venerdì 1 agosto 2014

In viaggio con Doctor Who: (1x06) Dalek

Tra le puntate viste fino a adesso, questa rappresenta il punto di svolta nello sviluppo del personaggio del Dottore. Fino a adesso avevamo conosciuto solo una parte del suo carattere, quella sempre allegra ed entusiasta: con questa puntata, invece, veniamo catapultati indietro nella Guerra del Tempo, nel lato più oscuro del cuore del Dottore.
Un misterioso segnale devia la traiettoria del Tardis, e Rose e il Dottore si ritrovano nello Utah, anno 2012, in un museo sotterraneo pieno di reperti alieni; il segnale è un'accorata richiesta di aiuto. C'è qualcosa di vivo, lì sotto.
Il museo è proprietà privata del signor Van Statten, riccone americano che possiede Internet, governa il paese da dietro le quinte e ha come hobby il collezionismo alieno. Il Dottore e Rose vengono prelevati dalla sicurezza e portati nello studio di Van Statten, che subito capisce che Nine è un esperto del settore. Tronfio e vanesio, Van Statten rivela ai due la verità: nel suo museo c'è un esemplare vivo, il gioiello della sua collezione, chiamato Metaltron. L'uomo e il Dottore si dirigono verso la stanza dove è rinchiuso l'alieno, mentre Rose viene lasciata alle cure di Adam – un dipendente di Van Statten, genio della tecnologia – nello studio del ragazzo, pieno di cianfrusaglie raccattate in varie aste private.
L'unico obiettivo di Van Statten è che il Metaltron parli; il Dottore, invece, vuole solo aiutarlo. Ma basta una parola, e tutto cambia.
Sterminare!”
L'espressione di Nine cambia completamente in un modo che gli spettatori prima non avevano mai visto. La sensazione di straniamento è forte, e per la prima volta in questa nuova stagione il Dottore fa veramente paura.
Perché il Metaltron non è un alieno qualsiasi. È un Dalek.
I nuovi spettatori sanno molto poco della Guerra del Tempo. Non sanno cosa sia un Dalek, né capiscono appieno perché la cosa sconvolga tanto il Dottore. Eppure sanno che è importante. È importante perché il Dottore è veramente furioso, è fuori di sé, è crudele e vendicativo. Non appena capisce che il Dalek è disarmato, lo aggredisce con una rabbia di cui non lo avremmo creduto capace. Arriva a vantarsi di aver sterminato l'intera razza Dalek nella Guerra del Tempo.
Ad un occhio attento, basta guardare il radicale cambiamento del Dottore per arrivare ad intuire, se non a comprendere, la reale portata di quella che è stata l'ultima Guerra del Tempo, e ciò che ha comportato per lui. Non serve conoscerne i dettagli – che verranno con il tempo e con l'avanzare delle stagioni, e comunque mai completi, mai raccontati volentieri – per capire che si tratta di un evento fondamentale per lo sviluppo del carattere del Dottore; soprattutto per Nine, che è la rigenerazione più vicina ad essa. Per lui, la Guerra è stata combattuta l'altroieri. Ma per noi che corriamo con lui, la Time War è una leggenda, e in quanto tale è ammantata di mistero e di dolore.
Tu... hai ucciso tutta la mia specie?
“Non ho avuto scelta.”
“E... che ne è stato dei Signori del Tempo?”
...Morti. Bruciati con voi. Nell'ultima Guerra del Tempo, hanno perso tutti.”
In fondo, si nota un legame tra il Dottore e il Dalek che va oltre l'odio che provano l'uno per l'altro: in realtà, i due sono molto simili. Sono entrambi gli ultimi della loro specie. Molte cose che dice il Dalek, in realtà potrebbe benissimo dirle il Dottore. Sono rimasti soli nell'universo, sono continuamente tormentati dagli incubi e dai fantasmi; hanno visto orrori indicibili, e due potenze, due civiltà praticamente onnipotenti farsi a pezzi l'una con l'altra nel conflitto più grande che sia mai esistito, che ha messo a rischio la realtà stessa.
