giovedì 16 ottobre 2014

In viaggio con Doctor Who: 2x07 La trasmittente


Stavolta, il Dottore e Rose decidono di andare a New York negli anni '50 per vedere Elvis, e si attrezzano di conseguenza. Il Tardis atterra, e Rose ne esce indossando un vestito rosa al ginocchio come andavano di moda in quegli anni; dopo poco il Dottore la segue, entrando in scena in groppa ad una Vespa. Blu, ovviamente.
Vuoi un passaggio, bambola?” le chiede, imitando gli attori dei vecchi film come Vacanze Romane. Ed è subito cult.

La meta prefissata era New York, ma come al solito il Dottore ha sbagliato qualcosa, o forse è il Tardis a fare di testa sua, chissà; fatto sta che sono atterrati nella cara vecchia Londra – che novità! - nel 1953, e per la precisione il giorno precedente l'incoronazione della Regina Elisabetta II.
In un quartiere piuttosto periferico del nord di Londra, Rose nota che ci sono molte antenne televisive sui tetti. Fin troppe. Sua nonna le raccontava sempre che a quei tempi c'erano poche televisioni, al punto che tutti i vicini si riunivano nella stessa casa per guardarla; un uomo risponde ai suoi dubbi, spiegandole che c'è un negoziante in fondo alla strada, un certo MagPie, che li vende a sole cinque sterline l'uno. È per questo che ce ne sono tanti in giro.

Ma di colpo, davanti ai loro occhi, due uomini che si dichiarano poliziotti trascinano via una terza persona, la parte superiore del corpo coperta da un sacco. La strappano dalle braccia della moglie urlante e la spingono su un'auto, partendo in fretta e furia. Attirati dal frastuono, alcuni dei vicini escono di casa e si avvicinano a Ten e Rose, che hanno assistito con i loro occhi alla scena e non sanno darsi una spiegazione al riguardo. Un ragazzino scuote la testa e si lascia sfuggire una frase enigmatica.
Sta succedendo dappertutto. Diventano... mostri.”
Il Dottore vorrebbe chiaramente indagare più a fondo, ma il padre richiama il ragazzo con fare autoritario, e per il momento quella pista non sembra praticabile. Allora i due provano a seguire la macchina che ha sequestrato l'uomo, ma sembra sparita nel nulla, nei vicoli ciechi della periferia di Londra.

Poliziotti spariti? Uomini in nero? Questa è l'Inghilterra di Churchill, non la Russia di Stalin!”
“E mostri, ha detto il ragazzino.”

Visto il fallimento del loro inseguimento, il Dottore e Rose decidono di insistere con il ragazzino; spacciandosi per rappresentanti del Governo, si infiltrano a casa sua e trovano il loro testimone, Tommy, nelle mani di una madre premurosa ma sottomessa, e di un padre dispotico e autoritario. Né Ten né Rose sembrano apprezzare particolarmente il modo di fare del capo famiglia, e non resistono alla tentazione di dargli una bella lezione e fargli fare qualche faccenda domestica.
Divertimenti a parte, il Dottore si rende conto che Rita, la madre di Tommy, è profondamente a disagio. È tesa. Qualcosa non va. E infatti... TOC TOC TOC.
Qualcuno bussa, al piano di sopra.
TOC TOC TOC.

Lei non smette mai. Non smette mai... di sbattere.”

Incoraggiato dall'interesse del Dottore, Tommy racconta di persone che “cambiano” all'improvviso, che vengono tenute nascoste dalle loro famiglie, e che vengono prese a qualsiasi ora dai poliziotti che le prendono e le portano via. Nel loro caso, il problema è la nonna. L'anziana signora è chiusa al piano di sopra, e quando finalmente il Dottore e Rose se la trovano davanti, la povera donna presenta un volto piatto, liscio, privo di lineamenti.
Non ha più la faccia.

Poco dopo, la polizia interviene per portare via anche la nonna. Il Dottore si lancia al loro inseguimento, lasciandosi dietro Rose che invece ha notato delle strane scariche elettriche nel nuovo televisore della famiglia, che porta il marchio del signor MagPie.
Decisamente troppe coincidenze. Memore degli insegnamenti del Dottore, la ragazza decide di andare a fare una visita a questo fantomatico negoziante per indagare per conto suo.
Signor MagPie, sta succedendo qualcosa di strano. Le persone là fuori si ammalano e cambiano, e l'unica cosa che le accomuna è il televisore. Il suo televisore.”
Ma le cose non vanno affatto bene. L'uomo è schivo, teso, sembra malato. E la donna nella televisione ha uno sguardo strano, fisso su Rose. Dice di avere fame.
E basta un attimo: dalla televisione, scariche elettriche colpiscono Rose e il suo viso viene strappato e assorbito dalla donna nello schermo. Di lei non rimane che un corpo vuoto, e un volto che chiama il Dottore da uno schermo muto, senza che lui possa sentirla.

Nel frattempo, il Dottore ha trovato il luogo dove la polizia tiene nascosti i senza-volto, ridotti ormai a poco più che bambole prive di una qualsiasi attività cognitiva e cerebrale – come se, con il viso, se ne sia andata anche l'anima e l'identità. La polizia è in alto mare, non sa che spiegazioni dare a un fenomeno del genere, e Ten non può rifiutarsi di aiutarli.
Non può, perché nel momento in cui chiede di vedere un senza-volto da vicino, i poliziotti gli portano Rose.
È la goccia che fa traboccare il vaso: c'è qualcosa nella televisione che risucchia l'essenza delle persone, per poi abbandonarle come gusci vuoti o bambole rotte che non servono più. E se la cosa era abbastanza grave anche prima, adesso è peggio che mai. Perché adesso gli hanno toccato Rose. E tutti sappiamo come va a finire con Ten, quando ci va di mezzo Rose.
Perché adesso, Ispettore Bishop, non esiste più un potere su questa Terra capace di fermarmi.”

Puntata non memorabile, ma piacevole; viene sicuramente impreziosita da una certa quantità di filmati originali del 1953, trasmessi sui piccoli schermi dei televisori, veri e propri documenti storici dell'incoronazione di Elisabetta II e che sono di certo particolarmente interessanti. Un altro aspetto interessante è la sceneggiatura, che porta la non comune firma di un certo Mark Gatiss. E conoscendo il soggetto in questione, viene spontaneo domandarsi se non ci sia un messaggio più profondo, dietro lo schermo della finzione che vede un misterioso alieno cibarsi degli umani attraverso la TV. Viene da chiedersi se l'autore non abbia voluto suggerirci qualcosa di più reale, di più inquietante, rendendo la puntata una gigantesca metafora, così grande da passare pressoché inosservata.
E se fosse vero?
E se davvero l'abuso della televisione, con tutti i messaggi – giusti e sbagliati – che trasmette, potesse in una certa misura privarci dell'intelletto, se non addirittura della nostra individualità?

Gatiss se lo chiese nel 2006. Adesso, ad otto anni di distanza – nel pieno della cosiddetta generazione multitasking, in cui i bambini imparano a digitare sullo smartphone prima di parlare, e crescono passando più tempo con la televisione che con altri esseri umani – la possibile risposta a questa domanda fa davvero paura.

Lucia De Sisti (Gli Alati)

1 commento:

  1. Visto il nuovo canale tv Agon Channel? Stanno facendo casting per tantissimi nuovi programmi in partenza: http://www.agonchannel.it/calendario_tour

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