giovedì 2 ottobre 2014

Cronache del Mondo Emerso: una trilogia che segna l'adolescenza

Il fantasy è, per definizione, un genere estremamente mutevole nella sua concezione e definizione – così come la fantascienza, del resto. Ovviamente quando si parla di fantasy per eccellenza si parla di Tolkien, ma negli ultimi anni questo genere si è declinato e adattato sempre di più alla fascia d'età in cui riscuote più successo, ossia quella nuova generazione di lettori che viene definita “young adult”. Questo processo non ha avuto sempre conseguenze felicissime da un punto di vista puramente letterario, ma per quanto riguarda il fantasy italiano si può dire che Licia Troisi tiene orgogliosamente alta la bandiera, soprattutto con il suo ciclo riguardante il Mondo Emerso di cui le Cronache non sono che una prima trilogia.
Concepite fin dall'inizio come un libro unico, e poi divise in tre libri per questioni editoriali,
le Cronache del Mondo Emerso furono pubblicate per la prima volta nel 2004 con il primo volume “Nihal delle Terre del Vento”, e rappresentano uno dei più grandi successi italiani del genere, con migliaia di copie tradotte e vendute anche all'estero.

Le Cronache del Mondo Emerso raccontano la storia di una ragazzina, Nihal. Tredici anni, capelli blu, enormi orecchie a punta e occhi viola. È cresciuta sola con il padre fabbro, amando molto più le armi e la guerra che i vestiti e le frivolezze.
Il destino dell'intero Mondo Emerso dipende da lei, e ancora non lo sa.
Perché l'oscura minaccia del Tiranno incombe sempre di più sulle ultime terre rimaste libere dal suo giogo, e gli incubi che tormentano le sue notti sono il grido straziante di una stirpe perduta, stirpe di cui lei è rimasta unica testimone, e il cui sangue macchia per sempre le mani del nemico.
La trilogia segue la crescita di Nihal e di Sennar, prima suo rivale e poi suo inseparabile amico, e delle sorti della guerra che si sviluppano in parallelo: per Nihal sui campi di battaglia, con l'unica compagnia della sua spada nera e della rabbia di un intero popolo; per Sennar nelle sale del Consiglio, forte della sua magia e della sua saggezza.

È una storia che sviluppa assieme azione e formazione: i personaggi sono ben strutturati, seguono gli stereotipi ma sempre in modo originale. La protagonista è una ragazza guerriera - personaggio che si riscontra spesso nei romanzi di Licia Troisi – che inizia la sua storia nel mezzo di un cammino che non riesce a vedere, mossa da istinti omicidi e suicidi, colpita duramente da perdite terribili e tormentata da incubi orrendi, che crede di trovare se stessa solamente nella furia della battaglia quando pensare non serve, e l'unica cosa di cui si ha bisogno è essere più veloci, più forti, più fortunati della creatura che hai davanti. I personaggi che l'accompagnano incrociano le proprie strade con la sua in modo da farla crescere in modo graduale, aiutandola a prendere piena coscienza di sé e del suo ruolo; primo fra tutti Sennar, al quale Nihal è legata nel bene e nel male, che la sostiene durante tutto il corso della storia – una presenza silenziosa di cui lei neanche si rende conto, il più delle volte. Il suo ruolo tuttavia non si esaurisce in quello della spalla su cui piangere: anche Sennar ha una sua storia, una sua crescita, una sua consapevolezza da sviluppare, un nucleo narrativo che si sviluppa in parallelo a quello di Nihal, ed è pregevole il modo in cui le storie di tutti i personaggi si intrecciano al momento giusto, senza risultare forzate o pesanti.

È una storia dai toni scuri, una continua ricerca della luce che, invece, insiste nel negarsi; una discesa fino al fondo dell'abisso, letteralmente, e un richiamo continuo tra due persone che, nonostante tutto, nonostante la guerra, non riescono a stare lontane l'uno dall'altra.
Le Cronache del Mondo Emerso, in conclusione, ci regalano un racconto che resta dentro; magari per qualche particolare, magari per la straordinaria figura del Tiranno, magari per la caparbietà di Nihal e Sennar nel combattere per un mondo in cui si possa vivere in pace, in cui ci sia posto per loro due, in cui la felicità sia più importante dei fantasmi e della vendetta. Un lieto fine a metà, come nella vita reale, e la consapevolezza che è nella natura dell'uomo fare terra bruciata intorno a sé. Che si tratti del mondo in cui vive, o di altre creature con cui è costretto a convivere, l'istinto dell'uomo è distruggere.
Tra breve andrò via e mi lascerò alle spalle un mondo che si regge su un fragile equilibrio; so che presto o tardi si spezzerà e che cederà di nuovo il posto alla guerra. So anche, però, che poi torneranno la pace e la speranza, e poi ancora il buio e la disperazione.
Non è in questo eterno circolo che risiede il senso della nostra vita?”



2 commenti:

  1. ammiro la passione che evidentemente poni nel tuo post, ma avendo preso in mano un libro della troisi ben oltre l'età "universitaria" ammetto di aver trovato la sua opera francamente illeggibile... per limitarmi a f&sf ho almeno 4.000 volumi, circa una decina non sono mai riuscito a finirli ed ovviamente la roba della troisi è fra quella decina.

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    Risposte
    1. ovviamente è una questione di punti di vista.
      Io ho letto le Cronache quando ero alle medie, e mi sono rimaste dentro in qualche modo - complice l'età o una semplice questione di gusti, ai posteri l'ardua sentenza. Mi è stato chiesto di dare un parere riguardo un lavoro che mi è piaciuto molto allora e - forse per una sorta di amore nostalgico, chissà - continua a piacermi ancora adesso, ed è quello che ho fatto, in maniera ovviamente molto personale, nel mio piccolo, senza offendere nessuno. Ad ogni modo credo fermamente nel sacrosanto diritto di chiunque di esprimere la propria opinione, e mi fa ancora più piacere - a maggior ragione - quando qualcuno lo fa in modo civile ed educato, nel rispetto della persona a cui si sta rivolgendo.
      Il mondo è bello perché è vario :)
      Lucia De Sisti

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