martedì 21 ottobre 2014

In viaggio col Dottore: 2x08-09 L'abisso di Satana

Si è risvegliato.”

In questa doppia puntata, che rappresenta uno dei momenti più significativi della seconda stagione, il Dottore e Rose atterrano su una base spaziale per l'esplorazione dello spazio profondo. Ci sono delle scritte sul muro: “Benvenuti all'Inferno”, dicono, e seguono alcuni caratteri sconosciuti. Il fatto che il circuito telepatico del Tardis non riesca a tradurli significa che quella lingua è antica, tremendamente antica.
L'equipaggio è scarso, e per di più sono tutti particolarmente sorpresi di vederli lì. La spiegazione è semplice: la base è ancorata su un pianeta che orbita in maniera stabile intorno ad un buco nero. Sopra le loro teste, interi sistemi stellari vengono polverizzati ed ingoiati costantemente, senza possibilità di scampo. È un evento assolutamente impossibile, che forse nasconde qualcosa di più profondo e misterioso; forse, stavolta, non è possibile spiegare tutto con la fisica e la razionalità. Ci sono leggende, infatti, che raccontano che quel buco nero fosse un demone, e il pianeta una sorta di pillola avvelenata fatta apposta per ucciderlo. Ma sotto un punto di vista decisamente più prosaico, c'è una fonte di energia enorme nel cuore di quel pianeta. È per quell'energia che gli esploratori umani sono arrivati fin lì, sull'orlo dell'impossibile, e stanno trivellando aiutati dai loro schiavi Ood.

Ma le cose potrebbero andare storte da un momento all'altro: l'archeologo Toby assicura che quell'energia non è naturale. Milioni di anni fa su quel pianeta c'era la vita, una forma di civiltà che ha seppellito qualcosa. E adesso, quel qualcosa sta tornando alla luce.

Raggiunto il punto zero della trivellazione, il Dottore accompagna un membro dell'equipaggio – Ida – in fondo all'abisso. C'è una grotta, segni evidenti della civiltà perduta, ed una botola. C'è decisamente qualcosa rinchiuso lì sotto. Qualcosa di potentissimo, sconosciuto, che sfrutta il campo telepatico per scatenare una rivolta assassina degli Ood nella base.
Ogni volta che c'è una botola, c'è sempre qualcosa sotto” dice il Dottore. E anche stavolta non sbaglia.
La creatura lì sotto li conosce. Conosce tutti loro, conosce il loro passato, le loro paure, i loro errori.
È il Male, la realtà dietro le leggende, che fu imprigionato lì dentro prima del Tempo.
Questo, il Dottore non può accettarlo. Tutto ciò che sa, tutto ciò in cui crede, gli dice che non c'era niente prima del Tempo. Per la prima volta, la fede del Dottore nella sua conoscenza dell'Universo viene messa a dura prova e vacilla. Non c'è alcuna spiegazione logica a quanto sta accadendo, e per questo motivo il Dottore si rifiuta di dare un nome alla creatura che sta affrontando.
Accetto che tu esista. Non posso accettare quello che sei, ma la tua esistenza fisica te la concedo.”
L'irrazionalità, la fede, la religione... sono un limite quasi invalicabile per il Dottore.

Costui mi conosce... Come io conosco lui. È l'assassino della sua intera specie.”
“Il capitano, che ha tanta paura del comando...
Il soldato, che è perseguitato dagli occhi di sua moglie...
La scienziata, che sta ancora scappando dal padre...
Il bambino che ha mentito. Il vergine.
E la ragazza sperduta, che è tanto lontana da casa. La figlia valorosa, che morirà in battaglia... Molto presto.”

La storia affronta una questione importante e fino adesso trattata in modo marginale nella serie: la religione. Per il modo in cui è costruita e per il tema che tratta, Doctor Who racconta una storia che è profondamente anti-religiosa. È il trionfo della scienza, del futuro, e come lo stesso Dottore ribadisce, nei suoi viaggi ha avuto modo di conoscere semi-dei, quasi-dei, possibili dei, pessimi dei. E nessuno lo ha mai convinto. Se c'è una cosa in cui il Dottore crede, è l'essere umano.
Per questo motivo queste puntate sono così importanti. Nel suo non riuscire a definire la creatura che ha davanti, il Dottore implicitamente rifiuta di dire ad alta voce che il Diavolo esista veramente. Preferisce una posizione neutra, limitandosi a dire che le cose importanti sono altre.
Ci lascia così con un dubbio che non trova risposta. Era davvero il Diavolo? Oppure era qualcos'altro, qualcosa che sarebbe stato possibile spiegare razionalmente?
In fondo, non è così importante. Forse ha ragione il Dottore, nel dire che il giorno in cui saprà tutto, dovrà fermarsi.


Lucia De Sisti (Gli Alati)

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