lunedì 1 settembre 2014

In viaggio con Doctor Who: (1x07) La lunga partita

Al termine della puntata precedente, avevamo lasciato il Dottore e Rose in partenza dal museo con Adam come new entry del gruppo. Il Tardis atterra nell'anno 200.000, in quello che il Dottore riconosce come il quarto Grande e Munifico Impero Umano. Sono su una stazione spaziale, e da lì i tre viaggiatori possono vedere il pianeta Terra al suo apice.

Il Dottore accetta la presenza di Adam, ma non ne è particolarmente contento: ha accettato di portarselo dietro solo per fare un favore a Rose, ma non vede l'ora di toglierselo di torno. Si allontana per fare un giro, lasciando i due ragazzi insieme per una sorta di “primo appuntamento”, ma è evidente che la cosa gli dà fastidio.
Una volta da solo, il Dottore avvicina due donne e scopre così che quella stazione spaziale viene chiamata Satellite 5, ed è un enorme centro di diffusione delle notizie: è da lì che partono tutte le notizie dell'Impero, è un enorme centro di potere, governato dai misteriosi dirigenti del Piano 500.

Nel frattempo Adam è spaesato, e Rose si ritrova per la prima volta a dover aiutare un ragazzo che ha preso il suo posto come ultimo arrivato nel gruppo; in fondo Rose è gentile, e sa fin troppo bene come ci si sente ad essere catapultati migliaia di anni nel futuro e sradicati dal proprio contesto in modo così improvviso.
Una volta riuniti, i tre si spacciano per dirigenti del Piano 500 e assistono ad uno dei processi per la raccolta delle informazioni, e arriva lo shock: i computer sono le persone, il cervello dei giornalisti funziona come un processore, e le informazioni vengono impacchettate e distribuite grazie a questa tecnologia incredibile, ma profondamente sbagliata. C'è qualcosa di marcio nell'Impero, qualcosa che guida la razza umana e sta cambiando la storia. Qualcosa di malvagio, annidato e nascosto proprio al Piano 500.

Volendo focalizzarsi ancora una volta sui personaggi, è interessante notare le interazioni tra Rose e il Dottore, la cui relazione ormai va stabilizzandosi sempre di più, e un nuovo arrivo invadente e diverso come Adam. Il ragazzo è furbo e ambizioso: ha capito che Rose non è realmente interessata a lui, e che lui non può neanche sperare di competere con il Dottore.
Tu vuoi stare con lui. Ci vorrà un uomo migliore di me per mettersi fra voi due.”
Una volta accettato questo, Adam decide di agire per proprio conto personale: è giovane e geniale, ma è anche ambizioso e spaesato; non ha la buona fede di Rose, né la sua fiducia nel Dottore. Semplicemente, è un ragazzo normale che vede l'occasione di potersi arricchire nel suo tempo sfruttando la tecnologia del futuro, e la coglie al volo senza preoccuparsi delle conseguenze. Rose non riesce a vedere questo suo lato opportunista fino a quando non diventa palese, mentre il Dottore ha un sesto senso per queste cose e diffida di lui già dall'inizio: prima come un possibile rivale, poi come la possibile rovina per lui e Rose.

Il tema centrale dell'intera puntata è tremendamente attuale, contestualizzabile in ogni tempo possibile: chi controlla le notizie e i media controlla le masse. Per la prima volta da quando corriamo in questa nuova era del Dottore, ci troviamo ad affrontare una distopia profonda, un ambiente ricco di atmosfere cupe e luci pacchiane, con un'atmosfera ideologica che ricorda in modo preoccupante 1984 di Orwell.
Al Piano 500 le pareti sono fatte d'oro” ripetono i giornalisti in modo quasi ossessivo. Basta così poco per rendere gli umani ciechi, avidi, egoisti ed ambiziosi. Più che l'oscura minaccia che si annida in cima al Satellite 5, è preoccupante la bassezza degli umani che ci viene sbattuta in faccia in un modo che non è possibile ignorare.
E' quasi tutta una questione di ENFASI. La parola giusta nella trasmissione giusta, ripetuta abbastanza spesso, può destabilizzare un'economia. Creare un nemico. Cambiare un voto.” In un modo sottile e intelligente, gli autori ci dicono che il controllo che i media hanno sulle persone è un argomento delicato, terrificante ed importantissimo che fin troppo spesso viene taciuto ed ignorato. Così come l'idea che l'umanità di fatto non sia che bestiame, una coscienza collettiva priva di qualsiasi tipo di individualità, influenzabile e modellabile fino all'inverosimile. Un ritratto davvero poco lusinghiero, e chissà quanto realistico.
Ma il Dottore ci insegna che c'è sempre speranza. In ogni momento, questo pazzo alieno in una cabina blu ci mostra che non è così, non deve essere così, c'è sempre la possibilità che le cose cambino. Ogni persona è importante. E ogni individuo, per quanto piccolo e insignificante creda di essere, ha in sé il potenziale per cambiare il proprio destino e la storia intera.


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...