giovedì 31 luglio 2014

Sì, Oscuro Signore!: gioco di carte, gioco di fantasia

Le carte possono essere un gioco intelligente e creativo. Un concetto espresso parecchi anni fa da Italo Calvino con Il castello dei destini incrociati. Nel libro del noto scrittore italiano, in un castello immerso nel cuore della foresta si riuniscono alcuni individui amanti della fantasia per giocare con le carte dei tarocchi. Il primo giocatore estrae le carte dal mazzo e le mette in fila una dietro l'altra, immaginando una storia attraverso le figure messe in serie.

"Sì, Oscuro Signore" è un gioco di carte dello stesso tipo. Cambiano solo le regole. Tirando ciascuno un dado da venti facce, uno di quelli che si usano per Dangeons & Dragons, si decide chi deve essere l'Oscuro Signore (detto anche Rigor Mortis) della partita, cioè colui o colei che dirige i giochi. Gli altri partecipanti interpretano il ruolo dei sui scagnozzi. 

Immaginando di essere alla fine di una storia fantasy, in cui il bene ha trionfato sul male, il Rigor Mortis inventa la natura della missione fallita dai suoi servi e loro, usando le carte pescate come spunto, devono inventare una scusa per il loro fallimento accusando i malvagi colleghi. 

Gli spunti usati per inventare le bugie sono le figure pescate nelle carte spunto (figura 1), che vengono ripescate a ogni turno.


Figura 1. Carte spunto
Per accusare gli altri giocatori, devono essere usate le carte azione (figura 2), che non possono essere ripescate salvo in casi particolari. 


Figura 2. Carte azione

Quando la storia raccontata da un giocatore non convince l'Oscuro Signore, questo gli consegna una carta occhiataccia (figura 3).

I partecipanti posso accumulare fino a tre occhiatacce, rappresentanti il volto del Rigor Mortis progressivamente ingrandito e minaccioso. Alla terza occhiataccia, salvo eventuali atti magnanimi seguiti a una supplica del servo inetto, scatta l'eliminazione. 


Figura 3. Carte occhiataccia

Quando, secondo le regole che prevedono possibili ancore di salvezza, un partecipante risulta eliminato, cioè giustiziato come capro espiatorio, la partita finisce.

Il gioco può essere più o meno spassoso in base alla creatività messa in campo dai giocatori nell'inventare le storie. Anche coloro che si ritengono ingiustamente poco fantasiosi possono scoprire, grazie a questo gioco, di avere immaginazione da vendere.

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Ho dimenticato di dire che ha vinto il premio come miglior gioco di carte del Lucca Comics & Games 2005. Comunque sì, una grandissima figata.

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