lunedì 7 luglio 2014

Masters of Horror: Panico sulla montagna


"Masters of Horror" nasce da un'idea di Mick Garris e consiste di due stagioni da tredici episodi, ciascuno dei quali è diretto da registi horror che si sono già fatti un nome. Ogni puntata è una storia a sé con un inizio e una fine precisi. Il primo episodio si intitola "Panico sulla Montagna" ("Incident on and off the Mountain Road") ed è tratto da un racconto di Joe R. Lansdale, mentre la regia e la musica sono rispettivamente di Don Coscarelli e Chris Stone.
I personaggi della prima puntata sono pochi e ognuno ha caratteristiche definite. Si va dallo scimmione di Frankesteiniana memoria alla inconsueta coppia di amanti, fino al vecchio strambo che aggiunge un tocco di ironia a una storia che avrebbe rischiato di cadere nella pesantezza. L'anziano signore condivide con la ragazza protagonista un momento di estrema pericolosità eppure, malgrado ciò, si comporta con disinvoltura e dice frasi che sarebbero scambiate per battute ironiche se l'atteggiamento dell'uomo non fosse dovuto alla sua demenza. Invece l'ironia che si cela dietro il personaggio, cioè quella del regista, è lampante. Per quanto riguarda il gorilla grosso, pallido e dalla testa glabra, che emette versi come un animale, è un personaggio stereotipato che si vede negli schermi sin dall'alba dei tempi, eterno simbolo della violenza cieca e incontrollata.
"Panico sulla Montagna" è incentrato sull'intramontabile lotta tra bene e male, o meglio sull'equilibro tra gli stessi, che giostrerebbe il mondo così come regolerebbe i comportamenti individuali. A tale riguardo ogni personaggio della prima puntata mostrerà di avere sia un lato benevolo che un lato oscuro, e quest'ultimo, nella morale dell'episodio in esame, è indispensabile per difendersi dal male. Come ci insegna la storia del cinema e della letteratura horror, una volta fatto uscire il lato oscuro dalla profondità del proprio essere i protagonisti dovranno prestare attenzione a non fare la fine del Dr. Jekyll.
La prima puntata di "Masters of Horror" intrattiene il pubblico abbastanza bene, coi suoi momenti erotici (diretti o indiretti) e splatter, le sue stranezze, l'atmosfera adeguatamente cupa (quasi sempre piove ed è notte), i suoi colpetti di scena, il suo ritmo veloce, la sua sintesi. La prima puntata della serie è tutto sommato una buona visione. Lo è di meno per chi nell'horror cerca anche e soprattutto l'evasione dalla realtà, la fantasia che non ti aspetti, le mostruosità dell'immaginazione, le atmosfere aliene e stranianti, la paura verso l'ignoto, la carica letteraria (intesa come influenza poetica della letteratura horror nei confronti del cinema).

"Panico sulla Montagna" è un horror basato sulla morte e la violenza, pressoché privo di elementi fantastici, e dunque praticamente un thriller dai risvolti macabri, che non annoia ma neanche diverte granché, che non lascia del tutto indifferenti ma nemmeno colpisce più di tanto, eppure la visione non è sconsigliata perché ci sono alcuni elementi da prendere e mettere in tasca facendone tesoro.

Flavio Alunni

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