sabato 25 ottobre 2014

Guida galattica per gli autostoppisti: capolavoro umoristico di Douglas Adams

Sappiamo tutti che l'Universo è vasto, vario e ridicolo. Ma prima di Douglas Adams, nessuno aveva mai realizzato quanto davvero potesse essere vasto, vario e ridicolo.
Nato come programma radiofonico alla fine degli anni Settanta, il ciclo di storie a stampo fantascientifico ebbe presto un successo tale da convincere l'autore a trasporle in quella che Adams ironicamente descrive come una trilogia in cinque parti – nell'ordine: Guida galattica per gli autostoppisti; Ristorante al termine dell'Universo; La vita, l'Universo e tutto quanto; Addio e grazie per tutto il pesce; Praticamente innocuo. Da questa serie sono stati tratti anche una serie tv di successo e un buon adattamento cinematografico, in cui è Martin Freeman (meglio conosciuto come Bilbo Baggins ne Lo Hobbit, o John Watson nella bellissima serie targata BBC Sherlock) a prestare il volto al nostro protagonista Arthur Dent.
Seguendo la scia di successo della fantascienza di quegli anni – gli anni della corsa allo spazio, dell'atterraggio sulla Luna, gli anni di David Bowie e le sue tute da astronauta e dei primi fumetti “spaziali” - Douglas Adams compone un mosaico ironico, irriverente, visionario e travolgente, che segna senza ombra di dubbio il percorso di qualsiasi amante della fantascienza che si rispetti.

Caratterizzata dall'inconfondibile e immancabile humor inglese, la storia racconta le vicende di Arthur Dent, terrestre medio, che viene fortunosamente salvato dalla distruzione del pianeta Terra cinque minuti prima che essa venga demolita per costruire un'autostrada spaziale. Trascinato dal suo amico Ford Prefect, che per quindici anni gli aveva nascosto di essere un alieno proveniente da Betelgeuse, Arthur si ritrova a dover affrontare un'improbabile avventura dopo l'altra con l'unico ausilio del libro più notevole dell'intero Universo: la Guida Galattica per gli Autostoppisti.
I suoi compagni d'avventura sono i più scapestrati e meno raccomandabili che si siano mai visti: Zaphod Beeblebrox, Presidente della Galassia, il cui unico compito è quello di non governare e distrarre tutti gli altri dalle questioni governative; Trillian, altrimenti conosciuta come Tricia McMillan, l'ultima terrestre rimasta oltre ad Arthur in tutto l'Universo; e il robot Marvin, sempre depresso, uno dei personaggi più spiazzanti e memorabili di sempre.
Le storie che si susseguono per tutto il ciclo non sembrano seguire un andamento lineare; non c'è una trama principale che colleghi tutti gli avvenimenti con un senso logico. Le avventure di Arthur e dei suoi compagni si susseguono ad un ritmo incalzante, travolgente e avvolgente, e se anche esiste una méta o un obiettivo, la strada per arrivarci è lunga e arzigogolata. Il grandissimo pregio di questa storia è senz'altro l'originalità, sia nell'argomento trattato che nel modo in cui viene esposto: l'Universo che ci presenta Douglas Adams è un Universo caotico, ridicolo, dove tutto può succedere e quasi tutto è già sicuramente accaduto. È un Universo dove possono esistere alieni che sono materassi, e gente che per lavoro costruisce pianeti, e creature che per passare il tempo vanno a cena in un ristorante in cui ogni sera è possibile vedere la fine dell'Universo stesso, per poi tornare a casa e continuare come se nulla fosse. È un Universo meraviglioso e profondamente alienante, e allo stesso tempo crudele, menefreghista, meschino. Un luogo dove non esiste lieto fine, proprio come nella vita reale. Ecco, se lo si dovesse definire, l'Universo di Douglas Adams è, paradossalmente, profondamente realistico.
Lo stile descrittivo e narrativo è impareggiabile; la lettura risulta scorrevole e leggera, l'umorismo è arguto e mai scontato, né banale. Non c'è nulla di banale, nel ciclo della Guida. È una lettura che sicuramente lascia tutti più sereni, perché in qualche modo ci assicura che, per quanto possiamo essere folli, l'Universo è decisamente più pazzo di noi.
Per concludere, ci sono due cose che un buon autostoppista dello spazio non deve mai dimenticare. Una è il suo asciugamano.
La seconda è una semplice regola: Non fatevi prendere dal panico!
Tenete a mente questo e andrà tutto bene.
E ricordate, per qualsiasi domanda, la risposta è 42.

Lucia De Sisti (Gli Alati)

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