lunedì 27 ottobre 2014

Masters of Horror: La casa delle streghe


Siamo giunti alla seconda puntata di "Masters of Horror", quella serie tv antologica nella quale si sono cimentati alcuni maestri dell'orrore compreso il nostro Dario Argento. 
La prima puntata raccontava una storia dove delle persone innocenti venivano torturate e uccise da un killer grande, grosso e disumano. 
La seconda puntata, dal titolo "La casa delle streghe" ("Dreams in the witch house") ha un'origine letteraria ben nota ai lettori accaniti della narrativa horror. Sin da subito appare evidente l'ispirazione tratta dal racconto di Howard Phillips Lovecraft dal titolo "I sogni nella casa stregata". 
Sia per coloro che conoscono il racconto sia per chi non l'avesse letto o addirittura non conoscesse lo scrittore di Providence, il film (della durata di un'ora circa) piacerà sicuramente, a meno di non essere tra coloro che amano il cinema horror fatto di sola azione e squartamenti.
Il lungometraggio diretto da Stuart Gordon ripercorre esattamente le vicende del racconto da cui è tratto, adattandolo ai nostri tempi. Uno studente di fisica che si occupa della teoria delle stringhe, secondo la quale sarebbe possibile entrare in comunicazione con altri universi in corrispondenza di precisi punti dello spazio-tempo, bussa alla porta di una vecchia casa fuori città. La stanza che vuole affittare non è il massimo, ma il silenzio e la concentrazione sono garantiti e il costo è parecchio basso, quindi il giovane studente accetta e disfa i bagagli. 
Nella casa, oltre a una giovane madre col bambino, abita un vecchio signore che prega ogni notte in latino ad alta voce e ha la stanza piena di croci d'ogni forma e dimensione. "Hai visto il topo con la faccia umana?" chiederà al ragazzo, quando avranno l'occasione di parlare. 
Lo studente sarà molto razionale nell'affrontare gli strani fatti che si verificheranno nella casa, e di lì a poco inizierà a fare sogni spaventosi che in un primo momento liquiderà come semplici incubi ma che in seguito assumeranno sembianze tremendamente reali, forse ancor più reali della realtà, o quella che viene chiamata tale. Il vecchio ossessionato dal topo con la faccia umana gli dirà appunto che i suoi sogni sono in verità il frutto di una percezione di gran lunga più acuta di quella che hanno normalmente i suoi sensi, e quando i sensi sono tutti in funzione si finisce con lo scoprire orrori indicibili nei confronti dei quali il comune essere umano può fare poco o nulla. 
L'iperrealtà supera l'irrealtà in termini di fantasia e terrore. La troppa conoscenza rende pazzi.
Il male esiste e viaggia indisturbato tra gli universi attuando i suoi efferati delitti, sacrificando bambini e compiendo stregonerie d'ogni sorta. Altri mondi bussano alla porta, e sono mondi diabolici oltre ogni immaginazione, travalicano qualsiasi morale, uccidono, divorano le anime come fossero cioccolatini, sono malvagi, carnivori, spietati, e soprattutto non li si può sconfiggere perché in confronto a loro siamo scarafaggi. 
Inutile resistere, ed è altrettanto inutile parlare agli altri di quanto si è venuto a scoprire. Il rischio è quello di farsi rinchiudere in un manicomio, in una camera imbottita e sigillata, inaccessibile, al sicuro da chiunque voglia farci del male, anche da noi stessi. Ma non dal topo con la faccia umana: quello, purtroppo, può entrare quando vuole. E farcela pagare.


Flavio Alunni

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