giovedì 25 settembre 2014

Citazioni fantascienza #2

"La fantascienza è un genere di evasione da cui non si evade. Ti proietta lontano, ma dove approdi ritrovi i problemi che avevi sperato di lasciarti alle spalle. Il lieto fine non è garantito, l'inquietudine è in ogni pagina". [Valerio Evangelisti]

Ho letto questo bellissimo commento nella quarta di copertina del volume n. 16 della collana Le Grandi Storie della Fantascienza edita da Bompiani. Per inciso, ogni numero dell'ultimo formato della collana riporta una breve delucidazione dello scrittore bolognese. 
Tra i commenti che appaiono nei ventuno volumi tradotti in italiano (la collana originale di Asimov arriva fino al n. 25) ho scelto proprio questa perché la ritengo quella maggiormente sintetica e significativa.
Prima di vedere cosa rende la fantascienza distinguibile dagli altri generi vorrei prenderla un po' alla larga, partendo cioè da quelle qualità che accomunano la science fiction con gli altri filoni del fantastico.
L'intero genere fantastico può essere visto come una formidabile fonte di evasione. 
I libri che contengono opere di narrativa fantastica possono risultare pericolosi agli occhi di chi non legge un certo tipo di storie. Certuni preferiscono mantenersi ben avvinghiati alla realtà perché hanno paura di perdersi in un modo di fantasia che viene visto come sinonimo di pazzia, quindi temono di perdere il senno, di veder scomparire il terreno sotto i loro piedi. In altre parole, di perdere definitivamente il contatto con la realtà, tratto distintivo delle persone pazze. Questo vale sia per i lettori che per gli scrittori. 
Ma chi sono, veramente, i pazzi? Sono forse io, che scrivo venti righe intorno a una citazione di tre? Dipende dai punti di vista. 
La narrativa fantastica utilizza gli elementi che compongono il mondo reale mescolandoli e rimescolandoli fino a costruire una realtà nuova nell'immaginario singolo e collettivo. Il fantastico insegna a manipolare i componenti della realtà per costruirne un'altra. E' un gioco che fa da palestra per l'immaginazione, che potrà poi servire per applicazioni di vario genere, artistiche ma soprattutto scientifiche. Gianni Rodari spiega egregiamente, nel suo Grammatica della Fantasia, il ruolo chiave che l'educazione alla fantasia può giocare nella crescita dei bambini.
Il fantastico è anche la migliore forma di espressione dell'inconscio.
Ed è irrazionale perché noi siamo, del tutto o in parte, a seconda dei casi, irrazionali.
E' pur vero che ormai la divisione del fantastico in tanti generi differenti è un discorso che sta sempre meno in piedi con il passare degli anni. Si tende più a racchiudere tutto in un unico genere, se non altro perché quando si cerca di definire i limiti del fantasy piuttosto che dell'horror o del weird ci si accorge che non esiste nessuna definizione che identifichi univocamente un genere letterario.
La science fiction riesce a far evadere il lettore come e più del fantasy, eppure finisce quasi sempre col mostrare la realtà sotto un punto di vista inaspettato. Parlando di epoche future, mostra dove il presente potrà condurre se portato all'esasperazione. Parlando al passato, in seguito a viaggi nel tempo, ti spiega che non siamo poi tanto diversi da duecento anni fa solo perché abbiamo le automobili e gli aerei, il computer e la televisione. L'ucronia, da parte sua, insegna che le scelte di oggi possono cambiare le sorti del domani, che a partire da un dato presente possono verificarsi una serie infinita di domani; dipende tutto da noi e dal caso, che sul presente agisce in maniera non trascurabile.
Un tratto distintivo della fantascienza rispetto agli altri generi del fantastico è spiegato appunto nella frase che viene citata all'inizio di questo articolo. Insomma, come dice appunto Valerio Evangelisti, la fantascienza, magari non tutta, magari solo quella sociologica, ma comunque buona parte della fantascienza, permette inizialmente di evadere dalla realtà salvo poi rispedirla al mittente sotto un'aspetto non di rado terrificante.

Flavio Alunni

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