Folle di rabbia, il Dottore arriva a torturare il Dalek; Van Statten interviene e ordina che venga portato via. Ha sentito tutto, e adesso sa che anche Nine non è umano: la sua collezione ha appena guadagnato un altro alieno vivo.
Nel frattempo, nello studio di Adam, Rose chiede al ragazzo informazioni sul Metaltron; da bravo genio della tecnologia, Adam ha un collegamento video con la stanza in cui è rinchiuso, e tramite esso i due vedono un dipendente di Van Statten torturare l'alieno per farlo parlare. Rose non è disposta a tollerarlo: è buona e gentile, e la vicinanza con il Dottore le ha insegnato ad agire in un determinato modo di fronte alle ingiustizie. È impietosita, e vuole aiutarlo – non ha idea di cosa sia successo nella Guerra, tra i Dalek e il Dottore. Corre ad aiutarlo, incurante degli avvertimenti di Adam e degli altri inservienti.
Tu... hai paura di me?”
No.”
“Io sto per morire. Io non ho paura della morte, e... sono felice... perché prima di morire, ho incontrato un umano che non ha paura di me.”
Rose prova una pena profonda per il Dalek, e nel tentativo di confortarlo arriva a toccarlo: è un grosso errore. Il materiale genetico di un viaggiatore del tempo contiene un'energia sufficiente a rigenerare il Dalek quasi completamente. Ora è integro, funzionante e libero, e nessuno – né nel museo, né sul pianeta – è più al sicuro. E si sa che le cose cominciano a farsi serie quando il Dottore chiede dove si trovano le armi aliene.
La colonna portante dell'intera puntata è a tutti gli effetti il rapporto conflittuale e necessario tra il Dalek e il Dottore: all'inizio c'è solo l'odio, sono messe in evidenza le differenze, si intuisce tutto il sangue e tutti gli orrori che dividono le due specie con un baratro invalicabile. Ma poi, andando avanti con la puntata, il rapporto cambia. Cambia il Dalek, perché con il suo DNA Rose non gli ha passato solo il proprio codice genetico, ma anche parte della sua umanità. Il Dalek diventa sempre più umano, mentre è il Dottore la vera sorpresa: più va avanti, più diventa simile al Dalek. Non esiterebbe a sparare, se ne avesse la possibilità, sterminando una volta per tutte la specie che ha distrutto il suo pianeta. E, paradossalmente, è proprio il Dalek a riportarlo indietro, a renderlo di nuovo il Dottore che stiamo imparando a conoscere e ad amare.
A che cosa ti servono le emozioni se al momento giusto non salvi la donna che ami, Dottore?”
Alla fine, non c'è quasi più differenza tra i due. Seguendo un modello tacito ed implicito riscontrabile in molte storie, soprattutto nei fumetti, tra eroe e villain c'è un legame profondo e indissolubile: nessuno dei due sarebbe lo stesso, senza l'altro. E la fondamentale differenza tra i due sta nel punto di vista che si sceglie di seguire, perché in fondo un villain non è che una vittima la cui storia non è stata raccontata.
In conclusione, la Guerra del Tempo è il fantasma più buio con cui Nine combatte quotidianamente: è dolce e gentile proprio perché la sua vicinanza a quell'evento disastroso lo spinge, per contrasto, a cercare la vita in tutto ciò che vede. Nine è per certi versi la rigenerazione più vicina alle sue emozioni, colui che le sente con più violenza e non ne è spaventato. È capace dell'entusiasmo più infantile così come della rabbia più assoluta, e i questa puntata vediamo il primo accenno del suo lato oscuro. Il Dottore dà per la prima volta una prova di quanto sia un personaggio completo e complesso, e ci viene offerto un assaggio del suo passato buio e doloroso.
Oh, Rose... Sono tutti morti.”
E noi? Perché siamo sopravvissuti?”
Una domanda a cui il Dottore non sa dare una risposta, non ancora. E forse non vuole, né vorrà mai.


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