venerdì 17 ottobre 2014

Nella mente del disegnatore: intervista a Filippo Borghi



Filippo Borghi è bolognese e vive in Canada. Appassionato di horror e fantascienza da quando era bambino, avido lettore di collane storiche come Urania e Cosmo Nord, divoratore della science fiction contemporanea e della narrativa fantastica da H. G. Wells a Joe R. Lansdale, affamato insaziabile di cinema e fumetti di genere, estimatore di Karel Thole e George A. Romero, ha accettato di raccontarsi parlando dei suoi incubi, delle sue passioni e dei suoi pensieri, ma soprattutto dei suoi meravigliosi disegni, di come nascono e perché nascono. Avevamo ragione: dietro alle sue opere c'è un vero e proprio mondo fatto di cultura, esperienze in giro per il pianeta, curiosità e tanta, tantissima immaginazione. Molti dei suoi disegni sono consultabili nella pagina facebook Filippo Borghi Art Portfolio.

di Flavio Alunni


Ti va di presentarti?
Sono nato a Bologna nel 1973. Fin da piccolo ho respirato arte e creatività, avendo entrambi i genitori artisti. Dopo gli studi classici e anni altalenanti tra studi universitari variegati e non finiti, mi sono iscritto alla scuola di cinema Nuct a Roma e da li' ho lavorato nella tv e nel cinema, dove ho fatto un po' di tutto, assistente alla regia, attore, cameraman, concept/storyboard artist, etc.
Ho anche recitato in diversi cortometraggi, di azione e di fantascienza. Gli anni a Roma sono stati bellissimi e ho avuto la fortuna di collaborare con tanti talenti di vario genere. Ad un certo punto mi sono stancato di lavorare su progetti che non portavano molto in là, sia economicamente che artisticamente e ho deciso di seguire la mia vena documentaristica e il mio amore sviscerato per i viaggi. Per diversi anni ho lavorato come cameraman per Sky Tv per documentari di natura, e ho viaggiato moltissimo. Dall'India all'Africa ho vissuto tante avventure in luoghi sperduti e stupendi che mi hanno dato tantissimo, sia a livello lavorativo che di crescita personale.
Nel frattempo ho continuato a collaborare col negozio di famiglia, nell'ambito dei tessuti per l'alta moda. In seguito a crisi economica e ripensamenti vari, nel 2013 mi sono trasferito in Canada, a ripartire quasi da zero. Dopo tanti anni spesi a fare tutt'altro ho avuto il tempo e la necessaria predisposizione mentale a riprendere a disegnare.
Il disegno in realta' non mi ha mai abbandonato del tutto, e' sempre stato presente in ogni mia attivita' creativa, in una forma o nell'altra. Sono tornato al mio primo amore e alla più basilare forma di espressione artistica.

Hai un mondo dentro la testa. Il tuo mondo. Vorrei iniziare con una serie di domande mirate a proposito di ciò di cui ti nutri regolarmente. Per intenderci: quali sono i tuoi libri/scrittori e i tuoi film/registi preferiti? Cosa leggi di solito? E che film guardi?
Allora, qui corriamo il rischio di non finire più. Mi ci vorrebbe l'enciclopedia galattica per metterci tutto. La mia sara' una risposta banale, ma davvero ne ho a centinaia. Leggo libri in continuazione, guardo film e serie tv appena ho un attimo libero. Per la Sci-fi e l'horror ce ne sono tantissimi: Orwell, Lovecraft, Asimov, Stephen King, H. G. Wells, Joe R. Lansdale, Philip K. Dick, Philip J. Farmer, Wyndham, Ballard, Matheson, Robert Bloch, Simak, Sheckley, Heinlein, Brown, Silverberg, Sturgeon, Frank Herbert, Norman Spinrad... davvero non posso fare una lista, ce ne sono troppi.
La fantascienza la mastico sin da piccino: credo di aver letto quasi tutti i romanzi di urania usciti, dal 1953 ad oggi, la collana Cosmo della nord, Fantapocket e tutte le collane affini. Metto le mani su tutto quello che posso. Passerei giornate intere a spulciare nelle vecchie fiere del libro. Leggo di mitologia, storia, politica, antropologia, scienza, orrore e misteri, insomma un po' di tutto. Mantengo piu che posso la mente aperta e tengo un libro pronto da leggere in ogni occasione, in macchina, in casa, in bagno, ovunque.
Film ne guardo a non finire. Amo la fantascienza, l'horror e l'insolito. George A. Romero è sempre stato un modello per me, la sua saga dei morti viventi la so a memoria. Cronenberg, Carpenter, David Lynch, Kubrick, Mario Bava, Werner Herzog, John Milius, Kurosawa, John Boorman... e tutto il cinema di genere... davvero non finisco più...
In realtà sono onnivoro.
Spazio dal "Pianeta delle scimmie" a er Monnezza, da Bud Spencer e Terence Hill ad Ejzensteijn, dipende dalla giornata. Mi guardo "Reanimator", "Lo Studente di Praga", "Stalker" e "Il ritorno dei morti viventi" uno dietro l'altro. Adoro vedere filmacci di serie z con gli amici e far commenti idioti.
Vorrei avere giornate di 72 ore, vorrei avere dei cloni che mi aiutano ad assorbire più informazioni possibili e a fare tutto quello che voglio fare.
Rimango comunque più legato al cinema del passato. Sarà anche una questione anagrafica, ma davvero il cinema di una volta era altra cosa. Specialmente per l'horror, gli effetti e le atmosfere di film come "La Cosa" o "Il giorno degli Zombi" mi hanno regalato incubi per anni. Recentemente ho molto apprezzato il documentario "Jodorowski's Dune", che consiglio vivamente. Che storia pazzesca di un immenso film non realizzato, ma che ha allargato le menti e posto basi per tanti successivi grandiosi progetti come "Alien" e "Star Wars", con la collaborazione di personaggi come Dalì, Orson Welles, Moebius, i Pink Floyd...
Quello che veniva sperimentato negli anni '70 era incredibile, un progetto simile al giorno d'oggi non so se potrebbe essere nemmeno pensato.
Del cinema di oggi salvo poco, la televisione descisamente offre molto di più in campo stilistico, qualitativo e di sperimentazione. Sulla tv italiana, salvo poche valide eccezioni che mi auguro diventino la regola, stendo per il momento un triste velo.

