diversi. Fioriscono teorie cospiratorie su di lui, in molti sono sulle tracce del mito. Si comincia ad intuire il profondo dualismo che sta alla base di tutte le storie del Dottore: non puoi avere lui senza avere dei dèmoni. Senza avere bisogno di essere salvato, in qualche modo. D'altra parte, ovunque lui vada si porta la tempesta al seguito, e la Morte come compagna.

Questa puntata, come d'altra parte un po' tutta la prima stagione, risente fortemente dello stile tipico degli anni Novanta. Gli effetti speciali non sono pregevoli (bisogna comunque ricordare che si tratta di una serie tv dei primi anni Duemila, con un budget non certo stellare), ma in questo si può riconoscere uno dei pregi della serie: la trama tiene incollati allo schermo, la storia è capace di comunicare e conquistare, nonostante tutto. E poi, ammettiamolo, con tutti questi effetti speciali in CGI degli ultimi anni, un po' di sano artigianato è un piacevole diversivo.

La puntata riesce a combinare in perfetto equilibrio la tensione drammatica e quella comica: dal primo memorabile scambio di battute tra Jackie - la madre di Rose - e il Dottore, al primo ingresso di Rose nel Tardis (Time and Relative Dimension in Space, la famosa cabina blu con cui il Dottore viaggia nel tempo e nello spazio) la capacità di non eccedere in un senso o nell'altro è ammirevole.

Da un punto di vista di descrizione dei personaggi, è interessante notare alcuni aspetti del Dottore. Nonostante la sua sopracitata indifferenza nei confronti degli umani, è sempre pronto a dare una possibilità agli “alieni”: “Non sono qui per ucciderla. Devo darle una possibilità.” E' uno dei messaggi più forti dell'intera serie: il Dottore ci vede tutti uguali, per lui non ci sono differenze razziali. Ma nonostante tutto, bisogna considerare che Nine ha viaggiato per molto tempo da solo, e ha perso il contatto con l'umanità: è ormai abituato a lavorare per conto suo, non ha fiducia nel prossimo. Nonostante la sua spavalderia, è solo e disperato. E il Dottore ha bisogno di qualcuno al suo fianco. È commovente lo sguardo che rivolge a Rose, uno sguardo muto e quasi ignorato, da cui l'attento osservatore può capire che il Dottore ha cambiato idea su di lei. È un mutamento lieve, un percorso che è appena all'inizio, ma che promette bene.

E, per concludere, si dovrebbero spendere due parole sulla proposta del Dottore a Rose.

Oppure potresti... Che so, venire con me.” Quell'esitazione potrebbe essere scambiata per reticenza, quando in realtà è tutt'altro. È timore di essere rifiutato. Ora che Nine ha riscoperto il gusto di avere qualcuno al suo fianco, ha paura che quel qualcuno possa abbandonarlo. Un'esitazione, una partenza, un ritorno, apparentemente pochi secondi dopo. Ma chissà quanto ha viaggiato, il Dottore, dal momento in cui ha lasciato Rose nel vicolo al momento in cui è tornato. Per noi, per lei, sono passati pochi secondi. Ma il Tardis viaggia nel tempo, oltre che nello spazio. E chissà quanto ha vagato il Dottore, pensando a Rose, aspettando Rose. Chissà quanto.

In conclusione, con questa prima puntata il Dottore ci prende per mano. Sta a noi decidere se metterci a correre oppure no.

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