lunedì 8 settembre 2014

In viaggio con Doctor Who: (1x09-10) Il bambino vuoto

Ritroviamo il Dottore e Rose in viaggio su un Tardis più traballante e rumoroso che mai, all'inseguimento di uno strano oggetto che precipita attraverso il tempo e lo spazio e punta, strano a dirsi, proprio sulla Terra: agganciandosi al suo segnale, i due si ritrovano nella Londra del 1941, assediata dai bombardamenti tedeschi.
Trovare un misterioso oggetto caduto dal cielo durante il blitz su Londra non è esattamente una passeggiata; ma mentre il Dottore indaga, Rose si allontana seguendo un bambino con una maschera antigas che sembra essersi perso, e chiama insistentemente la mamma. Cercando di aiutarlo, la ragazza si ritrova a fluttuare nel cielo di Londra appesa ad un pallone aerostatico di sbarramento, con indosso una maglietta che mostra orgogliosamente la stampa della bandiera britannica. Come si suol dire, una situazione davvero poco simpatica.

Il telefono del Tardis si mette a squillare, ma non dovrebbe. Non è collegato a niente, non è un vero telefono. Cercando di svelare questo ennesimo mistero, il Dottore incontra una ragazza pallida che lo mette in guardia, suggerendogli di non rispondere, e svanisce nel nulla. Nine la segue, incuriosito e alla ricerca di spiegazioni, e scopre che la ragazza, Nancy, si prende cura degli orfani di guerra: durante gli allarmi per le bombe, quando i benestanti sono costretti a lasciare le loro case per nascondersi nei rifugi, Nancy trova tavole imbandite e abbandonate con cui sfamare i bambini che dormono per strada. Ma c'è un bambino che nessuno fa entrare. Un bambino che tutti evitano. Ha una maschera antigas sul volto, una cicatrice sul dorso della mano, e vaga come un fantasma senza pace per le strade di una Londra più spettrale che mai, chiamando la sua mamma.

Nel frattempo, Rose viene salvata dalla sua scomoda posizione da un uomo misterioso ed affascinante che dice di chiamarsi Capitano Jack Harkness: è spigliato e sicuro di sé, possiede tecnologie e conoscenze futuristiche, e sembra saperla lunga su quanto sta succedendo e su quell'oggetto che sembra una bomba, ma non lo è. È una nave da guerra Schula, ed è stato lui a recuperarla e a nasconderla in un luogo su cui, tra circa due ore, cadrà una bomba tedesca. Chiede a Rose un patto, soldi in cambio della nave, credendola un Agente del Tempo.

Intanto, il Dottore continua a seguire la sua pista. Insiste con le domande, ma Nancy è reticente a rispondere. Ha dei segreti. E non ha nessuna intenzione di spiegare a Nine per quale motivo accolga tutti i bambini nel suo gruppo di rifugiati, tranne uno.
Lei lo sa, vero? Che... non è esattamente un bambino.”
Non appena lo sentono bussare alla porta, scappano tutti. Solo il Dottore resta, non sapendo cosa pensare. C'è un bambino solo per le strade di Londra durante un bombardamento, un bambino che tende la mano in cerca della sua mamma, e nessuno che voglia aiutarlo. Perché?
Non deve permettergli di toccarla!”

“Che succede se mi tocca?”
“La renderà come lui.”
“E lui com'è?”

E'... è vuoto.”

Continuando ad indagare, il Dottore riesce a farsi dire da Nancy dove si trovi la “bomba”: è caduta nei pressi di una vecchia stazione, e immediatamente l'esercito ci ha costruito intorno una recinzione di filo spinato per evitare intromissioni indiscrete. Subito dietro la stazione c'è un vecchio ospedale, che Nancy gli consiglia di visitare prima di avvicinarsi alla bomba che non è esplosa. Al suo interno, Nine si trova davanti decine e decine di persone stese sui letti, e tutti presentano gli stessi segni del bambino vuoto, dalla maschera antigas alla cicatrice sul dorso della mano. Sotto i suoi occhi, anche il medico che si prendeva cura di loro comincia a chiamarlo mamma e si trasforma. Al Dottore non ci vuole molto per capire che ciò che è accaduto a quel bambino, ciò che sta accadendo a quelle persone, è collegato all'oggetto che lui e Rose stavano cercando. Ma come?

L'ingresso in scena del Capitano Jack dà una scossa interessante agli equilibri della coppia che abbiamo seguito fino ad ora: è infatti un personaggio talmente carismatico e spiritoso che è impossibile ignorarlo, e non si può fare a meno di desiderare che, in un modo o nell'altro, entri a far parte del gruppo in pianta stabile. Per quanto riguarda il suo rapporto con Rose, è chiaro che la ragazza prova fin da subito una certa attrazione per lui: all'inizio si tratta di semplice e pura ammirazione fisica, ma col passare del tempo Rose comincia a fidarsi davvero di lui, nonostante Jack sia palesemente un malizioso e simpatico dongiovanni a cui una persona con un minimo di buonsenso non affiderebbe neanche un centesimo, figurarsi la propria vita. Ma ormai conosciamo Rose, e sappiamo quanto sia buona; segue molto il suo istinto, e spesso a ragion veduta. Per il Dottore, invece, è un po' più difficile accettare la presenza del Capitano. Sappiamo già che non ha la buona fede di Rose, e per di più Jack è oggettivamente un bell'uomo: Nine è troppo orgoglioso per ammettere di essere geloso del feeling che sembra esserci tra il nuovo arrivato e Rose, e non vede l'ex Agente del Tempo esattamente di buon occhio. Sarà divertente stare a guardare i futuri sviluppi, e notare come gli equilibri del gruppo si adatteranno alla new entry. Ad ogni modo, una cosa è chiara fin da subito: con Jack non ci si annoia mai.

Volendo tornare ad un discorso più tecnico, è interessante analizzare le atmosfere di questa doppia puntata che si differenzia molto dal tono generale del resto della stagione. Lo spettatore si ritrova catapultato improvvisamente dalle calde luci del Tardis in una Londra grigia, spettrale, deserta. L'intera puntata è caratterizzata da tinte cupe e asfissianti, degne dei buoni film horror di una volta; il cielo è talmente basso che sembra che possa cadere da un momento all'altro, gonfio di nuvole livide e zeppelin pronti a scatenare su Londra una pioggia di fuoco e morte. Le poche persone che girano per le strade, come Nancy, sono pallide e infagottate in abiti scuri troppo grandi. Persino l'ospedale è terrificante, e il suo esterno ricorda in modo inequivocabile allo spettatore i manicomi abbandonati che sono ormai un cliché del nuovo horror e, in modo più sottile, i manieri solitari e circondati da fulmini e tempeste dei vecchi classici quali Nosferatu o Dracula.

In conclusione, le atmosfere, i colori, le frequenti soggettive distorte del bambino vuoto, compongono tutte un sottotesto che magari passa inosservato ad una prima visione, ma costituisce un innegabile punto di forza per la puntata. Senza di esse non sarebbe stata la stessa cosa. Senza di esse, l'esplosione di gioia e colori del finale non avrebbe avuto lo stesso affascinante effetto che invece, per contrasto, arriva a toccare il cuore degli spettatori.


1 commento:

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