Leggi anche fumetti?
Certamente! Mi piacciono molto i classici della E.C. Comics, le storie sul genere Uncle Creepy e affini. Adoro le vecchie striscie settimanali sul genere di Jeff Hawke, o classici come "L'Eternauta".
Tra gli autori preferiti, ce ne sono tantissimi: Moebius, Philippe Druillet, Rober Crumb, Bernie Wrightson, Will Eisner e via a non finire.
Tra gli italiani Manara, Hugo Pratt, Guido Crepax, Bonvi, Magnus e Pazienza... ma anche tanti disegnatori della Bonelli editore. Tra i Giapponesi ci metto Go Nagai e Junji Ito, un autentico visionario, un grande. A costo di ripetermi, anche qui non finirei più con tutti i nomi che mi hanno ispirato e che leggo tuttora.
Non sono un fan dei supereroi e mondi affini, mi hanno sempre annoiato. Questa overdose di supereroi al cinema mi lascia abbastanza indifferente. Se i produttori adattassero dei buoni libri (e ce sono a migliaia) ce ne sarebbero di storie da raccontare..

 


E quali sono i tuoi pittori/illustratori preferiti?
Gustave Doré, Magritte, Dalì, Alfred Kubin, Escher, Goya, Bosch, i Surrealisti, i Dada, i Futuristi... anche qui la lista è sconfinata.
Sono cresciuto tra genitori pittori e ho sempre amato l'arte moderna, anzi l'arte in generale.
Tra gli illustratori ci metto Giger, William Stout, Frank Frazetta, Virgil Finlay, Ron Cobb. Ma forse quello che mi ha influenzato di piu è stato il mitico Karel Thole, sono letteralmente cresciuto con le sue copertine di Urania. Mi ha fatto viaggiare in mondi meravigliosi. Un'immagine e sei già catturato, sei dentro alla storia. C'era un universo intero dentro a quei "cerchi" in copertina!

Tecnicamente, in cosa consistono le tue opere? Ad esempio, che base utilizzi (carta, tela...) e che strumenti tieni in mano (penna a inchiostro, matita, pennello...)?
Utilizzo carta da disegno, cartoncino, nulla di particolarmente specifico. Inchiostro di china, penna Bic, pennino e pennarelli di vario spessore e qualita'. Oppure semplice matita e cartoncino. Mi sento a mio agio con mezzi abbastanza classici. Sto cercando di mettermi al passo coi tempi e imparare ad utilizzare programmi come Photoshop e Adobe Illustrator, ma la strada è molto lunga... rimango abbastanza tradizionalista, mi viene naturale così.
Datemi carta e penna, matita e gomma da cancellare.

