lunedì 6 ottobre 2014

In viaggo con Doctor Who: 2x04 Finestre nel tempo

L'orologio è rotto, ma lui sta arrivando.”

Cosa hanno in comune un'astronave dell'anno 5000 e la Francia del diciottesimo secolo?
E' l'enigma che si ritrovano ad affrontare il Dottore, Micky e Rose quando il Tardis atterra sul ponte di una nave spaziale che sembra abbandonata a due galassie e mezzo dalla Via Lattea, tremila anni nel futuro: non c'è segno di vita a bordo, ci sono segni visibili di danni piuttosto gravi, e la confusione che regna nella stanza lascia supporre che la situazione sia stabile da circa un anno, eppure c'è uno strano odore di carne alla brace.
Come se non bastasse, ad aggiungere il carico da novanta al surreale della scena compare un caminetto nel muro. Non un caminetto qualunque. Un autentico caminetto della Francia del diciottesimo secolo, che invece di affacciarsi sul nulla al di fuori della nave si apre sulla stanza di una bambina francese, a Parigi, nel 1727.
Il Signore del Tempo e una bambina bionda di quattromila anni fa che parlano attraverso un caminetto. È una scena che non si vede tutti i giorni.

Il Dottore riesce a capire come funziona il collegamento, e passa dall'altra parte; scopre così che il passaggio per lui dura pochi secondi, ma per la bambina – Renette – possono passare mesi, persino anni. E in più, nella camera di Renette l'orologio è rotto, ma c'è qualcosa che ticchetta. Qualcosa che si nasconde sotto il letto della bambina. Una figura antropomorfa, che si mimetizza con l'ambiente indossando una maschera e una parrucca tipiche del carnevale francese. Si rifiuta di rispondere alle domande del Dottore, e sembra reagire solamente alla presenza di Renette; vogliono qualcosa da lei, ma non ancora. La bambina non è “completa”, e chissà cosa vuol dire.
Non preoccuparti, Renette. È solo un incubo. Anche i mostri sotto al letto hanno gli incubi, non è vero, mostro?”
“Ma di cosa possono avere paura i mostri?”
“Di me!”
Per salvare la bambina, il Dottore riporta la creatura mascherata sulla nave e scopre la verità: quelli che Renette chiama “mostri” sono in realtà prodigi di orologeria spaziale, nonché droni meccanici di servizio sull'astronave. Per qualche motivo, questi robot sembrano molto interessati a Renette. Il Dottore decide di attraversare di nuovo il passaggio nel caminetto per sincerarsi della salute della bambina, mentre Micky e Rose rimangono sulla nave spaziale e, indagando, scoprono dettagli inquietanti: alcune elementi della nave sembrano contenere parti organiche... nello specifico, parti umane.

Nel frattempo, al suo ritorno in Francia, il Dottore scopre che sono passati anni da quando ha portato via il robot dalla camera di Renette, e che la bambina è diventata ormai una donna. Una donna molto bella, che risponde al nome di Jean Antoinette Poisson – meglio conosciuta alla storia come Madame de Pompadour, amante di re Luigi XV e regina senza corona.
Lei è stupita di rivederlo, perché ormai lo considerava un amico immaginario della sua infanzia, e come se non bastasse non è invecchiato neanche di un giorno dall'ultima volta in cui lo ha visto, anni prima. Tuttavia è una donna intelligente, e decide di non farsi troppe domande; in fondo il Dottore è affascinante in qualsiasi tempo, e una parte di Renette è cresciuta amando il ricordo che aveva di lui. È troppo felice di rivederlo, e saggiamente sa che deve prendere quei rari momenti in cui lui è con lei così come vengono, senza rimuginarci troppo sopra.

Il camino, tuttavia, non è la sola porta d'ingresso: l'astronave è piena di finestre nel tempo, buchi nel tessuto dell'universo che si affacciano sui vari momenti della vita di Madame de Pompadour. Per cercare di capire cosa stiano cercando i droidi, il Dottore è costretto ad entrare nella mente di Renette: è un processo delicato e sgradevole, a cui Ten non riesce ad abituarsi. Come effetto collaterale, però, lei riesce a vedere nella testa del Dottore e a toccare con mano la sua immensa solitudine.
Dottore... Dottor Who... c'è più di un semplice segreto.”
Cosa hai visto?”
“Che viene un momento, Signore del Tempo, in cui tutti i bambini soli devono imparare a ballare.”

Renette Poisson può essere considerata una companion occasionale, sotto molti punti di vista. Di fatto non viaggia con il Dottore, ma conta abbastanza per lui da spingerlo a compiere azioni che in un primo momento ci lasciano a bocca aperta. È un affetto a prima vista inspiegabile, quello tra Renette e il Dottore, ma che lascia dietro di sé un'impronta poetica, come un fantasma romantico che riesce a non farlo risultare forzato o sgradevole. Per Renette, il Dottore è l'eroe che arriva sempre al momento giusto, ma con cui è impossibile pensare ad un rapporto stabile. È il cavaliere senza macchia che arriva al galoppo su un cavallo bianco, il principe azzurro delle favole, l'uomo senza paura che combatte gli incubi e viaggia avanti e indietro nel tempo e nei pericoli solo per salvarla. È comprensibile, dunque, che una parte di lei lo abbia amato, lo ami e lo amerà finché avrà vita. Tuttavia, è ben consapevole che appartengono a mondi diversi. Che lui può usare le scorciatoie, mentre lei, invece, non ha questa possibilità.
C'è un vascello, nel vostro mondo, dove i giorni della mia vita sono compressi insieme come capitoli di un libro, e lui può passare dall'uno all'altro senza mai crescere d'età, mentre io... Sfortunata viaggiatrice, devo seguire sempre la strada più lunga.”
Il confronto fra lei e Rose mette in difficoltà la ragazza, che nonostante provi una naturale gelosia nei confronti di Madame de Pompadour, prova anche compassione per lei. Perché Renette è la donna che Rose sarebbe potuta essere, se il Dottore non le avesse proposto di viaggiare con lui in pianta stabile.
E' così che è sempre stato. I mostri e il Dottore... non puoi avere l'uno senza gli altri.”
Una lezione che gli spettatori hanno ormai imparato piuttosto bene.

In conclusione, questa puntata rappresenta uno dei punti forti della seconda stagione, e non a caso è stata una delle prime ad essere sceneggiate da quel genio del male che risponde al nome di Steven Moffat. Emoziona e fa riflettere, ma soprattutto ci regala una delle immagini più delicate della serie: Versailles e la sua luce dorata, l'astronave e la sua atmosfera fredda.
Due mondi così lontani, che non avrebbero mai dovuto toccarsi.
E una finestra in un caminetto.
E l'uomo senza tempo, e la fanciulla di Versailles, e le stelle che stanno a guardare.


Lucia De Sisti (Gli Alati)

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