Come nascono i tuoi disegni? Alcuni sembrano tirati fuori da un sogno, un terribile sogno.
Dipende. Io faccio sogni orrendi quasi tutte le sere. Molti di loro mi rimangono in testa e alla mattina butto giù qualche schizzo. A volte l'idea mi viene così, senza pensarci. Altre volte prendo ispirazione da antiche incisioni, fotografie, giornali e riviste di ogni genere, o in genere da tutto quello che mi circonda, anche dalle etichette del cibo in scatola. Mi piace trasformare ciò che è glamour, falso, sorridente e costruito in una realtà marcia e spaventosa e anche ironica. Credo sia necessario e salutare fare dell'ironia su tutto quello che ci circonda.
Se vedo una pubblicità di gente sorridente davanti a un dentifricio mi viene subito l'ispirazione per disegnare gli stessi personaggi divorati dagli zombie o da qualche altra creatura dotata di pseudopodi.
Non sopporto l'arte che vuole "rassicurare". Se voglio star bene mi guardo un bel tramonto, passeggio in mezzo alla natura. Se guardo un film o leggo un libro mi devo sentire stimolato. Se qualcuno mi dice che quello che ho creato lo fa star male (e accade abbastanza spesso) sono contento, almeno non rimane indifferente!
Credo comunque che il mio processo creativo sia piuttosto irrazionale. Mi tengo aperto alle isipirazioni dei miei demoni interiori, che ogni tanto si fanno sentire.

Apprezzo moltissimo il tuo stile bianco e nero. Come mai hai fatto questa scelta?
Ti ringrazio molto. Mi piace il bianco e nero, in tutte le arti visive a dire il vero. Amo il bianco e nero nella fotografia e nel cinema come i classici espressionisti alla "Caligari" o "Night of the living dead", così come lo amo per il disegno. Per me il fumetto più congeniale rimane quello. Come ho già detto, la tecnologia aiuta molto, ma rimango dell'idea che il vero valore di un'artista lo si vede con una penna in mano e un foglio. Parte tutto da carta e penna, sempre. Sto sperimentando con i colori, ma fino ad ora non sono soddisfatto dei risultati.


Qual è la tua scuola? Sei autodidatta o hai studiato in un'accademia?
In gran parte autodidatta... ho frequentato una scuola di fumetto diversi anni fa, che mi ha autato a impratichirmi di certe tecniche e linguaggio, ma a parte quello tutta pratica e ricerca personale. Pratica e passione per la materia, più costante curiosità.

Quando è nata la tua passione per il disegno, i mostri e la fantascienza?
L'ho sempre avuta, è sempre stata parte di me. Sono sempre stato affascinato dall'orrido, dal mistero e dagli spazi siderali. In uno dei miei primi libri per bambini di quando ero piccolo nella prima pagina c'è un mio scarabocchio di Gamera che combatte contro Godzilla, devastando una cittadina inerme. Avevo a malapena quattro anni e già disegnavo mostri che spaccavano tutto quello che incontravano. Non mi hanno mai lasciato. I mostri sono sempre stati miei amici!

Domanda di filosofia. Cosa ne pensi del rapporto (e del confine) tra realtà e immaginazione?
La realtà ha bisogno dell'immaginazione. Perché la realtà, la maggior parte delle volte, lascia molto a desiderare.
Adoro la filosofia, ne leggo parecchia e mi piace credere di capirci qualche cosa, cosa che puntualmente non si realizza.
Ricordo uno dei miei viaggi documentaristici più impegnativi. Ero su un' isoletta sperduta nelle Bahamas a girare un documentario. Passavamo tutto il giorno a camminare con l'acqua fino alla cintola e a filmare un gruppo di pazzi a pescar dei pesci strani e piccoli squali sotto il sole cocente. Alla sera dormivo da solo, in tenda sulla spiaggia. Ero stremato e l'unico libro che mi ero portato era "L'unico e la sua proprieta' "di Max Stirner. Discreto mattone, ma gran libro. Ovviamente se mi chiedi di riassumerlo faccio una figura miserabile. La mia realtà erano granchi giganti che alla sera spuntavano fuori come funghi, sciamando intorno alla mia tenda...mentre la mia immaginazione era al lavoro a decifrare Stirner e a immaginare cosa sarebbe successo se i granchi fossero riusciti ad entrare nel mio rifugio...
ln quel caso la realtà e l'immaginazione erano tutt'uno, si sovrapponevano. Le due cose sono collegate, lo devono essere per forza.

Nei tuoi disegni sembrerebbe che l'essere umano si trovi agli ultimi posti della catena alimentare dell'Universo. Cos'hai da dire a tua discolpa?
Sono molto critico sulla razza umana. Sono cresciuto con un sacco di belle idee in testa sul mondo e sul futuro dell'umanità. Il fatto che esistiamo è già un'occasione grandiosa, unica. Mi aspettavo di vedere l'umanità pronta a conquistare le stelle, ad esplorare il cosmo, ad evolvere verso direzioni impensate. Invece siamo qui ad ammazzarci come sempre per qualche astruso concetto religioso, a consumare tutto quello che ci circonda, a comprare cose inutili e a fare il possibile per rovinare quello che abbiamo fatto di buono. Viviamo in un interessantissimo periodo storico e abbiamo tanto potenziale per fare cose incredibili. Non dobbiamo buttare via questa occasione.
C'è una saga Sci-Fi che amo particolarmente, "L'esilio del pliocene" e "Il Milieu Galattico" di Julian May. Racconta il risveglio metapsichico dell'umanità in seguito all'intervento di una avanzatissima civiltà aliena, e la conseguente evoluzione verso una razza migliore, in certi casi di pura energia mentale (un po' come lo starchild di 2001), pronta a travalicare i confini dello spazio e del tempo... ecco, mi piace pensare che sarà questa la nostra strada, non quella di autodistruggerci o tornare a girare con la clava.
Aspetto fiducioso il giorno in cui stabiliremo un contatto con qualche entità aliena, augurandomi che sia più intelligente e benevola di noi.
In ogni caso, alieni o no, credo che il futuro dell'uomo sia nelle stelle.
Il grande astronomo Carl Sagan aveva visto giusto nel dire "E' una questione di sopravvivenza. Se abbiamo a cuore la sopravvivenza della nostra specie a lungo termine, abbiamo la responsablità di espanderci su altri pianeti."
I mostri e gli incubi dei miei lavori vengono anche da questa mia paura che non ce la possiamo fare o anche dal fatto che siamo ben poca cosa rispetto all'immensità del cosmo.
Se non evolveremo in qualcosa di migliore, il futuro lo vedo nero.


Come valuti l'esperienza della tua pagina facebook? E' lì che ho avuto il piacere di notare le tue opere.
Avevo bisogno di una buona piattaforma per raggiungere più gente possibile e Facebook mi sembrava la cosa migliore da utlizzare. Piano piano la mia pagina è cresciuta moltissimo e ora vendo i miei lavori a tanti appassionati. Mi piace vedere che le mie tematiche toccano e ispirano persone da tutto il mondo. Ringrazio ogni singola persona che mi segue e che apprezza le mie creazioni. Alla fine Facebook, piaccia o no, è un mezzo perfetto per far conoscere i propri lavori a più gente possibile, oltre che ad essere ottimo per condividere passioni e per fare informazione in generale.

Ho apprezzato moltissimo il tuo disegno con i cervelli risucchiati dalle astronavi aliene. Mi diresti qualcosa di più su di esso?
Adoro la Sci-Fi anni '50, i classici di Jack Arnold, L'invasione degli ultracorpi, i film di Quatermass, i mostri atomici, le storie post-apocalittiche. Le copertine pulp di quegli anni sono impagabili.
Mi intrigava l'idea che gli alieni prendessero solo i cervelli e buttassero il resto. Forse solo da quelli possono ricavarci qualcosa di buono... o no? Forse scrivo una storia sull'argomento.

Quanto ci metti mediamente a completare un disegno?
Anche qui dipende... se ho tempo da investire e non ho distrazioni, in un paio di giorni finisco una tavola, a volte ci metto settimane. Poi ci sono i momenti in cui aspetto l'ispirazione e non arriva nulla..
Ecco perche' e' importante guardarsi sempre in giro e mantenere viva la curiosità.

Le tue opere sono apprezzate meglio in Italia o all'estero?
Decisamente più all'estero. In termini di numeri ho sicuramente più interesse verso quello che produco da parte di altri paesi.
In Italia gli appassionati di horror e fantascienza sono comunque tanti, magari ne guadagno qualcuno dopo questa intervista!

Qual è la prima parola che ti viene in mente?
Wormhole.

Senti il bisogno di dire un'ultima cosa prima di essere pubblicato nel blog? Qualcosa che ritieni importante e che è sfuggita alle mie domande?
Cerco di essere un artista a 360 gradi e mi piace spaziare su cose diverse. Sul risultato non mi pronuncio, sta al pubblico decidere.
Al momento sto lavorando a un fumetto, una storia completa, ispirata ad un mio cortometraggio splatter di diversi anni fa, "Carne Strisciante". Vorrei farci un fim, ma per adesso mancano i soldi, quindi realizzo il fumetto... poi vedremo!
Sto inoltre finendo di montare un paio di documentari, uno girato in India e uno in British Columbia, dove vivo adesso.
Mi trascino senza finirlo mai un progetto di un libro sulle mie esperienze di viaggio, ma mi rendo conto che la materia è decisamente inflazionata. Insomma mi tengo impegnato, aspettando sempre i famigerati cloni che dovrebbero migliorarmi l'esistenza.
Ti ringrazio per le ottime domande e ti faccio i complimenti per il blog! Un saluto a tutti i lettori, che invito a visitare la mia pagina e a condividere un po' dei miei incubi.


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